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ROVIGNO “Adriatico Orientale. Atlante storico di un litorale mediterraneo”: è il titolo dell’opera presentata ieri sera a Palazzo Milossa, sede della Comunità degli italiani “Pino Budicin” di Rovigno, ultima fatica del Centro di ricerche storiche di Rovigno, nel corso di una serata condotta da Marino Budicin, presidente del sodalizio rovignese. L’Atlante, che rientra nella speciale Collana degli atti con il numero 37, è stato presentato al numeroso pubblico presente in sala dall’autore, il prof. Egidio Ivetić, dal direttore del CRS, il prof. Giovanni Radossi e dal prof. Davide Rossi, docente dell’Università di Trieste.

Un viaggio nella storia attraverso la cartografia del passato, che di epoca in epoca ha raffigurato le terre dell’Adriatico orientale. L’opera si snoda attraverso cinque percorsi: riflessione storica, mappe tematiche, raccolta cartografica del CRS, cronologia e un’estesa bibliografia. Tre modi di ricostruire e narrare ciò che è stato e com’è stato visto l’Adriatico orientale.

Il direttore del CRS ha ricordato che nella parte cartografica l’Atlante esprime l’eccezionale patrimonio iconografico messo assieme dall’Istituzione rovignese. Tra i più significativi 700 pezzi catalogati ed esposti negli ampi spazi della sede del CRS che complessivamente dispone di circa 2.500 cartine, si sono scelti le più rappresentative sia del quadro complessivo della costa e dei luoghi particolari, sia della narrazione storica dell’area adriatica.
“Un’impresa editoriale che è un contributo per una nuova cultura adriatica, regionale, nazionale, ma soprattutto europea, dato che un atlante storico è una forma di comunicazione del passato di una regione costiera densa di significati che si pone come qualcosa di trasversale alle vicende della storia, uno strumento e una testimonianza culturale dei nostri tempi”, ha specificato il prof. Radossi. L’autore dell’Atlante, Egidio Ivetić, è nato a Pola e ha vissuto a Carnizza. Una volta laureato, dal 1990 ha iniziato a collaborare con il CRS e nella sua carriera accademica presso l’Università degli Studi di Padova ha raggiunto invidiabili traguardi professionali con pubblicazioni sulla storia moderna dell’Istria, sui domini da Mar di Venezia, i Balcani, l’idea di Jugoslavia e sull’Adriatico orientale.
“L’Istria è un concentrato di tutto quello che rappresenta l’Adriatico orientale – ha detto Ivetić –, cioè un confluire di culture diverse. Quest’opera vuole anche rappresentare quello che dovrebbe essere il futuro della gestione di questi territori in una macroregione europea”.
Hanno collaborato alla stesura e alla realizzazione delle 150 cartine tematiche incluse nell’Atlante i rovignesi Nello Grbac e Darko Pokrajac, mentre Nicolò Sponza, dipendente del CRS, si è impegnato nella verifica delle carte storiche e nella formulazione delle rispettive didascalie. Il direttore ha concluso il suo intervento ringraziando in particolare la Nazione Madre per il supporto dimostrato in questi difficili momenti di crisi che ha permesso al Centro rovignese di progredire e crescere in qualità a generale vantaggio dei connazionali rimasti e di quelli esodati che seguono con tanta passione ogni pubblicazione dell’ente. Non sono mancati i complimenti all’autore, agli Enti promotori del progetto, l’Unione Italiana di Fiume e l’Università Popolare di Trieste e al locale sodalizio per aver ospitato l’evento in modo impeccabile. La serata è iniziata con l’esibizione del coro della SAC “Marco Garbin” della CI locale, che ha interpretato le famose Bitinade. All’evento è intervenuto anche Furio Radin, presidente dell’Unione Italiana e deputato della CNI al Sabor, il quale ha sottolineato che quest’ultima pubblicazione del CRS è un’opera monumentale che riesce a spiegare che nell’Adriatico c’è stata una grande cultura e anche una mentalità condivisa che è stata molto più stabile delle entità statali che le hanno governate.

Davide Rossi ha dichiarato che l’Adriatico rappresenta un lago i cui confini sono costantemente sciolti e le culture si sono pertanto mescolate. È fondamentale ricordare che anche se le nuove generazioni non hanno colpe di quello che è successo, hanno il dovere di informarsi e di conoscere la storia delle proprie origini.

Presenti all’evento anche Fabrizio Somma, presidente dell’UPT, che ha portato i saluti del ministro Saverio De Luigi e dell’assessore regionale alla cultura FVG, Gianni Torrenti, e il direttore generale dellì’UPT Alessandro Rossit.
Nel suo intervento Somma ha evidenziato che quest’atlante continua l’operato di un’istituzione come il CRS, che è conosciuta a livello internazionale ed è inattaccabile per lo splendido lavoro finora svolto, caratterizzato da una grande professionalità.

Sandro Petruz

da “La Voce del Popolo” di Fiume

Un viaggio nella storia attraverso la cartografia
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