Non solo braccio operativo del ministero degli Affari esteri italiano, ma per l’Università Popolare di Trieste il suo diciottesimo presidente, Fabrizio Somma, insediatosi circa sei mesi fa, ha in mente un ruolo nuovo, più concreto ed europeo.

Che cosa rappresenta per lei l’Università Popolare?

“Semplicemente 29 anni di vita professionale, da collaboratore, da dipendente, da vicepresidente e ora da presidente. Con essi un patrimonio di conoscenze, di scambio, anche interpersonale, con i componenti della Comunità nazionale italiana in Slovenia e Croazia, che ha, e continua sicuramente ad avere, un grandissimo ruolo nella mia vita personale. Lo ripeto spesso, perché ci credo, che sul territorio di Trieste e del Friuli Venezia Giulia non esiste un ente che abbia le nostre uniche, peculiari esperienze, compiti professionali e di servizio, che opera per conto del Governo italiano e della Regione FVG, ma soprattutto a favore della CNI in Istria, Fiume, Quarnero, Dalmazia, Slavonia e Montenegro”

“Ho avuto la fortuna di entrare all’UPT per far partire, nel 1997, su incarico del professor Luciano Rossit, il settore dell’editoria, comunicazione e promozione. Da lì questo settore è diventato poi Direzione organizzativa per l’università, la ricerca, la scuola, i viaggi culturali in Italia (che ormai non esistono più, ndr) e l’editoria. In realtà collaboravo già dal 1986 in un rapporto consolidato, ormai quasi trentennale, con il Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, e ne sono veramente orgoglioso. Parlo di un’istituzione dell’Unione Italiana che realizza grandissime ricerche e opere in campo editoriale per la CNI, di cui noi e l’UI dobbiamo essere fieri, anche perché pochi centri di ricerca a livello nazionale e internazionale possono vantare la conduzione anche di una sola collana con tale continuità e puntualità, per non parlare del numero delle stesse, senza dimenticare la promozione e la divulgazione della ricerca scientifica in senso lato. Se poi a questo vanno aggiunte le ricerche e anche il potenziale di scambio di ricercatori stanziali, ma anche collaboratori esterni e a tempo determinato che hanno accesso, ma soprattutto potrebbero averne ancora di più in questo nuovo contesto europeo, allora si comprende tutta l’importanza, anche strategica del CRS”.

Allargare servizi e campi d’azione

Che tipo di UPT ha in mente?

“L’ho rilevato il 13 giugno scorso alla Camera dei deputati a Roma, alla presenza della vicepresidente Marina Sereni, e qui lo ribadisco. Il nostro è un ente che si pregia di essere il braccio operativo del MAE, e non è cosa da poco, e della Regione Friuli Venezia Giulia. È ovvio che nella dinamica della nuova realtà dell’Unione Europea, anche per la necessità di altri servizi, si devono assolutamente rivedere alcuni campi d’azione e promuoverne e allargarne altri”.
“Nello specifico, non abbiamo mai operato come ente di riferimento e di orientamento per i progetti sui fondi sociali europei, nei quali siamo stati peraltro partner in tante occasioni. È il momento di gettare le basi per progetti seri, di ampio respiro, in un’area molto vasta qual è la regione Nord Adriatica, estendendo la collaborazione anche ad altri partner regionali italiani. Penso ad esempio alla Provincia autonoma di Trento, con la sua Università Popolare, con la quale abbiamo già stilato in questi mesi un progetto d’intesa. Ovvia la sinergica collaborazione con l’Ateneo triestino per lo storico e consolidato rapporto. Ecco, questa è per il nostro ente una nuova ottica e anche un nuovo modo di presentarsi”.

Ufficio Europa a Capodistria: esemplare

Ha accennato alla progettualità europea. In questo campo ha avuto modo di lavorare nel periodo della sua collaborazione con l’Ufficio Europa dell’Unione Italiana a Capodistria, in un periodo per lei difficile.

