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SANTA DOMENICA È stata inaugurata mercoledì scorso, alla presenza dei vertici delle istituzioni della CNI e di autorità locali e regionali, la sede rinnovata della Comunità degli Italiani di Santa Domenica. L’evento è stato organizzato a conclusione di un intervento di costruzione e ristrutturazione reso possibile grazie ai finanziamenti assicurati dal Governo italiano per la Comunità Nazionale Italiana in Croazia e in Slovenia. Nell’opera di ristrutturazione della sede della CI di Santa Domenica, che conta 170 soci effettivi e circa 50 sostenitori, sono stati investiti circa 500mila euro.

Alla cerimonia di inaugurazione della sede rinnovata della CI, tenutasi nel bocciodromo, hanno preso parte, oltre alle autorità, anche numerosi amici e sostenitori della Comunità. La parte ufficiale dell’evento ha avuto inizio con il saluto del presidente della CI, Roberto Bravar, che si è rivolto ai presenti via Skype, in quanto si trova in viaggio di lavoro all’estero. La vicepresidente della CI, Mirela Gašparini, ha invece ricordato che negli ultimi tempi è aumentato il numero di attività portate avanti in seno alla CI, mentre la Comunità stessa presenta un supporto di inestimabile valore nello sviluppo culturale di Santa Domenica e di Castelliere. Ha rilevato, inoltre, che la CI è un luogo in cui si svolgono numerose attività, ma è anche un posto in cui connazionali e non si possono trovare e stare insieme.
Il sindaco di Castelliere/Santa Domenica, Ennio Jugovac, ha dichiarato che l’apertura della CI è importante per tutti gli abitanti di Santa Domenica in quanto porta avanti tutta una serie di attività. Ha voluto pure ringraziare lo Stato italiano e l’UI-UPT per i fondi stanziati per la realizzazione della sede della CI. Ha inoltre ricordato che diversi soci della CI di Santa Domenica sono attivi pure ne Consiglio cittadino di Castelliere/Santa Domenica.
Ai presenti si è in seguito rivolta la vicepresidente della Regione Istriana, Giuseppina Rajko, intervenuta a nome del presidente della Regione, Valter Flego, la quale ha pure espresso la sua gratitudine al Governo italiano e alle istituzioni della CNI per aver finanziato i lavori di costruzione della sede della CI. “Abbiamo un edificio rinnovato, accogliente, mentre spetta ora ai soci il compito di dargli l’anima e creare una società aperta, europea, nello spirito della convivenza”, ha concluso la vicepresidente della Regione.
Il presidente dell’Unione Italiana, Furio Radin, ha puntualizzato che “se c’è qualcosa a cui puntiamo è la convivenza. Un tempo si diceva fratellanza”. Ha parlato in seguito dell’incontro con il presidente della Croazia, Kolinda Grabar Kitarović, dalla quale è stato ricevuto assieme ai rappresentanti delle minoranze in Croazia. “Siamo andati a parlare di un mondo in cui non si va d’accordo – ha osservato -. Invece di proseguire su una strada comune, entrando nell’Unione europea si sono riscoperte le diversità vecchie, risalenti alla Seconda guerra mondiale, come pure quelle nuove, legate al bilinguismo che non viene applicato. Abbiamo ottenuto il sostegno del presidente e deciso di lavorare fino in fondo, insieme, per costruire una società convergente e non divergente”, ha puntualizzato Radin, il quale ha infine ringraziato la CI di Santa Domenica per tutto ciò che sta facendo per tutti, per l’Istria e per questo Paese che deve trovare una via di sviluppo.
Il console Generale d’Italia a Fiume, Renato Cianfarani, ha osservato che, se si guardano le dimensioni, questa non è una grande Comunità degli Italiani, ma se si volge l’attenzione sulle attività che porta avanti, questa è una grande CI. “Sono orgoglioso di poter dire che l’Italia vi guarda e continuerà a sostenervi. Ha stanziato tanto nel corso degli anni per la promozione e lo sviluppo della lingua e cultura italiana in questi territori e continuerà a darvi il suo sostegno finanziario e politico”, ha concluso il console.
Nel prosieguo della cerimonia si è svolto un programma artistico-culturale che ha visto la partecipazione della banda d’ottoni di Castelliere/Santa Domenica, del gruppo vocale misto Nigrignanum, del coro dei minicantanti, di un gruppo di recitazione e di due gruppi di danza moderna attivi in seno alla CI. È stata pure aperta la mostra “Riciclo creativo” nella vecchia casa della CI. I vertici della CNI hanno in seguito visitato la sede della Comunità e tagliato la torta assieme al socio più anziano della CI di Santa Domenica, Angelo Beaković (93 anni).

