ponterosso2L’Università popolare si avvia ormai a passi spediti verso le elezioni dei componenti elettivi del suo consiglio d’amministrazione. E quindi del suo presidente. Si tratta di un momento vissuto con particolare enfasi in un ente che ha un ruolo di primo piano in tanti ambiti: nella città di Trieste, tra le comunità della minoranza italiana in Istria, nel mondo degli esuli. In città sono molto frequentati i corsi di lingua dell’Università, così come sono note le sua attività in ambito culturale. I circa 1500 soci in ordine con la loro quota d’iscrizione dovranno esprimere le loro preferenze nelle giornate del 18, 19 e 20 febbraio.
I membri elettivi del consiglio d’amministrazione sono quattro, ragion per cui si potranno scegliere al massimo quattro nominativi. Il seggio elettorale sarà allestito nella scuola “Divisione Julia” in viale XX Settembre, dalle 15.30 alle 18.45. Bisognerà presentarsi al voto muniti di avviso elettorale e di un documento di identificazione valido. I candidati sono otto: Braico Manuele, Silvio Delbello, Aldo Flego, Fiorella Fontanot, Renzo Grigolon, Ferdinando Parlato, Massimiliano Rovati e Micaela Silva Drioli.
Tra questi il presidente uscente Silvio Delbello, che commenta così i cinque anni appena conclusi: «Abbiamo fatto molto – dice -. Ci sono stati momenti importanti per la vita dell’ente, come i 110 di attività. Abbiamo vissuto anche tanti cambiamenti: la crisi economica morde tutti, incluse le nostre attività in Istria. E’ stata ottima la collaborazione con l’Unione italiana così come l’assistenza da parte della Regione, che ci aiuta dal punto di vista politico e sociale oltre che finanziario». Delbello è candidato al consiglio d’amministrazione, e non nasconde la speranza che, in caso di elezione, il prossimo cda voglia nuovamente consegnargli la presidenza.
Il vicepresidente dell’Università Fabrizio Somma, nominato dalla Regione come membro del cda nel giugno del 2013, è presidente del comitato elettorale: «Il mio ruolo sarà quello di garantire l’imparzialità assoluta del processo elettorale», spiega.
In tutto il consiglio di amministrazione dell’ente conta tredici membri. Come detto, quattro sono di nomina elettiva, gli altri vengono indicati dalle istituzioni e da realtà culturali. Oltre a due delegati del Ministero Affari esteri, troviamo tra questi Fabrizio Somma per la Regione, Diana De Petris De Rosa per la Provincia di Trieste, Denis Zigante per il Comune di Trieste, Renzo Codarin per la federazione delle associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati, Elvio Guagnini per l’università degli studi di Trieste, Massimo Parovel per il conservatorio “Giuseppe Tartini”, Luisella Tenente per l’ufficio scolastico regionale.
Il ruolo dell’Università popolare in Istria è ben conosciuto. E’ il frutto del lavoro decennale dell’antico segretario Luciano Rossit, padre dell’attuale Alessandro Rossit, la cui famiglia ha da sempre un ruolo importante nell’università.
L’attività di Luciano Rossit definì in buona parte l’identità odierna dell’ente, come spiega a chiare lettere il suo profilo biografico sul sito dell’Università: «Il suo progetto fondamentale era portare, con l’Università popolare, la cultura italiana in Istria e nel Fiumano perduti con la guerra, a beneficio di coloro che erano i “rimasti”, di coloro, cioè, che non erano esodati, che non erano “fuggiti” dinanzi alle violenze del regime titino. E’ convinto che gli italiani rimasti devono essere aiutati a mantenere la loro identità nazionale anche se, rimanendo, hanno dimostrato di accettare la violenta ideologia degli occupatori».
Al di là delle considerazioni ideologiche, il ruolo dell’Università come ponte tra Trieste, lo Stato italiano e le comunità italiane in Istria è oggi ancora vivissimo. Lo conferma il presidente dell’Unione italiana in Croazia Furio Radin, che commenta così le elezioni ormai prossime: «Per l’Unione italiana sono elezioni importanti – dice -. La nostra collaborazione data ormai da molti decenni. L’Università e sempre stata molto vicina a noi, anche in tempi duri, quando non era così facile la collaborazione fra un ente italiano e un ente che a quel tempo risiedeva in Jugoslavia. Sono sicuro che il presidente dell’Università, chiunque venga eletto, porterà avanti con amore la grande collaborazione fra le nostre due realtà. Che poi è il progetto che ha definito l’Università popolare nel corso degli anni».

di Giovanni Tomasin

Università popolare, si vota
0.00(0 votes)

Post by admin

Comment(0)