da “La Voce del Popolo” di Fiume

Alla Facoltà di studi umanistici ospite Franco Fornasaro per coronare l’anno dedicato a Dante

CAPODISTRIA | Per coronare l’anno dantesco e in appendice della Settimana della lingua e cultura italiana nel mondo, si è tenuta ieri presso la Facoltà di Studi Umanistici di Capodistria una lezione dal titolo “Elementi adriatico-orientali tratti dalla vita di Dante”. L’evento è stato organizzato dal Consolato Generale d’Italia a Capodistria e dall’Università Popolare di Trieste destinato agli studenti dell’Ateneo del corso di letteratura tenuto dalla prof. Nives Zudič Antonič e che ha visto la presenza anche degli allievi del ginnasio “Gian Rinaldo Carli” di Capodistria.

Il Console Generale d’Italia, Giovanni Coviello nel saluto introduttivo si è detto orgoglioso nel vedere un folto uditorio, ringraziando per il fatto di aver dimostrato l’attaccamento, nonché una vicinanza e una voglia di voler conoscere la lingua italiana. Fabrizio Somma, segretario generale dell’UPT, ha portato i saluti del presidente Emilio Fatovic e ricordato che assieme all’Unione Italiana e per conto del governo, nel corso dell’anno in tutta la verticale scolastica hanno distribuito i libri su Dante. In questa circostanza, invece, in omaggio alcuni volumi di recente pubblicazione da parte dell’Associazione “Dante Alighieri” di Capodistria e la traduzione della “Divina Commedia” in lingua slovena simbolicamente anche in occasione della presidenza slovena dell’Unione Europea.

Il relatore dell’interessante lezione è stato Franco Fornasaro, personaggio poliedrico dai vasti interessi che spaziano dagli studi scientifici a quelli umanistici.

Figlio di istriani con pluriascendenze etniche e religiose, è nato a Trieste e oggi risiede a Cividale del Friuli. Molto attivo in diversi settori, finora ha scritto e pubblicato una quindicina di libri e racconti brevi editi in alcune antologie. Sono quasi duecento le sue pubblicazioni, divise tra letterarie, storiche e scientifiche.

I punti salienti della conferenza sono stati la presenza di Dante nel contesto adriatico-orientale, più o meno documentata, leggendaria ed effettiva, l’importanza del suo lascito letterario e l’influsso culturale in alcune opere dell’area in questione accanto ai richiami dei risvolti nazionalistici che hanno segnato, nel bene e nel male, sia il romanticismo irredentistico italiano e italofono nei secoli XIX e XX sia il contraltare slavo contrapposto. Ha concluso la sua lezione rilevando l’attualità e l’universalità dei temi elaborati dal Sommo Poeta e la sua appartenenza al mondo. Nella Divina Commedia c’è l’umanità di ciascuna epoca, di ciascun uomo, il desiderio di andare verso una visione eterna del mondo terreno, ma anche del senso più profondo e concreto del vincolo dell’assoluto. “Leggendo la vicenda di Dante, possiamo dire che siamo degli italiani diversi, vivendo fuori dai confini italiani, abbiamo dei sentimenti culturali legati all’Italia e ciascuno risente e risuona dentro se stesso anche qualcosa di altro.

Può esistere un popolo senza terra e Dante lo dimostra, ma non un popolo senza lingua”.

Fornasaro ha concluso con un pensiero di Niccolò Tommaseo, linguista scrittore patriota di origini dalmate, che esalta e difende la pluralità dell’identità: “Bisogna avere rispetto di ogni appartenenza”. (meh)

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