FiumeLo spettacolo “L’Italia in musica”, scritto e interpretato dal cantante e compositore triestino Alex Vincenti, dopo Rovigno, Abbazia e Pisino, è stato presentato giovedì sera nel Salone delle Feste della Comunità degli Italiani di Fiume. Vincenti ha eseguito le canzoni con il suo caratteristico stile, accompagnato dal “pianoforte elettronico” autocostruito, capace di restituire le sonorità dell’epoca per riprovare le sensazioni di un passato ancora presente. Come spiegato durante l’esibizione, Vincenti ha cercato di ricreare al suo pianoforte elettronico le sonorità dell’epoca per far rivivere le sensazioni e le emozioni di uno dei periodi più belli della musica e della storia italiana.

Nella sua esibizione, il cantante ha cercato di proporre non solo le canzoni più belle ma anche i più grandi interpreti di quegli anni, che ha reinterpretato in maniera splendida. Una serata iniziata sulle note di “Amore scusami”, cantata dall’italianissimo John Foster, al secolo Paolo Occhipinti, per proseguire con “Come prima” di Tony Dallara, all’indimenticabile “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno, all’inarrivabile Fred Buscaglione con “Guarda che luna”, per continuare con il “molleggiato” e la sua “Il tuo bacio è come un rock” e arrivare alla più grande voce femminile della musica italiana, Anna Maria Quaini in arte Mina, con la sua emozionante versione de “Il cielo in una stanza”. A seguire un’altra delle grandi hit della “Tigre di Cremona”, “Tintarella di luna”.
Lo spettacolo è continuato con “Legata a un granello di sabbia”, “Con te sulla spiaggia” di Nico Fidenco e con una delle canzoni italiane più famose al mondo, “Quando, Quando, Quando”, di Elio Cesari in arte Tony Renis. È seguita “Come te non c’è nessuno”, di Rita Pavone, “Sapore di sale”, del grande Gino Paoli, e tre brani dell’amatissimo Gianni Morandi: “In ginocchio da te”, “La fisarmonica” e “Occhi di ragazza”. La cavalcata è proseguita con “A chi” di Fausto Leali, “Azzurro” di Adriano Celentano, “Rose rosse” di Massimo Ranieri e “La prima cosa bella” di Nicola di Bari. Non sono mancate canzoni più recenti come “Tanta voglia di lei” dei Pooh e le immancabili “Piazza Grande” di Lucio Dalla e “Il mio canto libero” di Lucio Battisti.

Il concerto è stato arricchito da immagini dei favolosi anni Sessanta: spezzoni dei Sanremo dell’epoca e scene di vita quotidiana, come pure dagli aneddoti dei vari brani, raccontati dall’affascinante voce di Susanna Isernia, responsabile del Settore culturale dell’UPT di Trieste. L’artista triestino ha concluso il concerto dedicando una canzone a tutti i presenti, “L’Italiano (Lasciatemi cantare)”, di Toto Cutugno. Un viaggio questo attraverso i più famosi brani musicali proposti alle Comunità degli Italiani grazie alla collaborazione dell’Università Popolare di Trieste, dell’Unione Italiana e della locale Comunità degli Italiani, con il contributo del Ministero italiano degli Affari Esteri.

Kristina Blecich

Vincenti dedica ai fiumani «L’Italiano» di Cutugno
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