da “La Voce del Popolo” di Fiume

CI «Giuseppina Martinuzzi». Da 75 anni custode della lingua e della cultura italiane
Il numeroso pubblico nel Teatrino della CI. Foto: Tanja Škopac

“Un sentito grazie a tutti voi che ci avete dato l’opportunità di festeggiare quest’importante traguardo nel nostro Teatrino, dove continueremo a incontrarci e a celebrare le nostre tradizioni, i traguardi e la nostra cultura”. Daniela Mohorović, presidente della Comunità degli Italiani “Giuseppina Martinuzzi” di Albona, ha concluso così il suo discorso di circostanza alla cerimonia con la quale giovedì sera sono stati festeggiati i primi 75 anni del sodalizio albonese e alla quale hanno presenziato molte autorità. Presenti il Console generale d’Italia a Fiume, Davide Bradanini, il vicepresidente del Sabor e deputato della CNI Furio Radin, il presidente e il segretario generale dell’Università popolare di Trieste, Emilio Fatovic e Fabrizio Somma, il presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, Marin Corva, la vicepresidente della Regione istriana in quota CNI, Jessica Acquavita, il vicepresidente regionale Tulio Demetlika, la presidente del Consiglio cittadino, Eni Modrušan, come pure Giulia Millevoi, presidente della Società operaia di mutuo soccorso di Albona, l’associazione degli esuli albonesi, e Tea Batel, assessore regionale alla Comunità Nazionale Italiana e agli altri gruppi etnici.
Le parole di ringraziamento della presidente della CI sono andate alle istituzioni che hanno contribuito al restauro del Teatrino, completato negli anni scorsi: l’Ufficio per i diritti dell’uomo e delle minoranze nazionali del governo della Repubblica di Croazia per il tramite dell’UI, il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale della Repubblica Italiana tramite l’UPT, la Città di Albona e quattro ditte italiane operanti nella Zona imprenditoriale di Vines. Ricordato pure il restauro di circa 30 anni fa, eseguito con un cospicuo contributo dell’UPT.

Il coro misto con il Maestro Franko Ružić. Foto: Tanja Škopac

I grandi inconvenienti

Secondo la Mohorović, il compito principale della CI, ovvero la salvaguardia e la diffusione della lingua e della cultura italiane sul territorio d’appartenenza, è stato portato avanti negli ultimi 75 anni con successo, “e ciò non è poco se prendiamo in considerazione tutti quei grossi inconvenienti che ci hanno colpiti: l’esodo, la cancellazione di ogni forma di bilinguismo e la chiusura graduale delle scuole in lingua italiana”. Nonostante ciò e grazie alla collaborazione con la Nazione Madre, fornita dal MAECI e realizzata per il tramite delll’UI e dell’UPT, oggi in seno alla CI sono attive diverse sezioni, tra cui i minicantanti e il coro che, come lo stesso sodalizio, porta fin dall’inizio il nome della grande Giuseppina Martinuzzi. Vi sono pure i corsi d’italiano per giovani, un laboratorio musicale di lingua italiana destinato ai bambini dell’età prescolare, un corso di ceramica, come pure la filodrammatica “Arcobaleno”. A ciò si aggiunge pure l’attività editoriale della CI, che nell’ultimo decennio ha pubblicato almeno un libro all’anno, nella maggior parte dei casi bilingue, in italiano e in croato.
Un grande grazie è andato pure a tutti i presidenti che precedettero Daniela Mohorović, tra cui il primo fu Plinio Basiaco, seguito da Antonio Brunetti, Piero Tomaz, Giorgio Giambastiani, Rino Rivoli, Leandro Signorelli, Claudio Galvani, Dino Persi e Nagua Giurici, alla quale è subentrata l’attuale presidente.

Il Console generale d’Italia a Fiume, Davide Bradanini e Daniela Mohorović. Foto: Tanja Škopac

«I have a dream»

“Ad Albona lo zacavo e l’istroveneto hanno convissuto da tempi memorabili. Tuttavia, per qualche ragione, questo territorio ha rinunciato istituzionalmente all’italiano. Ma io ho un sogno, I have a dream, che Albona rispetti, sinceramente e anche nei fatti, entrambe le sue due anime autoctone”, ha sottolineato Furio Radin, soffermandosi su quella che egli ha definito l’eutanasia “del sistema scolastico, mai ripristinato” e dicendo che se ad Albona non ci sono scuole in lingua italiana e bilinguismo, “non possiamo incolpare nessun altro che noi stessi”.

