Dopo il Covid, ecco i centri estivi per gli alunni delle scuole italiane della Croazia e della Slovenia

Nel mese di luglio gli alunni delle VI e delle VII classi delle scuole italiane della Croazia e delle scuole italiane della Slovenia, accompagnati dai loro insegnanti, sono stati protagonisti di un soggiorno montano nel Tarvisiano.

Il progetto, realizzato dall’Unione Italiana e dall’Università Popolare di Trieste e cofinanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha suscitato enorme entusiasmo tra i partecipanti, che hanno avuto l’opportunità di vivere un’esperienza culturale, linguistica e paesaggistica unica nella Regione Friuli Venezia Giulia.

Il programma, molto articolato, ha alternato momenti di svago a momenti di vero e proprio impegno sportivo e culturale, in cui i ragazzi hanno avuto modo di mettersi alla prova e scoprire le meraviglie del territorio.

Dedicare il proprio tempo ad attività sportive, ricreative, ludiche e culturali come questa è sicuramente un arricchimento a livello esperienziale, sociale e personale: avere l’opportunità di poterlo fare con i propri compagni di classe, gli amici del cuore, quelli di ogni giorno, creando anche una continuità nei rapporti che non si conclude con la chiusura delle scuole è, senza ombra di dubbio, prezioso e formativo.

Tra le cose che più hanno colpito gli escursionisti sono stati i paesaggi mozzafiato di cui hanno potuto godere: sono state organizzate gite sul Monte Lussari, ai Laghi di Fusine e al parco tematico “Abschnitt Seisera” dedicato alla Prima Guerra Mondiale. Fra le esperienze vissute, una in particolare ha colpito i giovani esploratori, quella del dog trekking: una passeggiata unica nel suo genere in compagnia di alcuni Husky. Guidati da Ararad Khatchikian, l’unico musher italiano insieme a Monica Khatchikian ad aver partecipato alle più importanti competizioni ed avventure di gare su slitta al mondo, i ragazzi, muniti di imbragatura e guinzaglio, hanno avuto modo di provare questa singolare avventura, che li ha coinvolti e divertiti insieme ai loro nuovi amici a quattro zampe.

L’organizzazione, l’ospitalità, la gentilezza e la competenza con cui i gruppi sono stati accolti e guidati, inoltre, hanno conferito un valore aggiunto al soggiorno, caratterizzato da espressioni di meraviglia, curiosità, risate e momenti fortemente emozionanti. I ragazzi hanno avuto modo di imparare e approfondire conoscenze già consolidate, sia a livello storico-culturale, che a livello interpersonale, e così anche gli insegnanti. La sinergia che si è creata ha contribuito a rendere speciale la permanenza, tanto che più di qualcuno ha richiesto il prolungamento della durata della colonia per poter passare ulteriore tempo assieme. Si sono rafforzati anche i legami tra gli alunni e gli insegnanti e alcuni di loro sono rimasti piacevolmente stupiti nel riscoprire e forse conoscere, in diversi contesti, più profondamente alcuni dei ragazzi con cui si interfacciano ogni giorno a scuola che, calati in una realtà come questa, sono apparsi più genuini e a loro agio. È importante aprirsi al prossimo, farsi conoscere ed essere pronti ad accogliere i vissuti, le esperienze e le diversità degli altri: è un arricchimento senza paragoni. Questo, tra l’altro, è ciò che caratterizza Tarvisio, una città che non conosce differenze, dove le lingue e i popoli si mescolano tra loro creando una convivenza armoniosa e inclusiva. La diversità è un’occasione di crescita, ciò che ci rende unici e che ci permette di essere, semplicemente, noi. L’interazione, sulla base dell’identità comune di lingua e cultura italiana, ha inoltre permesso la coabitazione di provenienza di tre nazioni, Italia, Slovenia e Croazia, confermando il valore aggiunto della proposta educativa e dell’attenzione rivolta ai partecipanti.

Il momento più commovente è stato l’ultimo giorno durante i saluti quando, nonostante la breve permanenza in cui i ragazzi hanno avuto modo di conoscersi e relazionarsi, facendo sbocciare nuove amicizie e primi amori, si sono dovuti dire addio tra stretti abbracci e qualche lacrima. Vivere appieno questi momenti, godersi un ambiente diverso da quello scolastico e apprendere al di fuori delle mura della propria classe, del proprio Stato, del proprio territorio, è tanto emozionante quanto educativo, così come aprirsi all’accoglienza e alla conoscenza dell’altro, imparare i valori della collaborazione, della condivisione; tutti elementi che contribuiscono a far emergere il senso più profondo dell’iniziativa.

