CentroSi è concluso ieri al Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, il Seminario dal titolo “Venezia e l’Istria, storia, cultura, appartenenza”, dedicato ai docenti della Regione Veneto e delle scuole della Comunità Nazionale Italiana operanti in Croazia e Slovenia, iniziato lo scorso martedì a Buie. Il progetto è stato promosso dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e dall’Unione Italiana, con la collaborazione dell’Università Popolare di Trieste, dell’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto, della Regione Veneto, della Provincia di Venezia, della sezione Veneto dell’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, delle Comunità degli Italiani di Buie e Rovigno e del CRS.
Nella seconda giornata del Seminario, gli ottanta docenti del Veneto e delle istituzioni della CNI sono stati accolti dal Direttore del Centro rovignese, Giovanni Radossi, che li ha omaggiati delle ultime pubblicazioni dell’Istituto. Radossi ha colto l’occasione per presentare, soprattutto agli ospiti italiani, il ruolo del CRS, la sua storia, il materiale documentario, bibliografico e cartografico che viene raccolto e conservato nella sua sede e la grande mole di lavoro che viene svolta tra le sue mura. Il Centro, ha ribadito il Direttore, è diventato un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale per quanto riguarda la ricerca sul passato della Regione, e imprescindibile fattore di tutela della storiografia della componente italiana del territorio.
Il Seminario è continuato con gli interventi degli storici locali. Marino Budicin, Vicedirettore del CRS, ha illustrato i contenuti di “Istria nel tempo: manuale di storia regionale dell’Istria con riferimenti alla città di Fiume”, a cura di Egidio Ivetic (Collana degli Atti n. 26), mentre Alessandra Argenti Tremul si è soffermata sull’omonimo progetto multimediale, realizzato da TV Capodistria in collaborazione con il CRS e grazie al sostegno del Governo italiano, per il tramite di Unione Italiana – Università Popolare di Trieste.

Incontro fra due rive

I promotori del Seminario, Paolo Scapinello e Stefano Antonini, hanno spiegato che quest’incontro è nato grazie al progetto “Le due rive”, iniziato due anni orsono e che ha visto il gemellaggio e gli scambi di studenti tra le SMSI di Buie e Pola con il Liceo “Foscarini” di Venezia, l’Istituto Canossiane di Treviso, l’Istituto tecnico “Gritti” di Mestre e il Liceo “Canova” di Treviso. “Una comunità è composta dalle persone e nel nostro caso specifico si tratta sia degli italiani d’Istria che degli esuli, e questo progetto si pone come ponte d’unione anche nella prospettiva della Nuova Europa dei popoli”, ha dichiarato Antonini.
Oltre al progetto degli scambi di studenti e del Seminario di aggiornamento professionale per i docenti delle due sponde dell’Adriatico, l’iniziativa prevede anche la visita delle Pro Loco venete agli enti per il turismo e alle aziende istriane per promuovere una collaborazione anche dal punto di vista economico e turistico.
Il Presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa che ha riunificato tutto il popolo italiano, che ha creato la storia di queste terre, sia di quelli che sono stati costretti a lasciare le proprie case con l’esodo del dopoguerra, sia quelli che sono rimasti nella propria terra natia a tutelare e coltivare la lingua e la cultura italiana. Tremul ha ricordato che il progetto si avvale anche del patrocinio del MIUR e che rappresenta un ottimo esempio delle iniziative di qualità che possono nascere dalla cooperazione tra l’ANVGD e l’UI.

Sandro Petruz

Verso la Nuova Europa, imparando dalla storia
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