OLYMPUS DIGITAL CAMERAROMA | Commozione, emozione e condivisione: questi i tre concetti emersi dall’intensa cerimonia di commemorazione della strage di Vergarolla, fatto avvenuto sulla spiaggia di Pola il 18 agosto 1946, quando un’esplosione provocò ottanta vittime. L’evento solenne in ricordo, che ha avuto luogo nella mattinata di ieri a Roma, presso la Sala “Aldo Moro” di Palazzo Montecitorio, fortemente sostenuto dai deputati PD Laura Garavini ed Ettore Rosato, è stato aperto dalla vicepresidente della Camera, On. Marina Sereni, che ha introdotto i lavori. In seguito, hanno preso la parola esponenti del mondo delle istituzioni adriatiche e della cultura istriana, fiumana e dalmata, a sottolineare l’impegno comune in un percorso volto alla ricerca della verità per una storia di cui molti aspetti devono ancora essere messi in chiaro. L’evento, come si rileva in una nota firmata da Massimiliano Rovati, Responsabile Comunicazione UPT, ha sancito ufficialmente l’interesse istituzionale a fare luce su quella che può essere definita la prima strage del dopoguerra.

Importante il ruolo dell’UPT

Tra i relatori intervenuti, il presidente dell’Università Popolare di Trieste, Fabrizio Somma, il quale ha voluto sottolineare l’importanza del ruolo che l’Ente ricopre da 115 anni per la salvaguardia e lo sviluppo della cultura e identità italiane nella ex Jugoslavia, testimoniati da più di 50 Comunità di connazionali attualmente presenti sul territorio e il ruolo di ponte non solo ideale, ma anche strutturale, tra le due realtà degli esuli e dei rimasti, oggi più che mai avviate verso una condivisione di obiettivi, alla luce della caduta dei confini in ambito europeo. La modernità dell’Università Popolare – ha affermato Somma – sta proprio in questo ruolo
unico e peculiare di rispetto e tutela della memoria, nucleo fondamentale per costruire il futuro delle prossime generazioni. In tal senso, ha concluso il presidente di UPT, è importante l’istituzionalizzazione di questa e altre iniziative, all’interno degli ambiti
normativi delle Leggi 72 e 73 del 2001.

Un positivo momento di confronto

La deputata PD Laura Garavini ha apprezzato in particolare l’eterogeneità degli intervenuti, dai testimoni alle istituzioni,
definendo i lavori come un momento di confronto molto positivo che ha conferito onore e riconoscimento a una parte di storia ancora poco conosciuta, portandola nel cuore della democrazia – il Parlamento – alla presenza della vice presidente della Camera. Apprezzamento è stato espresso per la capacità di raccontare le diverse esperienze da parte degli intervenuti, con la finalità comune di compiere un passo decisivo verso la verità. In tal senso, ha dichiarato Garavini, l’impegno assieme al collega Ettore Rosato, è quello di sancire ufficialità e continuità su iniziative volte alla perpetuazione della memoria, anche con lo straordinario contributo dell’Università Popolare e con le molteplici forme di rappresentazione, tra cui spiccano la capacità di coinvolgimento e la poesia di Simone Cristicchi.

Unione tra esuli e rimasti

Per Antonio Ballarin, presidente nazionale di ANVGD, la giornata è stata di fondamentale importanza perché finalmente si è riusciti a portare dentro al Parlamento e proiettare a livello nazionale un fatto che ha colpito tragicamente le genti istriane fiumane e dalmate, così come la storia dell’esodo e delle altre vicende legate alle popolazioni di queste terre. Importante anche – secondo Ballarin – il momento di confronto tra diverse tesi sulla strage, di competenza degli storici alle prese con i documenti e le ricerche, ma che alla fine hanno condotto a una considerazione condivisa, ossia la presenza della volontà titina di
spopolare quelle terre, di cui Vergarolla è stata uno degli esempi più cruenti e drammatici. Oggi, ciò che conta per guardare avanti è soprattutto l’unione tra esuli e rimasti.

