Mostra Legovic Grbac

TRIESTE | Due donne a confronto, Miranda Legović e Fulvia Grbac, “una combinazione casuale” ha ricordato Renzo Grigolon, inaugurando la mostra della fotografa e dell’artista dell’incisione nella Sede Espositiva dell’Università Popolare di Trieste di via Torrebianca; presenti il presidente dell’Università Popolare di Trieste, Fabrizio Somma, e il direttore Alessandro Rossit. Miranda Legović è nota nell’ambiente artistico per l’ex tempore fotografica che organizza ogni anno a Cittanova, dove fa confluire personaggi provenienti da tutta Italia e da gran parte del mondo mitteleuropeo. Fulvia Grbac ha studiato all’Accademia di Venezia, con Franko Vecchiet ha frequentato il Laboratorio della Scuola Libera dell’Acquaforte “Carlo Sbisà”, iniziando un suo personale percorso nel mondo della grafica e dell’incisione, ma comunque in questo caso affini. Legate sostanzialmente da una comune appartenenza alla medesima terra, da radici profonde – ha ricordato Francesca Martinelli, nella sua illustrazione delle opere in mostra. Per la Grbac si può parlare della terra da cui proviene, di rovi, sterpi e frutti nei quali si stempera il passaggio dell’uomo, il suo percorso di vita, terra amata ma anche dura, difficile. Ed è per questo che usa attrezzi particolari per il suo lavoro: martelli, picconi, carta vetrata, ma anche asce per lavorare direttamente sulla matrice grezza delle sue opere, il cui risultato imprimerà poi sulla carta, che porterà alla luce nelle xilografie policrome, nelle puntesecche, nelle acqueforti e collografie, immagini di una natura sofferta, spoglia, che descrive la sofferenza del trascorrere della vita. Miranda Legović ha fotografato ogni tipo di soggetto, ama particolarmente il ritratto e il corpo umano, non di soggetti perfetti bensì di persone provate dalla vita. In mostra porta invece le elegie marine, foto che riproducono una sorta di poesia come il titolo evoca: piccole immagini che lei ritrae “per prendersi cura di ciò che ha attorno, dell’ambiente che la circonda”, afferma la Martinelli. L’autrice dei piccoli gioielli su carta lucida ama ricordare che sono foto fatte su diapositive, senza l’uso di Photoshop. Ammiriamo così alcuni esempi del suo lavoro: tavole di legno smaltate a più colori, forse il particolare di una vecchia porta consumata dal tempo e ancora pietre tonde in riva al mare, che lo scorrere del tempo ha consumato e che le onde lambiscono e arrottondano ogni giorno di più.
La mostra resterà aperta fino al 10 giugno, dal lunedì al sabato dalle 16,30 alle 19,30 e domenica e festivi dalle 10,30 alle 12,30.

Rossana Poletti

da “La Voce del Popolo” di Fiume

Una mostra, due donne a confronto nell’arte
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