da “La Voce del Popolo” di Fiume

TRIESTE – Musica senza confini quella svoltasi nell’Aula magna del Conservatorio statale di musica dove si erano confrontati i partecipanti al Premio “Stefano Marizza”, promosso dall’Università Popolare di Trieste, dalla famiglia dello scomparso e dal conservatorio “Tartini”, preannunciando che, in breve, sarebbe stato reso noto il nome del vincitore, tra i 15 giovani pianisti di età inferiore ai 27 anni, provenienti dall’Italia, dalla Slovenia, dalla Croazia, dall’Ungheria e dall’Austria.

Molto elevato è stato definito il livello di preparazione dei concorrenti, ciascuno dei quali ha presentato un brano a sua scelta e due brani ispirati l’uno al Romanticismo e l’altro alla musica del Novecento.

Alla fine la Giuria internazionale composta dai concertisti di fama mondiale, quali Massimo Belli, vice direttore del Conservatorio “Tartini”, Massimo Gon, italiano, Dubravka Tomšić Srebotnjak, slovena dell’Accademia di musica di Lubiana, Pavle Merkù, compositore italiano e l’ungherese Gyȍrgy Nàdor dell’Accademia di musica di Budapest, hanno proclamato vincitore del Premio 1998 l’ungherese Péter Morva, residente a Dunakeszi “per la forte personalità musicale, per l’ampia gamma timbrica, per il colore e la padronanza dello strumento rivelate in ogni momento della sua esecuzione, nonché per la grande espressività dimostrata soprattutto nel brano “Benediction” di Liszt”.

A Péter Morva, quindi, è andato il Premio unico e indivisibile di 3 milioni di lire.

La Giuria, tuttavia, ha ritenuto opportuno segnalare le prestazioni interpretative di altri tre giovani pianisti: Luis Alberto Pares Pojan di Caracas “per la freschezza e la naturalezza dell’esecuzione che fanno intuire un grande talento, specie nell’interpretazione delle “Tre danze argentine” di Ginastera”; Naomi Kimura, giapponese di Budapest “per l’intelligenza, l’equilibrio, la capacità di rendere l’unitarietà della composizione e per la grande sapienza strumentale dimostrata soprattutto nell’esecuzione della Sonata in si minore di Liszt” e Silvia Fantoli di Gallarate “per la totale partecipazione fisica ed emotiva alla musica, dimostrata specialmente nei “Sarcasmi” op. 17 di Prokovieff”.

 

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