“Il 2013 è stato per me un anno al tempo stesso felicissimo e difficilissimo. A gennaio sono diventato nonno e alla fine dello stesso mese ho ricevuto la comunicazione, da parte del mio predecessore, che avrebbe dovuto rinunciare alla mia collaborazione. Devo ancora capire il reale motivo di questa rinuncia, dopo tanti anni di servizio. Finito il mio incarico di direttore organizzativo all’UPT, sono rientrato a lavorare a tempo pieno all’Università degli Studi di Trieste. Successivamente mi è stata offerta, in uno scambio di opinioni con Maurizio Tremul, l’opportunità di un’esperienza all’Ufficio Europa dell’UI a Capodistria, che ho accettato con grande entusiasmo. Ho trascorso un periodo breve ma molto intenso, durante il quale ho potuto con piacere verificare direttamente la realtà di un Ufficio che dev’essere, senza retorica, da esempio per la competenza e la capacità operativa dei giovani che vi lavorano e vi si sono formati”.
“A scanso di polemiche sottolineo che sono stato stipendiato da fondi sociali europei e dalla Repubblica di Slovenia, quindi nulla ha gravato su bilanci dell’UI o del MAE. E di questo ne sono orgoglioso, nonché grato a chi si è assunto un onere e una responsabilità rispetto al sottoscritto. Successivamente è arrivata la mia nomina, da parte della Regione FVG, quale suo rappresentante nel Consiglio di amministrazione dell’UPT. Un ritorno. A questo punto, per il ‘delirio’ di qualcuno, che vedeva un’incompatibilità tra il mio ruolo all’UPT e il mio impegno a Capodistria, e per non dar adito a gratuite polemiche che non fanno sicuramente bene a nessuno, ho ritenuto mio malgrado e con grande rammarico di rassegnare le dimissioni. Ripeto, non ce n’era motivo, ma l’ho fatto per rispetto a chi mi aveva dato una mano. Assunto l’incarico e la delega della Regione in seno al Consiglio d’Amministrazione dell’UPT, sono stato nominato vicepresidente e quindi il 13 marzo presidente”.

Un’UPT propositiva non soltanto braccio operativo della Farnesina, ma portatrice di idee nuove e di iniziative, dunque. Una delle ultime è il master culturale che verrà attivato a Buie…

“Certo, noi continuiamo ad essere il braccio operativo del MAE, ma non riceviamo soltanto input dall’alto, bensì partecipiamo all’ideazione e alla realizzazione delle iniziative e degli interventi. Ne abbiamo attuati tanti in questi ultimi mesi, continuando quel ruolo di promozione, organizzazione e ideazione che è peculiare dell’UPT. Tutto ciò senza negare la grande crescita dell’Unione Italiana, che è oggi un partner che si affianca all’UPT”.
“Insieme, UPT, UI e Ateneo triestino, abbiamo gettato le basi per un primo protocollo d’intesa finalizzato alla firma della convenzione, nel prossimo autunno, per la realizzazione di un master in Organizzazione e Progettazione del Turismo Sostenibile. È un’iniziativa importante per la centralità di Buie in questa nostra Istria, cui hanno aderito con entusiasmo il magnifico rettore Maurizio Fermeglia, la delegata Cristina Benussi e il ‘deus ex machina’ Franco Crevatin. Ma siamo entusiasti anche Maurizio Tremul ed io, che già un anno fa prospettavamo la realizzazione a Buie di un corso di laurea tradizionale. Non è stato possibile realizzarlo per l’intervenuta modifica dei regolamenti di Ateneo e del Ministero dell’Istruzione italiani e successivamente dell’organizzazione europea dei corsi di laurea. E quindi non potendo più parlare di un corso di laurea, ma volendo a tutti i costi l’iniziativa, è nato il master.Sarà dedicato a diplomati e laureati residenti in Istria, Fiume e Dalmazia, Italia, i quali vogliano svolgere attività di ricerca e di applicazione pratica nel campo interdisciplinare delle politiche di sviluppo agricolo e rurale e del turismo, dell’economia, della gestione aziendale avanzata, del marketing, delle ricerche di mercato, delle leggi e istituzioni relative alle risorse economiche naturali ed ambientali del territorio. La vedo come una grande opportunità per i nostri giovani e per la CNI tutta”.