Il domani della Comunità nazionale

Nell’ambito del suo intervento, il presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, ha rilevato: “Il 2015 si caratterizza come un anno di cambiamenti e novità. La recente reimpostazione delle attività con la conseguente rimodulazione dell’impiego delle risorse che principalmente la Nazione Madre, ma anche la Croazia e la Slovenia, destinano al mantenimento e alla crescita della lingua italiana, della cultura e dell’identità della CNI, deve ancora produrre i suoi effetti positivi. Intanto, dobbiamo affrontare da una parte i problemi che stanno incontrando le CI della Slovenia, a causa della riduzione del Fondi di valorizzazione, ampiamente ricompensata per le restanti CI dal contributo straordinario della Croazia; dall’altra la questione della visibilità in Croazia dei programmi italiani di TV Capodistria. Le iniziative intraprese dai presidenti di due CI, di rivolgersi all’Italia per promuovere i loro intendimenti tesi alla modernizzazione, democratizzazione, decentralizzazione e trasparenza dell’UI, che a loro giudizio sarebbero assenti, consegna all’esterno della Comunità le redini di quel cambiamento che si afferma di voler perseguire, con buona pace di un valore fondamentale riconosciuto dall’Europa e sancito dai principali documenti internazionali in tema di diritti minoritari: l’autonomia delleminoranze!”

“Negli ultimi cinque anni – ha ancora rilevato Tremul -, abbiamo apportato alcune significative innovazioni di democrazia e di modernità nella nostra massima organizzazione: l’elezione diretta, a suffragio universale, dei suoi due presidenti, assieme ad altre novità sostanziali, ne sono la dimostrazione concreta. Abbiamo introdotto il sistema di assoluto rispetto delle decisioni autonome delle CI nella gestione delle risorse a esse destinate, coinvolgendole pienamente nei processi decisionali dell’UI. Abbiamo reso ulteriormente trasparente il nostro operato anche con l’utilizzo dei nuovi media. Riteniamo fondamentale, comunque, assicurare l’autonomia della CNI, al fine di consentirci di svolgere il nostro ruolo in favore della presenza viva di lingua, cultura e identità italiana quotidianamente coltivata dai nostri connazionali.

Le recenti dichiarazioni del presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, devono far riflettere tutti e devono potersi concretizzare in un agire consapevole. La tutela delle minoranze in Europa è nell’interesse degli Stati. Siamo certi, quindi, che non verrà a mancare il rifinanziamento della Legge 73/01, garantendo così anche in futuro le adeguate risorse, valorizzando l’autonoma capacità propositiva della CNI. Siamo anche certi che proseguirà il supporto istituzionale e politico della Nazione Madre, tanto più importante in questo momento in cui assistiamo a un inaspettato ritorno di atti xenofobi di odio, discriminazione e intolleranza verso le minoranze.”