A fronte di quanto detto, gli insegnanti e gli organizzatori hanno voluto lasciare un ultimo pensiero, un consiglio ai ragazzi che avranno la possibilità di prender parte al progetto nei prossimi anni: «Partecipate perché è un’esperienza che ricorderete tutta la vita», «Mettete da parte i cellulari e godetevi appieno questa gita», «Divertitevi, socializzate, imparate, ma soprattutto impegnatevi nelle attività che l’iniziativa vi offre», «Imparate a godere l’attimo, ad osservare e memorizzare le bellezze che vi circondano per imprimerle nella mente e non solo sui cellulari, ad apprezzare posti diversi da quelli che vivete nel quotidiano». Questi sono solo alcuni dei numerosi feedback che l’Università Popolare ha ricevuto, sempre attenta alle opinioni, alle richieste e alle esigenze delle persone con cui è solita interfacciarsi. Per dare modo ai partecipanti di esternare le loro considerazioni ed esprimersi liberamente sull’esperienza vissuta, sia in termini positivi che negativi, l’Ente ha inviato tramite e-mail un link diretto ad un questionario da compilare in maniera completamente anonima. Oltre agli apprezzamenti e ai complimenti per l’organizzazione e la premura dimostrata nel gestire l’iniziativa, ci sono comunque state alcune precisazioni, di cui sicuramente l’UPT terrà conto, volte a contribuire al perfezionamento del soggiorno. Più di qualcuno ha richiesto una permanenza più lunga, in termini di giorni, in modo da ampliare la proposta delle attività e dando più spazio di riunione e socializzazione tra le diverse classi, magari organizzando tornei sportivi. Alcuni insegnanti hanno anche suggerito di organizzare, oltre alle colonie, alcune gite durante l’anno scolastico in modo da far conoscere meglio ai ragazzi dell’Istria il territorio del Friuli Venezia Giulia al quale si sentono profondamente legati, nonché fortemente rappresentati.

Susanna Isernia, Giuliana Sanzin e Fabiana Toffetti, rispettivamente del Settore Cultura, Amministrativo e Organizzativo dell’Università Popolare, avendo seguito per intero il processo organizzativo delle colonie, hanno espresso il loro pensiero su questa iniziativa, definendola appassionante, coinvolgente e istruttiva. Susanna Isernia, che ha avuto modo di prender parte a questo progetto più volte in passato come coordinatrice, appoggia l’idea di aumentare le giornate di permanenza per poter riproporre anche alcune attività che venivano svolte nelle edizioni precedenti (questa sarebbe stata la Cinquantesima). Per lei uno degli episodi più belli è stato quando il Vicesindaco e Assessore al Turismo del Comune di Tarvisio, Serena De Simone, ha voluto portare i saluti dell’Amministrazione Comunale ai ragazzi e agli Enti organizzatori, prima del loro rientro nelle sedi di provenienza, nell’anfiteatro della piazza adiacente al Comune, donando loro Le leggende del Tarvisiano e delle sue frazioni, un volume contenente cinque racconti legati al territorio del tarvisiano, con le illustrazioni di Pietro Nikolaucich, le medagliette e i cappellini “Colonia 2022” con il logo della Regione Friuli Venezia Giulia.

Anche Giuliana Sanzin aveva partecipato alle edizioni precedenti della colonia come coordinatrice e si dice molto soddisfatta del progetto di quest’anno: l’entusiasmo e la partecipazione delle persone sono sempre molto coinvolgenti. Durante quest’ultima esperienza ha avuto modo di approfondire i rapporti con gli insegnanti e le guide del posto e di rivivere e respirare l’aria di quelle zone che ormai conosce bene da tempo. Anche per lei il momento più toccante è stata la festa finale con i ragazzi, tanto che si sente di dare loro un consiglio: «Partecipate! Tanti si sono tirati indietro all’ultimo, forse per timore, ed è un vero peccato. La colonia è un’esperienza che segna. Chi ha avuto la fortuna di parteciparvi, anche se anni fa, ne conserva un ricordo vivido e bellissimo».

Per Fabiana Toffetti è stato un viaggio altamente formativo, socializzante e inclusivo, perché ha registrato un grande coinvolgimento di tutti i soggetti, docenti, accompagnatori e alunni e i punti di forza hanno comunque permesso di stemperare alcuni inconvenienti che comunque, per inesperienze così pregnanti, possono insorgere. L’auspicio è che nella programmazione per il prossimo anno si possa far tesoro di tutti questi accorgimenti.

Il campo estivo è un’occasione preziosa per la crescita dei ragazzi, che si ritrovano costantemente sollecitati dagli stimoli che l’ambiente attorno offre. È importante sensibilizzare i giovani a prender parte a queste iniziative: le insegnanti presenti hanno condiviso, quasi nostalgicamente, i ricordi d’infanzia e le sensazioni che hanno preservato nel tempo ripensando ai loro anni in colonia, tanto che l’idea di poterci tornare in un’altra veste ha dato loro la motivazione giusta per proporsi come qualificate accompagnatrici. Rivivere quei momenti tramite l’entusiasmo contagioso dei ragazzi e poter maturare nuove emozioni, altrettanto potenti, è stato qualcosa di indescrivibile: «Ci sono cose che non possono essere descritte a parole. Mi sembra quasi di sognare!».

Si può affermare che questo soggiorno montano alla scoperta della Regione sia stato vissuto appieno: oltre ad aver toccato, respirato ed assaporato ciò che di più bello la natura e il territorio possano offrire, i ragazzi hanno partecipato ad un’esperienza scolastica che, in termini di intensità e coinvolgimento, custodiranno con cura negli anni e di cui avranno memoria per sempre.

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