Sano scambio d’idee fra tutti gli attori

“Agli inizi di luglio invece è nata l’Accademia di tiro al piattello a Cittanova, che è stata la dimostrazione della velocità con la quale si possono realizzare delle iniziative destinate a rimanere a favore dei giovani della CNI e che partono da uno scambio sano di idee condivise tra tutti gli attori. Infatti, mi piace ricordarlo, la sua nascita avviene in seguito a uno scambio di pensieri tra il plenipotenziario Francesco Saverio De Luigi, presidente del Comitato di Coordinamento per le attività in favore della minoranza italiana, e il presidente dell’UI, Furio Radin, dopo una riflessione a voce alta, in questi termini, a proposito di una scuola di pesca sportiva. E ricordo che successivamente, durante una cena a Orsera, alla presenza del presidente croato Ivo Josipović, uscendo dal ristorante in cui c’era una bacheca con il trofeo olimpico di Giovanni Cernogoraz, venne l’idea di un qualcosa che portasse avanti l’attività sportiva di questo grande campione connazionale, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Londra. L’impegno dell’UI, della CI di Cittanova, senza se e senza ma, da parte di tutti, noi per primi, ha fatto in modo che si sollevassero e rimovessero dei macigni che per altre cose sono invece inamovibili e l’Accademia si realizzasse. Nello stesso spirito vorrei che si operasse noi e Unione Italiana da adesso e almeno per i prossimi cinque anni (quanto dura il suo mandato all’UPT, ndr) in piena condivisione e sinergia, comunione di intenti e di ideali”.

La CNI e l’Unione Italiana in tutti questi anni si sono dimostrate capaci di gestire i finanziamenti assicurati dai vari enti erogatori. Nel frattempo è mutato anche il contesto politico e per questi aspetti c’è chi vede la mediazione dell’UPT per certi versi superata, superflua.

“Mediazione dell’UPT? Non mi risulta che l’UPT svolga attività di mediazione e che la sua attività sia mai risultata o possa essere valutata ora superflua. Da sempre, fin dal dopoguerra, chi conosce la storia dell’UPT e dell’UI, prima UIIF, sa che il compito, la funzione e il ruolo dell’UPT sono stati apprezzati e voluti da tutti i governi italiani che si sono succeduti. Essere riconosciuti braccio operativo del MAE vuol forse dire qualcosa ancora oggi in questa nostra Europa Unita in generale e in questa Regione Alto-Adriatica in particolare. Festeggiare quest’anno, pur in maniera sobria e parsimoniosa, i cinquant’anni di collaborazione tra UPT-UI vuol dire ‘qualcosa’ altrettanto… non crede?”

Tutelare i rispettivi ruoli e posizioni

Da anni si rincorre la legge d’interesse permanente dello Stato italiano nei confronti della CNI…

“Io sono sempre stato un sostenitore della legge d’interesse permanente, fin dall’inizio degli anni Duemila, tanto che sono spesso stato etichettato come ‘filo-Unione’. Ma penso che qualora si avviasse una proposta di ‘legge permanente’ la stessa dovrebbe necessariamente riconoscere e tutelare i ruoli e le posizioni di tutti e due gli attori, UPT e UI. Mi domando: c’è bisogno ora di una rivisitazione di ruoli? Io non lo credo! Credo però alla necessità di un più puntuale rispetto degli stessi, in confronto al passato recente perlomeno. Siamo agli inizi dei nostri rispettivi mandati. Ce la faremo di sicuro”.

Ma si percepisce un’atmosfera un po’ strana, quasi un po’ di maretta. Sbaglio?

“Maretta? Non lo so, lo dice lei… Scherzi a parte, io non vedo maretta, anche perché a questo punto dovrei avere degli atti o dovrebbero essere intercorsi dei fatti che ne rappresentino la realtà e la consistenza, e questi non esistono. C’è sicuramente una dialettica franca e aperta, e in questo contesto può esserci un sano confronto. È ovvio. Mi lascio alle spalle da poco un periodo particolarmente delicato. Parlo del mio insediamento alla presidenza dell’UPT. Successivamente c’è stata la fase pre e post elezioni e di partenza della nuova Giunta esecutiva e di tutti gli organi dell’UI, che si è conclusa da poco. Ciò ha portato a un rallentamento dell’attività ordinaria, anzi a un rallentamento dei contatti, pur mantenendo l’attività ordinaria già organizzata. C’era naturalmente molta attesa da parte mia e dei colleghi del Direttivo e del Consiglio d’Amministrazione dellUPT per la composizione definitiva dei massimi organi dell’UI e la ripresa dell’usuale contatto e comunicazione, come è sempre stato. Da alcune settimane si è ripreso a lavorare”.

