TRIESTE – Al di là delle fuorvianti polemiche sui numeri, alimentate artificiosamente da chi si ostina ancor sempre a non voler riconoscere nel fenomeno una tragedia per l’Istria, Fiume e la Dalmazia, è attestato, oltre ogni “ragionevole” dubbio, che l’esodo ha stravolto e (in buona parte) scardinato le strutture della civiltà dell’Adriatico orientale, provocando una ferita dalla quale il territorio non si è più ripreso e della quale continuano a soffrire sia coloro che sono partiti (o sono tati costretti a farlo) lasciando per sempre casa propria, sia quanti hanno invece deciso (o non hanno potuto fare altrimenti) di non abbandonarla.
Esuli e rimasti torneranno a confrontarsi, insieme, con questa difficile, complessa, travagliata pagina di storia in occasione del tradizionale seminario di aggiornamento professionale per i docenti delle scuole della Comunità nazionale italiana in Croazia e Slovenia che, proprio in coincidenza con il Giorno del Ricordo delle foibe e dell’esodo, si svolge a Trieste da domani 9 a sabato 11 febbraio. E grazie a uno degli eventi promossi nel contesto della ricorrenza, ai contenuti per così dire classici dell’appuntamento – che in passato ha sempre riservato un’attenzione di riguardo pure alla dimensione più prettamente culturale e artistica (vedi importanti rassegne e spettacoli teatrali di successo) – se ne aggiunge un nuovo, che potremmo liberamente definire “educazione alla memoria”. Infatti, nell’ambito della tre giorni è prevista pure una tappa alla mostra fotografica che domani s’inaugura al Civico Museo della Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata, sempre a Trieste, intitolata “Esodo: la tragedia di un popolo”, a cura dell’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-Fiumana-Dalmata.
Al seminario, organizzato dall’Università Popolare di Trieste e dall’Unione Italiana, una cinquantina di insegnanti e professori delle scuole elementari e medie superiori italiane dell’Istria e di Fiume potranno acquisire nuove conoscenze ed approfondire argomenti di loro interesse in compagnia di docenti di rilievo per ogni specifica area di competenza. Si tratterà della XLVI edizione del Seminario linguistico-culturale, rispettivamente della XLI di quello Scientifico-matematico.
Come comunicato dagli organizzatori, l’inaugurazione dei corsi avrà luogo giovedì alle 11 presso la Sala Atti “Francesco Cacciaguerra” della Facoltà di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Trieste, con gli interventi delle autorità e dei rappresentanti degli enti promotori, cui seguirà la prolusione d’apertura del prof. Ulderico Bernardi (Università di Padova, già ordinario di Sociologia dei processi culturali alla Ca’ Foscari di Venezia), con la lectio magistralis “Le identità plurime: limiti o collanti della multiculturalità”. Seguirà la lezione del prof. Elvio Baccarini, della Facoltà di Filosofia di Fiume, su “È possibile sviluppare contemporaneamente democrazia e multiculturalismo?”. Il prof. Daniele Andreozzi, del locale Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, tratterà quindi il tema “Trieste e le sue radici multiculturali”. In conclusione della prima giornata i partecipanti assisteranno allo spettacolo “Cercando Picasso”, di Giorgio Albertazzi, al Teatro lirico “Giuseppe Verdi”.
Venerdì la sezione linguistico-culturale seguirà due lezioni: “Italo Svevo a Trieste”, tenuta dal prof. Giampaolo Borghello (Università di Udine, presidente dell’Università Popolare del capoluogo friulano), e “La società civile che va di corsa: ovvero Essere senza tempo”, con il filosofo Diego Fusaro (Università di Milano). Per i docenti della sezione scientifico-matematica, invece, è stata preparata la lezione “Lo sviluppo sostenibile e i limiti della scienza” del prof. Giuseppe O. Longo, professore emerito di Teoria dell’informazione (Dipartimento di Elettrotecnica Elettronica Informatica dell’Università di Trieste) e “Dove si ferma la scienza subentra la filosofia”, del prof. Pier Aldo Rovatti, che insegna Filosofia teoretica e Filosofia contemporanea all’Università di Trieste.
Nel pomeriggio è prevista la visita alle mostre “Esodo: la tragedia di un popolo” al Museo di via Torino, “Italo Svevo e gli artisti triestini” al Museo Revoltella (verrà illustrata dalla direttrice dell’ente, Maria Masau Dan) e “Italo Svevo e gli artisti” (a cura delle operatrici didattiche Patrizia Loccardi e Danica Krstic), nonché “U. S. Ultima Sigaretta: Italo Svevo e il buon proposito” a Palazzo Gopcevic, curata da Irene Battino.
Sabato 11 febbraio sessione congiunta per tutti i partecipanti, con i professori: Pier Paolo Battaglini (Dipartimento di Scienze della Vita, Trieste), su “Cibernetica per la biologia”; Lucia Lumbelli (Facoltà e Dipartimento di Psicologia, Trieste), su “La comprensione del testo: come superare vari limiti”; ed Elisabetta Madriz (Scienze della Formazione, Trieste), su “Superare i limiti nel campo formativo”. In chiusura, tavola rotonda. (ir)

«Educazione alla memoria» per ricordare l’ esodo giuliano-dalmata
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