da “La Voce del Popolo” di Fiume
di Ornella Sciucca
Dal 23 al 27 giugno scorsi si è svolto il primo turno della Colonia estiva organizzata da UPT-UI, un’esperienza formativa e umana per gli alunni delle scuole elementari italiane di Slovenia, Istria e Fiume
C’è un angolo speciale, incastonato tra vette austere e boschi silenziosi, dove le lingue si intrecciano come sentieri tra i pini e le genti convivono nel rispetto delle reciproche radici. È il Tarvisiano, terra di confine e di incontro, dove ogni estate si rinnova un’iniziativa dal profondo valore umano, educativo e culturale attraverso il soggiorno montano “Alla scoperta della Regione Friuli Venezia Giulia”, rivolto agli alunni delle classi VI e VII delle scuole elementari italiane della Slovenia, dell’Istria e di Fiume. Il progetto si fonda su tre pilastri – sport, cultura e amicizia – e alterna momenti di svago a impegno fisico e approfondimento. I ragazzi esplorano un territorio ricco di flora, fauna e geologia, anche grazie a suggestivi percorsi su passerelle in legno sospese sull’acqua. Le giornate scorrono tra cieli limpidi e passi leggeri lungo percorsi che insegnano libertà, responsabilità e meraviglia. In questo ambiente autentico, fatto di natura viva e incontri sinceri, si creano legami, si rafforza la fiducia, si impara il valore della collaborazione e dell’ascolto. Per le scuole della CNI è un’occasione per rafforzare la comunità educativa oltre le aule, stimolando la curiosità e lo spirito critico dei più giovani. Una Colonia che unisce gioco e formazione, natura e consapevolezza, per crescere cittadini attenti e aperti. L’iniziativa è resa possibile grazie a una rete solida: promossa dall’Università Popolare di Trieste e dall’Unione Italiana, in sinergia con il Consorzio di Promozione Turistica del Tarvisiano, con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e il patrocinio del Comune di Tarvisio.
Le guide
Due i turni previsti, dal 23 al 27 giugno e dal 30 giugno al 4 luglio. Tra le mete, come da tradizione, vi sono il Monte Lussari con il suo Santuario, guidati dal naturalista Fulvio Pisani; i laghi di Fusine con le loro acque limpide, esplorati con Leila Meroi; la Roccia in Val Bartolo con la guida alpina e storica Alessandro Di Lenardo; le Cave del Predil e il parco geominerario di Raibl con Giuseppe Divora; il parco Abschnitt Seisera con Davide Tonazzi, esperto della Grande Guerra. Emozionante anche l’incontro con i cani da slitta della Scuola Internazionale “Mushing”, fondata da Ararad Khatchikian e Monica D’Eliso. Il bosco di Valbruna regala, infine, una passeggiata naturalistica che rimane impressa come una carezza.
Nel ventre della natura
Il primo gruppo, composto da 134 ragazzi e 15 insegnanti, che ha riunito le comitive delle quattro scuole di Fiume, nonché quelle di Pola e Umago, è rientrato nel fine settimana scorso, portando con sé una costellazione di ricordi da custodire. Ospitati negli alberghi “Cervo”, “Bellavista” e “Nevada”, hanno potuto assaporare non solo la gastronomia locale, ma anche un’accoglienza calorosa, tanto da far sentire tutti come a casa.
Fra le tappe più significative figura certamente il parco geominerario di Cave del Predil. Giuseppe Divora, gestore del sito, ha guidato i ragazzi in un viaggio che attraversa secoli. “Si tratta di una miniera antichissima, i cui primi scavi risalgono all’Impero romano. Abbiamo visitato solo una piccola parte, un chilometro e mezzo, ma la miniera si estende su 23 livelli, con un dislivello di 1000 metri e una lunghezza complessiva di 130 chilometri”. Luogo di lavoro e sacrificio, la miniera fu anche crocevia di culture e nazionalità. “Molti minatori provenivano dalla Slovenia, e per questo, ancora oggi, la santa messa che si celebra ogni 4 dicembre in onore di Santa Barbara è bilingue”, ha spiegato Divora, che ha mostrato agli alunni anche un video in cui la cosiddetta “mamma miniera” racconta sé stessa e le storie di chi vi lavorò. Un popolo di oltre 2.500 persone, 1.200 operai, fino alla chiusura nel 1991. Oggi il villaggio conta meno di 200 anime, ma la memoria è viva.