La minoranza italiana: come la vede e com’è cambiata?

“Ogni tanto incontro delle persone che in questo momento occupano ruoli importanti nell’ambito della CNI e negli organi a essa collegati. E ahimé spesso ricordano che ero loro direttore di viaggio alle escursioni dei maturandi o delle ultime classi elementari. Questo mi fa capire l’età che ho e da quanti anni io stia lavorando con la CNI. E mi fa pure capire che il tempo passa. Ritrovare però le stesse persone in situazioni strategiche per la CNI non fa altro che riempirmi di felicità, ma anche di orgoglio se è vero che direttamente o indirettamente l’ente che presiedo ora ne è stato in qualche maniera non dico ‘unico attore’, ma tutore sicuramente e collaboratore in questa crescita”.

Buone garanzie per il domani

“Il fatto che tanti connazionali siano distribuiti nelle 52 Comunità degli Italiani in Croazia e Slovenia e che ci sia una Comunità del Montenegro, a Cattaro, mi fa ben sperare che la nostra cultura e la nostra CNI non condivida quel destino di tante altre comunità italiane distribuite in altri punti del nostro mondo. Noi abbiamo una comunità particolare e siamo ben contenti che questa rimanga viva e si riproduca e resti se non altro legata a quelli che sono i criteri della nostra cultura. La CNI in Montenegro è una realtà nuova, che va vista con un occhio diverso, forse per la poca esperienza maturata rispetto alle nostre comunità storiche in Istria e a Fiume, e sostanzialmente dev’essere seguita con attenzione.”

Tornando alla CNI per così dire storica, questa si è indubbiamente evoluta, è cresciuta e anche certe esigenze sono mutate; d’altra parte alcune iniziative sono venute a cadere, ad altre ha dovuto rinunciare…

“Si spera sempre di non dover rinunciare a nulla. Però se si pensa anche alla realtà italiana in generale e poi nel Friuli Venezia Giulia in particolare, e alla situazione di altre associazioni, si vede che c’è purtroppo una rivisitazione dei campi d’azione e d’interesse da parte di tutte le istituzioni. Certo, dispiace, se si guarda indietro e si pensa alle possibilità che ogni Comunità e ogni connazionale avevano nel passato. Mi riferisco ad esempio alle escursioni di studio in Italia. È con grande rammarico che si è dovuto assistere al taglio di quest’attività, taglio per altro effettuato in maniera assolutamente condivisa con l’UI in ordine alle priorità. E queste sono la scuola e i giovani connazionali. Ma ci troviamo davanti a finanziamenti in calo, per cui dovremo trovare altre fonti. Ecco, anche per questo bisogna pensare ai fondi sociali europei o anche ad altre forme di finanziamento, forse più specificatamente legate al mondo della scuola. Ma è una cosa che io reputo dovrà essere valutata e d’intesa, collegialmente, con il nostro partner istituzionale UI, con il cuore in mano e soprattutto con un grande senso di responsabilità verso la CNI”.
“Con grande dolore, lo ribadisco, per chi come noi sa cosa voglia dire e cosa abbia voluto dire per una CNI in generale, e una singola Comunità in particolare, un’escursione di studio in Italia e quello che ha voluto dire, parlo di una decina di anni fa, già sospendere le lezioni preparatorie della stessa escursione, che sostanzialmente erano propedeutiche. Rivedo con tanta nostalgia quel periodo. Rimane la speranza che un giorno si possa ritornare a organizzare iniziative di questo tipo”.

CNI «graziata», visto lo stato generale

Roma continua a tagliare…

“Se guardiamo alla diminuzione dei fondi operata nell’ultimo decennio, beh è indiscutibile che sia avvenuta una sensibile riduzione dei mezzi. Se però analizziamo la crisi economica generale, i tagli che l’Italia ha dovuto attuare in ogni campo da parte di tutti i ministeri, la CNI è stata forse finora sostanzialmente ‘graziata’. Questo è un merito che va principalmente alla sensibilità del MAE e alla Regione FVG. Ripeto, serve operare con senso di responsabilità e individuare i campi d’azione primari. E la scuola viene prima di tutto”.

