da “Il Piccolo” di Trieste

La spunta l’esule zaratino residente a Cividale, nel cda su indicazione ministeriale. Il triestino Rovis, scelto dalla Regione ed ex assessore comunale, è il suo vice  

Emilio Fatovic è il nuovo presidente dell’Università popolare di Trieste. Inizia così un nuovo corso per l’ente morale di piazza Ponterosso, fondato nel 1899, che ha affrontato negli ultimi anni il periodo più buio della sua attività, con i conti in rosso, poca trasparenza e una disaffezione da parte dei soci. Una situazione tale da dettare, nel dicembre del 2018, il commissariamento dell’ente.
L’incarico conferito a Fatovic ieri pomeriggio nel corso della prima seduta del nuovo Consiglio di amministrazione di Upt, ha la durata di quattro anni. Sulla figura indicata come componente del cda dal Ministero degli Affari Esteri – è la prima volta che il Maeci ha espresso la nomina a presidente – è stata raggiunta un’intesa dopo un confronto iniziato alle 16 e protrattosi per quasi due ore. Per la vice presidenza è stato scelto il triestino Paolo Rovis, già assessore alle Attività Economiche e Turismo del Comune di Trieste.
Fatovic è nato a Zara: 72enne residente a Cividale, profugo ed esule, cittadino del mondo ed europeista convinto, ha conosciuto nell’infanzia ben sette campi profughi e ha saputo costruirsi un percorso di crescita in ascesa, come insegnante, dirigente scolastico, sindacalista, esperto accreditato europeo di problemi economici. Fatovic ha raggiunto posizioni apicali, ottenendo ampi consensi in ogni ambiente in cui ha operato.
Laureato in Scienze politiche, tra i tanti incarichi è stato rettore e dirigente scolastico al Convitto Nazionale “Regina Margherita” di Anagni (Frosinone) e poi al “Vittorio Emanuele II” di Roma. Già presidente dell’Accademia Europa del Cesi è stato membro del Comitato economico sociale europeo e componente del cda e presidente del Comitato tecnico scientifico Confsalform.
Dal 2013 al 2014 è stato co-presidente del Comitato consultivo dell’Unione europea per la ex Repubblica jugoslava della Macedonia.
“La nomina di presidente dell’Università popolare di Trieste – sottolinea Fatovic – rappresenta per me un ritorno alle origini, la chiusura del sogno di tutta una vita. Un grande onore e una grande opportunità e al tempo stesso l’approdo alle mie radici, per difenderle nel fondamentale rispetto delle diversità e delle minoranze, ponendo le mie competenze professionali, l’esperienza fatta con l’Unione Europea e il mio senso civico al servizio della collettività”.
A sedere intorno al tavolo, oltre a Fatovic e Rovis, indicato alla Regione, c’era ieri l’altro componente del cda indicato dalla Farnesina, Francesco Saverio De Luigi, la figura indicata dall’Università, il professore associato di Economia aziendale Guido Modugno, e il rappresentante eletto dall’Assemblea degli iscritti all’ente, Stefano Russo. “In continuità con la gestione commissariale e con la validità delle precedenti gestioni – spiega Fatovic – intendo come prima cosa ascoltare tutto e tutti”.
Al nuovo presidente e all’intero cda spetta ora il compito di dettare un cambio di passo per Upt, puntando anche a riconquistare la fiducia persa con molti iscritti. La prova della disaffezione dei soci si è palesata anche alle recenti votazioni utili ad eleggere il componente del cda in rappresentanza dell’Assemblea dei soci: su 872 iscritti hanno votato solo in 85, esprimendo tutti il nome dell’unico candidato, Stefano Russo, classe ’63, laurea in Scienze politiche, responsabile marketing e comunicazione della società Isontina Ambiente srl di Ronchi dei Legionari.
Nelle prossime settimane si formerà invece il Comitato scientifico culturale, il nuovo organo previsto dallo statuto adottato dallo scorso maggio, che formula proposte e, ove richiesto, fornisce pareri, ma che di fatto non ha alcun peso nelle decisioni chiave dell’ente. A presiederlo sarà Modugno.
di Laura Tonero
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