Foto: FORNITA DA SUSANNA ISERNIA
Voci dai protagonisti
Sono proprio i ragazzi e i loro insegnanti a dar voce alle emozioni più sincere. Jan Zumella della SEI “Dolac” di Fiume racconta: “Mi sono piaciute molto le Colonie, soprattutto la visita alla miniera, che ho trovato interessantissima, e la passeggiata relativa alla Grande Guerra”. Il prof. Marko Trento, della SEI “Giuseppina Martinuzzi” di Pola, è rimasto colpito dall’esperienza con i cani da slitta: “All’inizio alcuni erano spaventati, ma poi si è creata una bellissima amicizia con gli animali. Siamo stati benissimo all’hotel ‘Cervo’, accoglienza perfetta e ottimo cibo!”. Un episodio particolarmente toccante lo riporta il suo collega Alessandro Lakoseljac Ukmar, anch’egli della “Giuseppina Martinuzzi”: “Uno dei nostri alunni, che inizialmente faticava, è riuscito a superare le proprie paure e ha affrontato con coraggio l’arrampicata. Tutti tifavano per lui. Ha scalato una, due, tre volte. Un momento che ci porteremo dietro per sempre”.
Arden Sirotić, direttore della SEI “Galileo Galilei” di Umago, sottolinea il valore simbolico della Colonia: “È un’occasione per i ragazzi di socializzare, confrontarsi, conoscere la storia, la natura, ma anche di riflettere sul significato della pace. In questo momento storico così complesso, iniziative come questa insegnano la convivenza tra le nazionalità, l’importanza della propria lingua, delle tradizioni, nel rispetto delle culture altrui. In questo territorio, trilingue e multietnico, è come sentirsi a casa”. Tra gli appuntamenti più coinvolgenti, anche il torneo sportivo a Camporosso, descritto dal prof. Marin Cucančić, insegnante nelle quattro scuole fiumane, che ha visto sfidarsi le squadre di Pola, Umago e le scuole “Dolac”, “Belvedere”, “San Nicolò” e “Gelsi”. La finale tutta fiumana ha incoronato la squadra composta da alunni di “Belvedere” e “San Nicolò”. Infine il prof. Davide Gugić della SEI “Gelsi” di Fiume: “Giornate bellissime. Natura allo stato puro. Abbiamo approfondito tanti temi con guide eccezionali, tra cui Davide Tonazzi sulla Grande Guerra, Alessandro Di Lenardo per l’arrampicata, Leila Meroi ai laghi di Fusine. Grazie a chi ha organizzato tutto questo”.

Foto: FORNITA DA SUSANNA ISERNIA
Un messaggio forte e chiaro
Il coordinamento dell’intera iniziativa, che sembra fluire con naturalezza, è invece frutto di una minuziosa organizzazione che nulla lascia al caso. A tirarne le fila, con inesauribile energia, una fortissima passione e una visione lucida è Susanna Isernia, da anni instancabile anima del progetto per conto del Settore Cultura dell’Università Popolare di Trieste, affiancata dalla preziosa collaborazione e creatività di Giuliana Sanzin, che afferma: “Viviamo molto di fantasia, ci divertiamo con i ragazzi e grazie ai ragazzi. Ma soprattutto, condivido pienamente le riflessioni sulla pace fatte dal direttore Sirotić. Oggi più che mai, in un mondo scosso da conflitti e divisioni, essere qui a Tarvisio, una città che non conosce barriere linguistiche o culturali, assume un valore straordinario. Qui le differenze non separano, ma arricchiscono. È una vera palestra di convivenza”. Ed è forse proprio questo il dono più prezioso del soggiorno, l’insegnamento implicito che la pace non è un’idea astratta, ma una pratica quotidiana, fatta di ascolto, condivisione, esperienza. Una lezione silenziosa e tenace, che il Tarvisiano, con la sua bellezza e la sua storia, consegna ai giovani con fiducia e speranza.

Foto: FORNITA DA SUSANNA ISERNIA