Altre attività importanti?

“Sono sempre le attività che svolgiamo per la scuola. Le escursioni di studio per le elementari e per i maturandi, che si sono evolute in una nuova ottica interdisciplinare di contenuti culturali, assolutamente inaspettata rispetto ai classici viaggi scolastici che si facevano ancora alla fine degli anni ’90. Oppure ai seminari di aggiornamento professionale per i docenti delle scuole CNI. Quello estivo, ad esempio, frutto della collaborazione bilaterale Italia – Slovenia, organizzato con il Consolato generale d’Italia a Capodistria, l’Istituto di Cultura della Repubblica di Slovenia, noi UPT e UI, è un appuntamento che ogni anno segna un ulteriore traguardo per quanto riguarda l’eccellenza dell’offerta formativa”.

Il 115.esimo anniversario

I prossimi appuntamenti?

“Oltre alla mostra su Jannis Kounellis, in una location spettacolare qual è la Chiesa di san Paolo, nel centro storico di Cattaro, il 10 ottobre, per noi è molto importante l’evento che si svolgerà qualche settimana dopo a Trieste, ossia la Bancarella. L’UPT ha sempre aderito con grande interesse al Salone del libro dell’Adriatico orientale, ma questa sarà la prima volta che vi parteciperà come partner organizzativo assieme al Centro di documentazione multimediale della Cultura giuliana, istriana, fiumana e dalmata. E ciò nel 115 anno di vita del nostro ente, che è un ente che traccia anche la vita della città di Trieste e del suo territorio. A questo aggiungo che è per noi importantissimo il ricordo dei 50 anni di collaborazione con l’UI e la precedente Unione degli Italiani dell’Istria e di Fiume, ma penso anche ai 65 anni di Radio Capodistria, ai 90 anni di Fiume all’Italia, al centenario della Prima guerra mondiale, ai 60 anni dell’Unione degli Istriani e di tantissime altre ricorrenze. Ci sarà anche una sorpresa nel 2014… ma è ancora in cantiere”.

Vertici UI: persone molto capaci

L’UI ha un nuovo-vecchio presidente, penso a Furio Radin, un nuovo-vecchio capo della Giunta esecutiva, un organismo questo rinnovato solo in parte e un nuovo presidente dell’Assemblea. Il messaggio e gli auspici che vuole rivolgere loro?
“Non posso che augurare un buon lavoro ai due nuovi-vecchi presidenti Furio Radin e Maurizio Tremul e al ‘nuovo’ presidente dell’Assemblea Roberto Palisca e alla Giunta. Gli auspici rimangono quelli di una collaborazione aperta, sincera e costruttiva. Per un fine comune che è il bene della CNI. Conosco tutti i componenti e le loro capacità umane e professionali. Non ho dubbi in merito”.