Testimonianze coinvolgenti

Tra le testimonianze di chi all’epoca ha perso dei familiari o ha vissuto da vicino il dramma, molto sentite e coinvolgenti le parole di Lino Vivoda, esule polesano, e Livio Dorigo, presidente del Circolo Istria, i quali, pur rappresentando il dolore e la rabbia verso le mani ancore ignote autrici della strage, hanno saputo ragionare in termini prospettici, rimarcando ancora una volta l’importanza della memoria per la costruzione del futuro dell’identità italiana nella ex Jugoslavia.

Attenzione per gli eroi nascosti

Simone Cristicchi, protagonista dello spettacolo itinerante “Magazzino 18” assieme all’autore Jan Bernas, ha puntato l’attenzione verso gli “eroi nascosti” tra le pieghe della Grande Storia che si trovano nelle vicende tragiche come quella di Vergarolla: l’esempio del dott. Micheletti, che salvò le vite di molte persone durante la strage, del quale ancora poco si conosce in un paese come l’Italia di oggi, dove si intitolano strade a cantanti o comici. Secondo l’artista, un ringraziamento va ai deputati promotori di questa commemorazione, capaci di generare rispetto e attenzione verso argomenti finora riservati a pochi, muovendo a quella “condivisione” che può essere la soluzione naturale di molti rapporti ancora oggi complessi. Nel sottolineare inoltre il ruolo di UPT nella divulgazione della cultura, Simone Cristicchi si è dichiarato favorevolmente colpito ed emozionato dalla partecipazione dei presenti.

Togliere i segreti di Stato

In chiusura, tra i commenti raccolti al termine della commemorazione, Manuele Braico, vicepresidente di UPT, ha sostenuto l’importanza di procedere sempre più verso un’uniformità di comportamenti istituzionali anche nei rapporti tra gli Stati, in merito alle vicende del passato. Togliere segreti di Stato e veti nella consultazione di documenti storici custoditi negli archivi Sloveni e Croati per fare venire a galla tutti gli aspetti di quegli anni terribili, secondo Braico è ormai imprescindibile, per aprire al confronto tra studiosi di ogni nazione e smetterla di sposare solo le tesi meno scomode.
Da rilevare che alla cerimonia hanno presenziato pure le vicepresidenti della Regione Istriana, Viviana Benussi e Giuseppina Rajko.

Presentato il volume di Gaetano Dato

All’interno della commemorazione, lo storico Roberto Spazzali, autore della prefazione, ha presentato, unitamente all’autore Gaetano Dato, il volume “Vergarolla, 18.08.1946. Gli enigmi di una strage tra conflitto mondiale e Guerra Fredda”, la cui pubblicazione è stata promossa e sostenuta dal Circolo Istria.

Un processo concreto di ricerca storica

Secondo lo studioso Roberto Spazzali, è necessario “innescare un processo concreto di ricerca storica” senza dimenticare la memoria di chi in quei luoghi ha vissuto per poi doverli abbandonare. “Ma occorre partire da un principio”, ha precisato Spazzali: “è stato comodo stendere il silenzio su questo ed altri fatti, dimenticare e far dimenticare”, ma la verità è che “la guerra in quelle terre non era finita” e lo Stato italiano uscito sconfitto “era debolissimo”, poichè subiva la tensione internazionale e viveva una condizione sociale drammatica; “non era in grado di difendersi” ed in questo contesto il Friuli Venezia Giulia è stato “stritolato”.

Trovare mandanti ed esecutori

Sempre secondo lo studioso Roberto Spazzali dopo 70 anni sarà difficile trovare mandanti ed esecutori della strage, ma “l’indagine storica deve continuare” e gli archivi italiani ed internazionali “ancora occultati” devono essere resi accessibili.

Vergarolla, strage da non dimenticare Esuli e rimasti guardino avanti insieme
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