UI_BUIE_06Unione Italiana, è il tempo degli addii, di qualche arrivederci e dei ringraziamenti. Come da copione di fine legislatura (la sesta nell’ordine), lo ha fatto il presidente dell’Unione Italiana, Furio Radin, all’apertura dei lavori dell’Assemblea, che si è riunita lunedì sera a Buie. In sala, tra gli ospiti, la vicepresidente della Regione Istriana per la minoranza italiana, Giuseppina Rajko, il presidente e il direttore generale dell’Università Popolare di Trieste, rispettivamente Fabrizio Somma e Alessandro Rossit, e Manuele Braico, qui in rappresentanza della FederEsuli.

Radin ha espresso gratitudine a “tutti coloro che hanno contribuito, con grande onestà, all’operato della Comunità nazionale italiana, cercando in modo intelligente di far sopravvivere la nostra minoranza, di tutelare la nostra identità, la nostra cultura, la lingua, l’integrità e l’unitarietà. E lo avete fatto tutti, senza distinzione”. D

ai consiglieri, al presidente della Giunta esecutiva, Maurizio Tremul, e alla sua équipe, ai presidenti delle Comunità degli Italiani, all’amministrazione dell’UI… Tutti hanno dato il loro apporto “alla tutela di un organismo estremamente vulnerabile come lo è quello della CNI, di cui l’Unione Italiana è ormai quasi sinonimo. Sono anni sempre più difficili – ha proseguito –, in cui la fase degli aumenti è terminata. D’altra parte, si sono intensificati i rapporti con gli Stati, con l’Italia, la Croazia e la Slovenia, che sempre più ci riconoscono e si ricordano di noi, e non sempre è stato così. Oggi la CNI viene percepita come entità e come un gruppo molto più grande di quello che noi rimasti siamo effettivamente”, ha concluso Radin.

Ricollegandosi al presidente dell’UI, Luciano Monica, responsabile del Gruppo l’Unione per la Comunità, ha accennato alla comunanza di obiettivi, ossia la visione di una CNI unitaria, di un corpo vivo e capace di affrontare le sfide sia politiche sia culturali. “A fine mandato auspico, non da candidato, visto che non mi ripresenterò alle elezioni, che coloro che verranno dopo di noi siano più attivi, partecipi, propositivi, preparati”, ha detto Monica. Il consigliere di Pirano non ha risparmiato critiche all’Assemblea, appunto definendola a tratti impreparata, intollerante e impermeabile alle idee dell’opposizione. “L’unico neo che offusca questa tornata elettorale è la lettera di risposta alla nostra conferenza stampa”, ha detto infine, provocando la reazione seccata della presidente dell’Assemblea UI, Floriana Bassanese Radin, che ha rigettato le critiche. “È stato un quadriennio positivo ed eccezionale sotto certi aspetti – ha rilevato nella sua relazione finale –. Eccezionale se consideriamo che è un periodo scosso da crisi economica che non ha risparmiato nessuno, e in cui la parola d’ordine è ‘spending review’ e viene applicata anche su di noi. E non ci sta bene perché la CNI non va vista come una ‘spesa pubblica’, ma come una ricchezza. Ciò nonostante siamo testimoni di numerosi progetti portati a termine che riguardano le Comunità, restaurate o in fase di restauro o costruite a nuovo, le nuove istituzioni prescolastiche realizzate o in via di realizzazione e vari investimenti per migliorare lo standard attuale, investimenti nel settore scolastico e in altre istituzioni, incontri e presenze di personaggi pubblici di cultura e altri settori nonché politici importanti per la CNI, manifestazioni e altri successi. Mi sento di dire che i risultati dimostrano la bontà delle scelte compiute in questi anni, il buon lavoro svolto dalla GE e dal suo presidente, coadiuvati dell’amministrazione degli uffici di Fiume e Capodistria e sostenuti dall’Assemblea. Come rappresentanti del territorio, portavoce delle nostre Comunità possiamo essere soddisfatti di quello che abbiamo ottenuto negli scorsi anni, ma soprattutto penso che possiamo essere sereni, consapevoli di aver amministrato bene, di aver consolidato e aumentato il patrimonio che ci è stato trasmesso”. Positivi, a suo giudizio, la presenza di due gruppi di opinione, il confronto dialettico e la critica, ma non “quando le discussioni assumono un carattere pretestuoso, opportunistico”. “Spero che questo percorso di pluralità iniziato nella nostra legislatura continui nella prossima in modo meno nervoso e aggressivo, che diventi veramente uno scambio di idee, pensieri e proposte positive”, ha rilevato.
I consiglieri non hanno trovato nulla da ridire sui consuntivi degli enti fondati dall’Unione Italiana e hanno accolto le informazioni sui conti economici 2013 della società “Finistria” (approvata la nomina di Floriana Bassanese Radin a membro dell’Assemblea dei soci della Srl), dell’agenzia “A.I.A.” di Capodistria, del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, nonché dell’EDIT per quanto riguarda il 2012 e il 2013 (assente il Gruppo di opposizione, che tanto si era lamentato per il rinvio della discussione della problematica alle precedenti sessioni assembleari).

In chiusura, la consigliera Ines Venier (Rovigno) si è dichiarata riconoscente all’UI perché ha avuto particolarmente a cuore la problematica delle scuole (a colpirla, l’altra sera, l’intervento della collega di Capodistria, Alessandra Argenti Tremul, che ha sollecitato progetti di rafforzamento del sistema scolastico CNI e un urgente incontro con il MAE italiano); Neda Šainčić Pilato (Visinada) e Graziano Musizza (Parenzo) si sono complimentati con tutti i presidenti UI e l’Esecutivo. Sentito il discorso finale di Tremul, che ha ringraziato quanti hanno lavorato con lui nella realizzazione dei numerosi progetti portati a termine in questo quadriennio, quanti hanno contribuito alla gestione non sempre facile dell’UI. Incluso chi ha fatto da “garante”, come ci ha dichiarato il capo della GE, ossia l’apposito comitato UI e il suo presidente Ennio Machin. Lunedì prossimo, dunque, l’ultimo atto del mandato 2010 – 2014, per l’approvazione delle modifiche al Regolamento elettorale, la nomina della Commissione elettorale centrale e del Comitato generale di controllo. Poi tutti alle urne.

Ilaria Rocchi

da “La Voce del Popolo” di Fiume

VI legislatura, bilancio positivo
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