Sì alla ricerca: è ridare dignità al passato

L’iniziativa che ricorda con maggiore piacere o che ha particolarmente a cuore?
“L’ho ribadito a Pola in occasione della commemorazione della strage di Vergarolla: sono cambiati i tempi. Penso che l’incontro alla Comunità Italiana e il successivo concerto all’Arena di Pola del 3 settembre 2011, con la partecipazione del presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano e del suo omologo croato Ivo Josipović sia stato l’evento più importante organizzato, che nei prossimi decenni rivestirà un ruolo storico sempre più forte per questa parte d’Europa. Con il loro congiunto discorso di pace, i due capi di stato hanno stimolato in maniera irreversibile il processo comune di amicizia e condivisione tra Italia e Croazia. L’UPT e l’UI devono rivendicare sempre con orgoglio di esserne stati gli organizzatori”.
“Tra le iniziative che ho più a cuore, l’essere stato chiamato a realizzare ‘IMAGO TRIESTE’, come curatore della collezione di Stelio e Tity Davia, insieme con quella che per me è stata forse la manifestazione clou degli ultimi anni. Mi riferisco alla biografica su Ottavio Missoni, in rappresentanza di uno dei quattro eventi per l’Italia del mese di aprile nell’ambito di Maribor capitale europea della cultura 2012, con il patronato del presidente Napolitano. È un evento che non dimenticherò mai, anche perché avevo conosciuto e collaborato con Missoni in varie occasioni diversi anni prima e gli ero particolarmente affezionato”.
“Inoltre, mi piace ricordare di essere stato chiamato come presidente di un ente super partes, apartitico, apolitico e a-ideologico, se così si può dire e so che non si può, a coordinare e organizzare un convegno sulla strage di Vergarolla nell’aula Aldo Moro della Camera dei deputati, il 13 giugno scorso, alla presenza degli onorevoli Marina Sereni, Laura Garavini ed Ettore Rosato, del prof. Roberto Spazzali, di Livio Dorigo e di Lino Vivoda, superstite della strage. Presenti le vicepresidenti della Regione Istriana, Viviana Benussi e Giuseppina Rajko, e l’allora presidente dell’Assemlea dell’UI, Floriana Bassanese Radin, oltre a diversi rappresentanti delle associazioni degli esuli. È stata un’impresa non facile, vista l’estrema delicatezza dell’argomento, che siamo riusciti a portare a termine senza offendere la sensibilità degli esuli e dei rimasti. L’ho detto a Roma e lo ripeto con convinzione: saremo sempre disponibili e pronti alla collaborazione e a dare il nostro apporto per iniziative pubbliche o scientifico-progettuali di ricerca tese a far conoscere meglio la tragedia dell’esodo in generale e le atroci vicissitudini che la popolazione autoctona italiana, dei rimasti e degli esuli, ha subito da parte del regime comunista dell’ex Jugoslavia al termine delle ostilità, per fare finalmente luce sugli accadimenti di Vergarolla e ridare, così, dignità al proprio passato”.
A proposito dei rapporti con le associazioni degli esuli, Somma evidenzia la continuità che c’è sempre tra l’UPT e i loro rappresentanti (presenti all’interno del Consiglio d’Amministrazione dell’ente). “Ora c’è indubbiamente una nuova fase, ma c’è una nuova necessità, quasi naturale, di attività condivisa, in primis tra esuli e rimasti. Se noi saremo, come spero, strumento utile di questa collaborazione e coesione, saremo ben lieti di dare il nostro contributo”.

Una lunga esperienza nella cura dell’immagine e della cartografia

Nato nel 1963, Fabrizio Somma ha iniziato a lavorare giovanissimo nel mondo dell’arte litografica ed editoriale parallelamente all’impegno professionale presso l’Università degli Studi di Trieste pur continuando i suoi studi triestini e diplomandosi all’Istituto Statale d’Arte “Enrico e Umberto Nordio”. Successivamente si è laureato al Corso di Scienze Politiche e Sociali. Ha partecipato a corsi di formazione a Fiume, Milano, Venezia, Torino, Napoli e Roma nell’ambito della biblioteconomia e catalogazione, fotocomposizione e comunicazione editoriale, gestione della programmazione turistica e culturale, comunicazione politica internazionale.
Componente dei gruppi di ricerca CNR dei professori Giorgio Valussi e Gianfranco Battisti su “Identità Regionale nel FVG” e “Ambiente-Impatto Vajont”, per più di vent’anni è stato quindi responsabile del laboratorio cartografico del Dipartimento di Scienze Geografiche e Storiche sotto la guida del professor Luciano Lago; al suo attivo il coordinamento dell’immagine e l’allestimento di più di quaranta esposizioni nazionali e internazionali di argomento storico, storico-artistico e cartografico-vedutistico, 18 delle quali in veste di autore e curatore. È autore di sette volumi monografici e diversi articoli su cartografia, arte della stampa e vedutistica del territorio triestino.
È fondatore dell’Assonautica Provinciale e del Centro Servizi Nautici di Trieste, nell’ambito del quale ha attualmente l’incarico di consigliere. Nel 1986 inizia a collaborare con l’UPT curando le collane del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, nel 1997 viene assunto all’ente triestino diventando prima responsabile editoriale, poi dal 2007 direttore organizzativo e nel 2013 delegato della Regione Friuli Venezia Giulia, nonché vicepresidente. Dal 13 marzo scorso è il 18.esimo presidente dell’UPT.
Dal 2003 è curatore della Collezione di stampe e vedute cartografiche di Stelio e Tity Davia.

Ilaria Rocchi

da “La Voce del Popolo” di Fiume

Un’ UPT più concreta, europea
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