da “La Voce del Popolo” di Fiume

di Maura Favretto

Nel Centro Multimediale è allestita la mostra di dipinti e sculture dell’artista connazionale Luka Stojnić intitolata «Processi organici e geologici»

È da qualche anno che Umago ospita un’importante iniziativa, frutto di una collaborazione tra il Ministero della Cultura e dei Media, la Città di Umago e la Comunità degli Italiani “Fulvio Tomizza” da una parte e la Regione Friuli-Venezia Giulia tramite l’Università Popolare di Trieste dall’altra; tutti insieme per dare spazio e portare all’attenzione di un pubblico sempre più vasto gli artisti che operano da entrambe le parti del confine.

Il punto d’incontro è la galleria della città, il Centro Multimediale (MMC) situato nella pittoresca piazzetta adiacente alla Chiesetta di San Rocco, che nel corso di questi ultimi tre anni ha messo a disposizione i suoi immacolati ambienti al veneziano Tobia Ravà, ai triestini Piero Conestabo e Francesca Martinelli, al gradese Gianni Maran, ai fiumani Bruno Paladin, Gianfranco Miksa e Mauro Stipanov, ai polesi Gualtiero Mocenni e Fulvio Juričić. Autori diversi, con percorsi artistici e di vita diversi, il cui lavoro si condensa in intuizioni ed espressioni di arte contemporanea, anch’esse, individuali e diverse.

Il potere trasformativo della materia
Adesso è la volta del parenzano Luka Stojnić, classe 1970, laureato all’Accademia di Belle arti di Venezia, che dal 2011 si divide tra l’Istria ed Essen in Belgio. Veterano di più di quaranta istallazioni e mostre, sia personali che di gruppo, nei suoi tre Paesi formativi, Croazia, Italia e Belgio, che si presenta a Umago con una collezione di sei opere scultoree e una dozzina di tele intitolata “Processi organici e geologici” dove si percepisce subito che in galleria domina la materia e il suo potere sia trasformativo che di trasformazione.
L’inaugurazione ha visto la partecipazione di un nutrito pubblico, desideroso di vedere e apprezzare l’arrivo della nuova visione artistica.
Ad aprire la serata, con la nota grazia ed eleganza, è stata Larisa Gasperini, nella doppia veste di presentatrice e direttrice di Festum, l’ente della Città che partecipa all’organizzazione di questi eventi.
La parola è poi passata rispettivamente a Floriana Bassanese Radin, vicesindaco per la minoranza e presidente della Comunità degli Italiani e ad Edvino Jerian, presidente dell’UPT. Entrambi hanno sottolineato l’importanza delle rispettive istituzioni nell’opera di promozione ed espansione della cultura di matrice locale e di come la collaborazione instaurata vada potenziata e allargata. L’obiettivo comune è quello di creare ponti e realizzare occasioni di diffusione, sia di conoscenze che di creatività artistica, nell’ambito di un più vasto panorama culturale. Scoprire e presentare il talento che emerge dalle proprie fila significa anche rafforzare la scia dell’evoluzione identitaria.
Un particolare ringraziamento è stato fatto all’inarrestabile Fabrizio Somma, il vero “factotum delle città” a cui si deve l’operatività di tutta l’iniziativa, colui che mette insieme tutti i fili per completare la trama.

Luka Stojnić.
Foto: CI DI UMAGO

I quadri che parlano
L’attenzione di tutti è stata poi catturata dall’ormai consolidata consuetudine di presentare l’artista e la sua opera da parte di Francesca Martinelli. Si potrebbe dire che il pubblico che partecipa alle mostre del ciclo, lo fa certamente per vedere le nuove proposte, ma anche per sentire le spiegazioni della dott. Martinelli e chi l’ha sentita parlare una volta ne rimane catturato. Francesca non descrive, illumina. Tramite la sua voce, improvvisamente i quadri alle pareti cominciano a parlare e a trasmettere.
Il suo invito, in primo luogo, è quello di sospendere il giudizio e di porsi davanti alle opere in una posizione di apertura, lasciando parlare la “forma organica pura come processo in metamorfosi costante” una forma che elude “la fissità e contempla il gioco, l’imprevisto, l’alterazione”. Secondo la Martinelli, “l’artista, come il poeta, evoca e suggerisce paradisi dell’altrove”.
La descrizione deve aver fatto molto effetto anche su Luka stesso che ha dichiarato di non aver nulla da aggiungere a una valutazione così indovinata del suo lavoro, valutazione che deve molto alla sintonia che i due hanno come artisti e alla sensibilità condivisa riguardo a certe tematiche e intuizioni.

Tra il pubblico anche Fabrizio Somma.
Foto: CI DI UMAGO

Lavori incentrati sulla materia organica
Riguardo al suo modus operandi, Stojnić, portato alla sperimentazione e al mettersi in gioco, ha illustrato un’occasione in cui, al fine di spingere al limite il processo di creazione, ha voluto farlo privandosi del senso principe per un artista, la vista. Il risultato di aver lavorato bendato è una delle sculture in esposizione intitolata “Scultura bidimensionale/monumento all’uomo occidentale”. Si tratta di una forma allungata che ricorda il corpo di una bottiglia che adesso appare “sezionata” da una dozzina di lastre di vetro di diverse dimensioni e angolature.
Le persone che non hanno sentito nulla di tutto questo e che vorranno visitare la galleria, scopriranno che il titolo “Processi organici e geologici” effettivamente rispecchia i lavori presentati. I cinque quadri della prima stanza sembrano concentrarsi di più sulla materia organica, con forme morbide, alcune dall’evidente impronta biologica. Mentre sulle pareti di fondo prorompe la forma minerale, dalle forme precise e taglienti, espressa nel positivo e negativo del bianco e nero, ma anche in un meraviglioso verde che sembra cogliere le forze primordiali della formazione smeraldina. I lavori tridimensionali (sculture è riduttivo) sorprenderanno, oltre che per la visione delle forme, per la scelta dei materiali: ottone, vetro, asfalto.
La mostra rimane aperta fino al 16 agosto.

Floriana Bassanese Radin, Francesca Martinelli, Luka Stojnić ed Edvino Jerian.
Foto: CI DI UMAGO