da “La Voce del Popolo” di Fiume

di Cristina Golojka

ROVIGNO | S’intitola “Sport e Guerra Fredda in Venezia Giulia 1945-1954” di Alberto Zanetti Lorenzetti il 15º volume della Collana “Monografie”, edita dal Centro di ricerche storiche di Rovigno. Dopo aver illustrato la storia delle discipline olimpiche e i campioni dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia all’interno del movimento sportivo italiano nel libro “Olympia giuliano-dalmata” (che segnò l’inizio della collaborazione dell’autore con il Crs, nel 2002), il bresciano Alberto Zanetti Lorenzetti, grande appassionato dello sport, ci presenta ora un attento approfondimento sullo sport giuliano nel complesso contesto storico-politico del conflitto mondiale tra Stati Uniti e Unione Sovietica iniziato nel secondo dopoguerra.

Un’opera che – spiega il redattore Raul Marsetič, che ha presentato ieri il volume, affiancato da Rino Cigui del Comitato redazionale – dimostra quanto l’attività agonistica nel decennio oggetto del lavoro fu legata a doppio filo con le vicende politiche locali e internazionali.
La situazione singolare della Venezia Giulia nel periodo che si estende dal 1945 al 1954, presa in analisi dall’autore, offre così un esempio del connubio tra sport e politica, che è sempre stato presente, nel corso della storia, in diversi contesti.

Un’analisi degli eventi sportivi

Questo volume ricostruisce vicende fondamentali nell’ambito della ricerca storico-sportiva “che in Italia – scrive l’autore nell’introduzione al volume – negli anni più recenti ha trovato nuovo impulso dall’attività di organizzazioni culturali quali l’Archivio Storico dell’Atletica Italiana, che ha avuto anche in passato occasioni di collaborazione con il Centro di ricerche storiche di Rovigno e la Società Italiana di Storia dello Sport, poli culturali che hanno stimolato questa ricerca sul dopoguerra sportivo giuliano, periodo poco conosciuto nella sua globalità al di fuori dei confini triestini, non certo per quanto riguarda i risultati di livello internazionale, ma piuttosto per l’attività di promozione sportiva con particolare riferimento allo sviluppo dello sport di massa, uno degli obiettivi fondamentali dell’impegno della politica comunista nell’attività della cultura fisica”.
Zanetti Lorenzetti, documenta le tappe storiche del decennio mediante la trascrizione di articoli, ricreando il contesto e l’atmosfera di quegli anni, “dando spazio anche a manifestazioni e prestazioni sportive, frequentemente di caratura inferiore a quelle organizzate nell’ambito del C.O.N.I.” Il volume contiene anche i profili degli atleti giuliani che nel periodo del secondo dopoguerra vinsero il titolo nazionale e gareggiarono nelle rappresentative d’Italia e della Jugoslavia, nonché l’elenco delle società che presero parte ai Campionati di Serie A e delle principali manifestazioni sportive allestite in Venezia Giulia.

L’attività sportiva nelle zone B e A

Il libro contraddistingue due fasi: una prima che parte dal 1945 con l’istituzione della Linea Morgan al 1947, anno dell’entrata in vigore del Trattato di pace, che vide una “normalizzazione” dell’attività sportiva nel territorio della zona B, amministrato dal potere jugoslavo e da una situazione di ricerca del consenso da parte delle forze politiche presenti nella zona controllata dagli angloamericani.
Un secondo periodo arriva al 1954, con la cessione del Territorio Libero di Trieste, che vede il C.O.N.I. (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) predominante per quanto concerne l’attività sportiva nella zona A.
“La vitalità dello sport giuliano – ha puntualizzato Marsetič –, grazie anche ai fondi che a vario titolo giunsero dall’Italia, portò ad una stagione di grandi successi individuali e di squadra, relegando ad un ruolo agonisticamente sempre più marginale l’UCEF (l’Unione dei Circoli di Educazione fisica, organizzazione sostenuta dagli organismi d’orientamento comunista) ulteriormente indebolito dalla scissione interna del 1949 causata dalla ricaduta delle vicende politiche che un anno prima avevano portato alla rottura dei rapporti fra la jugoslavia di Tito e l’Unione sovietica di Stalin. L’UCEF filo-jugoslavo svolse l’attività fino al 1952, mentre la parte che faceva riferimento al Partito Comunista del TLT si sciolse nel 1955, confluendo nell’ente di promozione sportiva della sinistra italiana, l’UISP”.
Alcuni degli avvenimenti più importanti che il volume ripercorre riguardano gli incidenti che fermarono il Giro d’Italia del 1946 a Pieris, la strage di Vergarolla, la ferma opposizione italiana alla partecipazione di una rappresentativa triestina ai Giochi mondiali universitari a Parigi del 1947 e i ripescaggi avvenuti al termine dei Campionati di calcio 1946/47, che annullarono la retrocessione della Triestina dalla Serie A italiana e dell’Amatori Ponziana, altra squadra di Trieste, dalla Prva Liga Jugoslava.
Alla presentazione del volume a Rovigno, nella sede del Crs, ne seguirà un’altra, all’IRCI di Trieste, alla presenza dell’autore, pianificata verso la fine di febbraio.

Sport e politica ai tempi della Guerra Fredda
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