CdA 024I nuovi membri del CdA dell’Università Popolare di Trieste, usciti favoriti dall’ultima tornata elettorale che ha scalzato la vecchia dirigenza guidata dal presidente Silvio Delbello, si sono presentati alla stampa per illustrare il loro programma teso a rinnovare radicalmente le funzioni del sodalizio fondato nel lontano inverno del 1899. Massimiliano Rovati, sociologo urbano, ha posto l’attenzione sull’importanza di coinvolgere nelle future attività culturali e formative la popolazione residente a Trieste oltre, ovviamente, alla Comunità nazionale italiana presente in Istria, Quarnero e Dalmazia, che rappresenta il punto fondamentale di questo Ente. “Il discorso nodale” – ha tenuto a sottolineare – “riguarda la comunicazione, qui c’è molto lavoro ancora da fare, nel senso che abbiamo una struttura che può consentire senz’altro un salto di qualità, sotto il profilo comunicativo, utilizzando le tecnologie normalmente in uso (sito web, utilizzo dei social network, come Facebook, ecc). Ma l’elemento che in questo momento è da valorizzare è la radio: questo mezzo non necessita di risorse particolari perché è facilmente gestibile anche da una o due persone al massimo. Per questo crediamo che vada potenziato, perché è uno strumento chiave nel fornire alla cittadinanza e ai nostri connazionali in Slovenia e Croazia l’informazione in tempo reale sulle iniziative del nostro ente”. Una richiesta, sostiene il sociologo, reclamata a gran voce dagli stessi iscritti, voce che risponde ad una domanda basilare: perché esistiamo e soprattutto per chi stiamo lavorando. “Nel contempo” – ha ancora precisato Rovati – “intendiamo realizzare un bollettino trimestrale, in formato cartaceo, che farà da cassa di risonanza di tutte le iniziative promosse dall’Ente. La distribuzione di questo ulteriore strumento sarà capillare su tutto il territorio di competenza, con un occhio di riguardo agli esercizi pubblici di Trieste e ovviamente ai nostri soci”. L’accento si è poi spostato sulla sede di piazza Ponterosso e sulla sua apertura alla città con l’inaugurazione, in tempi brevi, di una sala di lettura riservata non solamente ai soci, ma all’intera comunità locale. Un luogo accogliente dove gli interessati potranno consultare quotidiani e periodici nazionali e in primis quelli dedicati all’Istria, Fiume e Dalmazia. Poi è stata la volta di Emanuele Braico, responsabile della produzione per conto di un complesso siderurgico locale, che ha voluto chiarire i motivi della sua candidatura: “Ho accettato perché ho ritenuto opportuno confrontarmi con realtà diverse da quelle sinora conosciute. Personalmente riconosco il lavoro che ha fatto il precedente CdA e per quanto mi riguarda non c’è alcuna contrapposizione. Dico solo che si può guardare al futuro, anzi è un nostro dovere farlo e migliorare il nostro modo di lavorare. L’Università Popolare deve avere parte attiva in quello che succede nel mondo istriano e collaborare con tutte quelle strutture presenti sul nostro territorio (Irci, Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, ecc) con l’intento di condividere un percorso culturale comune”.

Ricucitura del territorio

Hanno preso, infine, la parola i restanti due eletti, Renzo Grigolon e Micaela Silva Drioli, che in virtù della loro professione di insegnanti hanno posto l’attenzione su un’utenza giovanile, poco valorizzata, che potrebbe trovare nell’ente un luogo di aggregazione costruttiva. Grigolon, docente di discipline pittoriche, già consigliere e componente del precedente consiglio direttivo dell’Università Popolare, ha collaborato al rilancio della Libera scuola dell’Acquaforte “Carlo Sbisà” e introdotto nuovi corsi relativi alle arti visive e alla storia dell’arte. Il professionista ribadisce i motivi cardini della sua candidatura: “Pur mantenendo le nostre specificità individuali, siamo un gruppo che vuole perseguire un medesimo fine, che è quello di operare per una ricucitura di un territorio senza il quale Trieste non avrebbe senso di esistere. La tecnologia ci viene incontro con strumenti che con il tempo sono diventati indispensabili. In questo senso diventa basilare prendere i contatti con i nostri soci e rivedere i nostri corsi. Qui l’offerta deve mirare principalmente alla qualità, seppur con costi concorrenziali. Un plauso va agli insegnanti che collaborano attivamente affinché questi requisiti non vengano meno”.
Per Micaela Silva Drioli, docente di lettere, non ci sono dubbi sulla necessità di un reale cambiamento dell’ente: “Un sodalizio come il nostro deve poter trovare degli strumenti idonei per raccogliere quello che la scuola non può più supportare. L’abbandono scolastico, ad esempio, è una delle forme di disagio sociale che investe maggiormente i giovani, ma è dimostrato che se viene convogliato in attività stimolanti per i ragazzi questi si spendono al meglio. Si può fare cultura con i giovani, basta non distanziarsi da quelli che sono i loro reali interessi. Come insegnante intendo spendermi in questo senso – ha concluso la docente triestina – e porterò all’interno dell’ente la mia esperienza di insegnante perché questo diventi anche un valido punto di aggregazione per i ragazzi. A guastare la festa ci hanno pensato i quattro candidati non eletti alle recenti consultazioni, che hanno presentato un ricorso chiedendo l’azzeramento del voto. Sull’argomento è intervenuto Fabrizio Somma, presidente del comitato elettorale, che ha rigettato ogni accusa: “Sottoporremo la questione ai nostri studi legali e ci rimetteremo al loro parere”.

Francesco Cenetiempo

da “La Voce del Popolo” di Fiume

UPT, la comunicazione dev’essere migliorata
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