La vicinanza e il sostegno dell’UPT

Rivolgendolsi alle autorità, alla vicepresidente della CI, a tutti i presenti e amici connazionali, nel suo intervento d’occasione il presidente dell’Università Popolare di Trieste, Fabrizio Somma, ha detto:

“Nel giugno del 2006 l’Università Popolare di Trieste forniva gli ultimi arredi e le attrezzature necessarie a questa sede, che inauguriamo oggi, dopo nove anni, e che può forse essere l’esempio dell’applicazione della Legge 19/1991 dello Stato italiano a favore della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e per le Comunità di recente costituzione. La Comunità di Santa Domenica infatti, nata nel 1992 – ha rilevato Somma -, quasi contemporaneamente alla Legge richiamata, già dal 1994 diventa proprietaria dell’immobile e dal 1996, con l’intavolazione della proprietà, ne percorrerà tutti i passi tecnici esecutivi: dal progetto al restauro, alla fornitura degli arredi e l’iniziava, l’avventura e l’attività culturale di questa splendida sede comunitaria italiana comincia. L’investimento del Governo italiano per il tramite dell’Università Popolare di Trieste, per i 512 metri quadrati di questa sede, è stato importante. Nel 2006, 447mila euro, che nell’epoca corrispondono infatti a un impegno finanziario che, se attualizzato, arriverebbe quasi a un milione di euro attuali. Oggi si inaugura, dopo tutti questi anni, ed è curioso se non inusuale, riconoscere e ritrovare l’entusiasmo e la soddisfazione, da parte dei nostri connazionali, della disponibilità di una sede così ben realizzata, funzionale anche dopo tanti anni. Porto ad esempio la recentissima e riuscitissima manifestazione di presentazione dell’antologia 2014 del concorso Istria Nobilissima, svoltasi meno di un mese fa. Tante sono state le iniziative proposte dalla Comunità negli anni, prima e dopo la realizzazione della sede, ma tanti, ahimè, sono stati i lunghi periodi di silenzio e inattività della nostra Comunità qui a Santa Domenica. Ebbene, l’auspicio più sincero è che si rianimi ancor di più la vita in questa Comunità, anche con il superamento dell’impasse tecnico autorizzativo per l’utilizzo di questo campo bocciodromo, che è stato uno dei fiori all’occhiello per l’importante livello agonistico delle gare e la partecipazione agli eventi passati”.

Somma non ha mancato di ricordare lo spirito di appartenenza e partecipazione che ha sempre contraddistinto i connazionali di Santa Domenica a tutte le iniziative promosse anche in passato, quando si era ancora lontani dal completamento della bella sede inaugurata mercoledì. “Anche con il freddo, per ogni evento la sala e i pullman per le gite che organizzavamo erano sempre pieni. Con lo stesso spirito di appartenenza e partecipazione di allora, auguro alla CI di Santa Domenica e alla sua dirigenza, in una collaborazione culturale amicale e produttiva, qualora ce ne fosse bisogno anche con le CI limitrofe, di identificare quelle attività socio -economiche, storiche e culturali, che garantiscano una minima valorizzazione delle ulteriori peculiarità di questo territorio in generale e di Santa Domenica in particolare. Superfluo richiamare, ma sempre più importante il legame tra esuli e rimasti di queste terre. Se ogni sacrificio deve trovare una ragione, un significato, un modo d’essere, in ultima analisi un vantaggio, non può e non potrà mai essere dimenticata la tragedia di Norma Cossetto, figlia di Santa Domenica, uno dei simboli martiri dell’esodo conosciuto in Italia e nel mondo. Penso e propongo perciò, entro il 2018, per ricordare l’anniversario dei 75 anni del suo martirio, di organizzare in questa splendida Comunità, in un prato o una radura o nella piazza di Santa Domenica, una rappresentazione estiva di ‘Magazzino 18’ con l’amico Simone Cristicchi. Per tutto questo, sicuramente, l’UPT, sempre e comunque assieme all’UI, sarà capofila e farà il possibile, sempre più vicina, partecipando alla vita sociale, economica e culturale della nostra grande Comunità italiana qui a Santa Domenica” – ha concluso Somma.

Helena Labus Bačić

da “La Voce del Popolo” di Fiume

«Vogliamo vivere in un mondo che non si divide»
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