Crassiza

La Comunità degli Italiani di Crassiza ha festeggiato domenica sera il suoi primi due decenni di fondazione, che risale al 14 luglio del 1994, dopo che un gruppo di membri della CI di Buie residenti nel territorio di Crassiza avevano deciso – come avveniva anche in altre località del Buiese – di fondare una propria Comunità degli Italiani. Lo Statuto comunitario era stato redatto nel maggio del 1995. Per ricordare gli importanti anniversari la Comunità ha organizzato uno spettacolo artistico-culturale, che è stato anche occasione per presentare al pubblico l’operato e i gruppi attivi presso il sodalizio, alcuni dei quali di recente formazione.
Il presidente della Comunità, Mate Mekiš, ha ringraziato le autorità presenti per aver voluto conoscere, in questi anni, la realtà quotidiana di questi luoghi. “Una realtà – ha proseguito Mekiš – in cui ‘buongiorno’ e ‘arrivederci’ sono una consuetudine, una realtà nella quale le canzoni nostrane sono quelle che s’intonano spontaneamente alle feste in famiglia, con gli amici; una realtà nella quale ci si sente liberi di esprimersi come hanno sempre fatto le genti che qui hanno vissuto prima di noi. A volte il nostro istinto ci porta a dare per scontato tutto questo, e siamo soliti chiamarla minoranza, ma che, permettetemi, io chiamerei maggioranza autoctona”.
In platea pure il presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul e il presidente dell’Università Popolare di Trieste, Fabrizio Somma, mentre in rappresenza della Città di Buie, Arianna Brajko.
Applauditissimi tutti coloro che sul palcoscenico hanno dato prova dell’l’impegno profuso durante le prove svolte di settimana in settimana. I minicantanti diretti da Alice Crisman, la filodrammatica guidata da Jessica Acquavita e il gruppo vocale femminile a cappella “Speranza”, diretto dal Maestro Marko Ritoša. Anche se per ovvi motivi non erano sul palcoscenico, vanno ricordate anche le attività sportive, ossia le squadre di calcio e pallavolo. Ospite della serata il coro misto “Arpa” della Comunità degli Italiani “Dott. Silvio Fortuna” di Visignano.
Una targa di riconoscimento è stata conferita ai tre presidenti che hanno preceduto quello attuale: Marijan (Marietto) Cossetto, Boris Jugovac ed Ecio Cinić. Una targa ricordo è stata consegnata anche ai soci fondatori: Silvano Pregara, Marino Visintin, Valter Smilović, Mario Pavatić, Regina Gardoš, Danijel Gardoš, Doriana Smilović, Bruno Radešić, Oriano Benvegnù, Nino Činić, Romano Radešić, Aldo Smilović e Aldo Krizmanić.
La sede della CI di Crassiza è l’ex “Casa del popolo” ristrutturata con i mezzi del governo Italiano. “Oggi festeggiamo anche questa sala – ha proseguito il presidente del sodalizio -, che per molti era un sogno irrealizzabile. Eppure il sogno si è avverato, e da più di dieci anni possiamo incontrarci, condividere conoscenze ed esperienze in manifestazioni e incontri che siamo lieti di organizzare e ospitare in questa nostra bella sede. Grazie all’iniziativa e al sacrificio di quelle persone che hanno mosso i primi passi, e grazie al sostegno della Repubblica Italiana che si concretizza tramite l’Unione Italiana e l’Università Popolare di Trieste, noi oggi possiamo continuare questo percorso, che si sviluppa, si evolve e proseguirà anche in futuro, senza dimenticare le proprie radici”.
Mekiš nel suo discorso ha rivelato anche di aver riacquisito la grinta che lo aveva contraddistinto nel momento in cui prese in mano le redini del sodalizio, nel 2010. “Sono davvero orgoglioso di rappresentare la Comunità degli Italiani di Crassiza – ha concluso -, che è fatta dell’entusiasmo degli attivisti e della partecipazione dei soci. La Comunità non è il presidente, non è l’Assemblea, non è nemmeno una sala o un edificio. La Comunità sono le persone, siamo tutti noi. Insieme. Uniti”.

Daniele Kovačić

da “La Voce del Popolo” di Fiume

Vent’anni d’impegno entusiasmo e unione
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