VisignanoVISIGNANO Una cittadina in festa. Ecco com’è apparsa ieri Visignano, con quello strano, un po’ inusuale viavai di macchine e di gente per le sue vie, il sole carezzevole, il suono degli ottoni della sua Banda, che ha fatto da introduzione a una cerimonia particolare, attesa per 20 e anzi più anni: l’apertura ufficiale della sede della Comunità degli Italiani “Dott. Silvio Fortuna”. Il tradizionale taglio del nastro, preceduto dall’esecuzione degli inni nazionali, croato e italiano è stato affidato a uno dei soci più anziani, Renato Korlević. È la terza CI del parentino che viene inaugurata, complessivamente la sesta di quest’anno, dopo Cherso, Levade-Gradigne, Orsera, Torre e Valle. Tantissimi i visignanesi che hanno assistito all’evento, tra questi anche diversi esuli. Il presidente del sodalizio Erminio Ferletta, emozionato e felice per questo momento, ha voluto sorvolare sulla storia lunga della costruzione della sede, dei problemi risolti strada facendo per guardare invece al futuro, a quelle generazioni di giovani che già da quest’estate la stanno usando, frequentando, “sporcando” facendo attività e ai quali in definitiva passeranno le redini della CI. Ferletta ha ringraziato l’Italia per aver dato la possibilità ai connazionali di Visignano di godere della sede, ha ringraziato l’Università Popolare di Trieste che è stata vicina nella fase della costruzione e dell’avviamento dell’attività. Un ricordo commosso e grato a chi lo ha preceduto, Pietro Declich e Vittorio Zaninich, i “padri fondatori” che hanno speso ogni atomo di energia nella realizzazione di questo sogno. Il sindaco Dobrilović si è complimentato con la CI per aver assicurato un ulteriore punto d’incontro tra i cittadini della località istriana, un luogo dove incontrarsi e continuare a collaborare per lo sviluppo e il benessere di tutti, in particolare di chi verrà dopo di noi. Il presidente dell’UPT, Silvio Delbello, ha brevemente accennato alle difficoltà del percorso superate grazie alla comprensione della nuova amministrazione comunale e all’indefesso impegno del presidente Ferletta. Delbello ha invitato tutti a fare un grande applauso all’Italia che continua a sostenere la nostra comunità in tempi non molto facili e che riesce a mantenere fede ai propri impegni, invitando il ministro plenipotenziario De Luigi a trasmettere a Roma la nostra gratitudine. Il presidente della Giunta UI, Maurizio Tremul, ha rilevato che finalmente vengono assicurate le condizioni migliori per consentire alla CI di realizzare appieno le proprie attività e mantenere quel fermento artistico e creativo che ha rilevato quest’estate in pieno agosto. Ora manca, legittimo aspettarselo, l’apertura di una scuola, di un asilo, di una struttura scolastica italiana che si attende purtroppo da decenni. Tremul ha chiamato tutte le istituzioni italiane a fare sistema per una coerente attuazione dei nostri diritti, quelli linguistici innanzitutto (leggi bilinguismo), ma anche per il rispetto della cultura del nostro territorio che passa anche attraverso il ripristino dei toponimi, la valorizzazione della nostra cultura e della nostra storia, senza negazioni, misconoscimenti o indebite riappropriazioni. “Vi deve essere la consapevolezza che siamo un orgoglio dell’Italia -. Un anno e mezzo fa assistemmo attoniti al naufragio di Costa Concordia al largo del Giglio. Abbiamo ora assistito con orgoglio al suo raddrizzamento, simbolo dell’eccellenza che non latita affatto nel Paese. Come la Costa Concordia anche noi, decenni fa, siamo spiaggiati sugli scogli di un’ideologia che tradendo gli ideali dell’antifascismo, cacciava i nostri fratelli, ci divideva e decimava come mai prima accaduto nel corso della storia, quasi a voler cancellare con un colpo di spugna il nostro apporto dato alle arti, alle lettere e alle scienze; la nostra stessa permanenza. Ma più di vent’anni fa, con la nascita della nuova Unione Italiana, abbiamo compiuto l’operazione di ridare dignità al nostro essere italiani qui, ideatori, in modo affatto originale di cultura, lingua, identità, ispirati al valori della convivenza e del dialogo interculturale”. Di convivenza, multiculturalità, rispetto reciproco delle diversità ha parlato pure il presidente della Regione istriana, Valter Flego, il quale ha definito la Comunità come un luogo di amicizia, di collaborazione, di comprensione reciproca, unico percorso possibile, senza alternativa, investimento per il futuro nostro e dei nostri figli. Flego ha ribadito la peculiarità dell’Istria dove per secoli genti diverse hanno vissuto insieme, hanno intrecciato relazioni e scambi, hanno dialogato e la Comunità italiana in questo contesto con la sua storia, la sua cultura e il suo patrimonio ha contribuito a questa che è la ricchezza e la forza della Regione, da custodire gelosamente e promuovere. Il presidente dell’UI, nonché deputato della CNI al Sabor, Furio Radin, ha incentrato il suo discorso sull’importante ruolo delle nostre Comunità degli Italiani, una rete di realtà morali autonoma e decentralizzata, che si riconosce in un’unità centrale ossia l’UI. Nei loro confronti l’Unione deve essere un servizio e come tale va percepita; d’altro canto l’UI ha la funzione di tutelare le CI nei confronti dell’esterno. Dunque all’interno dell’Unione Italiana e nei confronti delle CI deve vigere uno spirito collaborativo di solidarietà mentre verso l’esterno va dimostrata forza e sicurezza; un modus operandi molto diverso da quello della sottomissione e della pratica di potere che ha contraddistinto il precedente sistema socialista. Radin ha dunque ribadito l’importanza delle Comunità degli Italiani dove tanta brava gente è impegnata con spirito laborioso nella realizzazione di quelli che sono l’autoctonia e il diritto di residenza della cultura e della lingua italiana. Il ministro Francesco Saverio De Luigi si è complimentato per il bell’edificio, il che testimonia una ricerca estetica, la cultura del bello, caratteristiche della civiltà italiana; di una civiltà che nasce prima dello stato nazionale in presenza di una cultura comunque differenziata, ma aperta al mondo. De Luigi ha ribadito il sostegno, l’interesse dell’Italia nei confronti della CNI, ma anche del Paese e in tale contesto ha accennato ai rapporti tra Croazia e Italia e allo spirito del recente vertice trilaterale di Venezia. Il console generale Renato Cianfarani si è detto particolarmente legato, per sempre a questa nostra realtà e ha sottolineato che l’inaugurazione di questa palazzina arriva a suggello di un processo che ha visto la CI di Visignano lottare per la sua identità, in collaborazione e con la vicinanza delle istituzioni locali, dell’UI e dell’UPT. Al termine della cerimonia si sono esibiti i soci più piccoli cantando canzoni italiane nonché il coro misto “Arpa” che ha proposto brani della tradizione, ma anche un classico come il Va pensiero.

Ilaria Rocchi

Visignano, una sede per crescere nello spirito della convivenza
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