LA PRESENZA E IL RUOLO FEMMINILE NELL’ARTE DEL ‘900: madri, figlie, pittrici, scultrici, performer, sovversive, outsider, maliarde, orfane, assassine, malinconiche, folli … da Coco Chanel a Meret Oppenheim, da Claude Cahun a  Judy Chicago, Jenny Saville, Vanessa Beecroft, Louise Bourgeois, Marlene Dumas, Carla Accardi, Guerrilla Girls, Pipilotti Rist,  Ute Meta bauer, Laurie Anderson… ( II PARTE )

Non è necessario aver frequentato la prima parte

                                                                                                                                             

Presso la sede: Sc. Media DANTE ALIGHIERI, Via Giustiniano, 7

Durata: dal 16 ottobre al 29 gennaio 2020

Ogni mercoledì dalle 18.40 alle 20.20

 

 

Perché la storia dell’arte non annovera artiste donne della portata di Raffaello, Michelangelo, Picasso o Matisse?

Linda Nochlin, rispose: “Può essere spiacevole ammetterlo, ma non ci sono grandi donne artiste come non ci sono giocatori di tennis esquimesi o pianisti di jazz lituani.

Il problema della donna nell’arte rientra nel più generale problema dell’eguaglianza”.

In altre parole ciò non dipenderebbe dal fatto che le donne non abbiano i requisiti per la grandezza, ma dalle dinamiche sociali che, dal XIV sec. Alla metà del XX secolo, hanno precluso loro sia la formazione sia un impegno davvero professionale nel campo artistico.

Introduzione: le conquiste del movimento femminile dalle suffragette al diritto al voto nel panorama culturale di inizio secolo.

Il ruolo della donna-artista durante il ventennio fascista in Italia: tra repressione, detenzione coercitiva e internamento.

Dalle Avanguardie Storiche agli anni ’60: donne futuriste, dadaiste, surrealiste e outsider, dall’espressionismo astratto americano alla Bauhaus.

Dagli anni ’70 ad oggi: il proprio corpo come luogo del rito, del sacrificio, della rivolta, dell’identità, della denuncia…

Artista come rappresentante di se stessa

La Scultura femminile del contemporaneo: se è possibile riscontrare esempi di pittura femminile già dal periodo del Manierismo, per trovare una scultrice di spessore notevole è necessario giungere al tardo XIX secolo: prima di allora il contatto delle donne con la materia bruta e con le tecniche necessarie a dominarla veniva considerato non solo fisicamente inadatto, ma anche socialmente inaccettabile. Il funzionamento del corpo, ma anche la sua decadenza e il rapporto tra vita e morte sembrerebbero connotare molta parte della scultura femminile.

Approfondimenti e ricerche: nuove artiste alla ribalta

la società delle estranee: Virginia Woolf

Conclusioni

Quota di frequenza: € 158,00¸quota associativa: € 30,00

 

 

N.B. Per rispettare gli impegni degli Istituti scolastici che ospitano i corsi dell’Università Popolare, durante l’anno alcune lezioni dovranno essere sospese in occasione dei ricevimenti pomeridiani dei genitori degli studenti e saranno recuperate il venerdì della stessa settimana alla stessa ora.

LA PRESENZA E IL RUOLO FEMMINILE NELL’ARTE DEL ‘900 – seconda parte
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