Continua il rinnovo

L’importanza di ricordare chi “ha guidato la CI nei primi decenni del sodalizio”, segnati dalla “dolorosa ferita” dell’esodo, è stata sottolineata dal Console generale d’Italia a Fiume, Davide Bradanini, il quale ha voluto ricordare un altro momento importante per la CNI, ovvero la prossima “caduta” del confine tra la Slovenia e la Croazia, con cui gli appartenenti alla CNI dei due Paesi saranno finalmente più vicini. Ribadito pure quanto confermato di recente in Istria dal sottosegretario agli Affari Esteri della Repubblica Italiana Giorgio Silli, riguardo all’impegno del governo italiano a sostenere la CNI in Croazia e in Slovenia.
“Noi albonesi esuli siamo consapevoli che dobbiamo a voi se, nonostante la chiusura delle scuole italiane, la minoranza italiana albonese abbia potuto non soltanto sopravvivere, ma anche crescere e svilupparsi. Vi siamo riconoscenti per il lavoro e l’impegno profuso in questi 75 anni per mantenere ad Albona la lingua, la cultura e le tradizioni italiane”, ha affermato Giulia Millevoi, della SOMS albonese. A rivolgersi ai presenti è stato quindi Emilio Fatovic, presidente dell’UPT, il quale si è soffermato sul grande significato della CI di Albona, contenuto “già nel nome del sodalizio”, che appartiene a una “donna straordinaria” alla quale va il merito di aver “richiamato il patriottismo culturale della lingua e della cultura italiana” e che oggi è rappresentato pure dall’attuale presidente.
Marin Corva, a nome dell’UI, si è detto certo che anche la Città continuerà a sostenere la CI, confermando che sono stati già avviati i primi accordi per quanto riguarda il rinnovo del resto della sede della CI, ospitata da Palazzo Coppe. “Noi tutti quanti, in primis l’UI, la Città e il Consolato, il deputato al Parlamento croato, dobbiamo impegnarci per questa realtà, particolare e speciale, perché lontana da tutte le altre CI, che, nonostante la lontananza, ha saputo mantenere la lingua, la cultura e l’identità”, ha detto Corva.
“È certamente più facile essere Comunità in località in cui ci sono altre istituzioni, scuole e asili a supportare il ruolo, la vostra e la nostra causa. Eppure, la vostra Comunità ha saputo ritagliarsi il giusto spazio, il giusto prestigio nel tessuto culturale e sociale di questa città e di questo territorio”, ha affermato di seguito la vicepresidente regionale in quota CNI Jessica Acquavita, mentre Eni Modrušan ha voluto ringraziare, a nome della Città, la CI per l’importante contributo culturale a livello locale.


Riconoscimenti

Alle autorità presenti la dirigenza della CI ha voluto consegnare delle targhe di ringraziamento. Quelle di riconoscimento sono andate al professor Tullio Vorano, presidente della GE della CI, per il suo pluriennale impegno profuso in seno al sodalizio, come pure ad Adriano Leoni, socio onorario della CI, anche per la promozione dell’amicizia con Manzano, cittadina italiana gemellata con Albona. Una targa di riconoscimento è andato pure al Comune di Arsia, per la collaborazione all’organizzazione della commemorazione in onore dei minatori morti nella sciagura del 28 febbraio 1940, avviata dalla CI e dal Circolo di cultura istroveneta “Istria” di Trieste. La dirigenza ha voluto pure ringraziare pubblicamente, regalando una targa in ceramica realizzata da Alida Blašković Koroljević, alcune attiviste: Nagua Giurici, Natalia Giurini Stemberga, che promosse la costituzione dei minicantanti, Barbara Kokot, la quale dirige i corsi di italiano, Lili Vlačić, insegnante del corso di ceramica, Alice Tominovich, una delle prime insegnanti d’italiano in seno al sodalizio, come pure la giornalista del nostro quotidiano Tanja Škopac, per la diffusione delle informazioni legate alle numerose attività della CI in diversi media.

Il taglio della torta

Nel corso della serata, presentata da Iva Peršić e conclusasi con il taglio della torta, si sono esibiti i minicantanti, diretti dalla Maestra Sabrina Stemberga Vidak, il coro adulti, con il Maestro Franko Ružić, il gruppo filodrammatico “Arcobaleno”, portato avanti da Čedomir Ružić e Amneris Ružić Fornažar, la poetessa della CI, Maria Vlačić, come pure la musicista Nicole Vidak, la quale ha anche presentato il progetto “Musicando per Albona”, dopo aver eseguito “Nessun posto è casa mia” con la minicantante Leona Stemberga.

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