POLA – Cattedrale piena in ogni ordine di posti, mercoledì sera nell’ambito del concerto di gala per l’apertura dell’11.esima edizione dell’Arena International – che si protrarrà fino all’8 agosto – il tradizionale laboratorio musicale che nei mesi estivi, alla Comunità degli Italiani locale, accoglie giovani e promettenti musicisti che in questo periodo hanno la possibilità di perfezionare la propria arte musicale, nel genere classica.
Ad inaugurare la manifestazione è stata la direttrice artistica del festival, Tatiana Šverko, la quale ha puntualizzato che questa iniziativa è finalizzata innanzitutto a dare spazio ai giovani musicisti che vogliono specializzarsi. “Questa edizione si differenzia da quelle precedenti – così la Šverko -, a partire in primo luogo dal repertorio che verrà presentato, ‘nuovo’ e diverso da quelli precedenti. Un ringraziamento particolare va ai docenti, dodici in tutto, che seguiranno il corso d’istruzione, nonché agli organizzatori dell’evento, l’Unione Italiana e l’Università Popolare di Trieste, e ai patrocinatori, la Città e la Comunità turistica di Pola, la Regione istriana, la Comunità turistica di Medolino e la Città di Dignano.” La presidente dell’Assemblea dell’UI, Floriana Bassanese Radin, nel rivolgersi ai presenti, ha fatto notare che non è facile arrivare all’undicesima edizione di una manifestazione, “per cui l’Arena International dimostra di avere serietà e qualità. È molto importante concedere la possibilità ai giovani di studiare, ancor più se si tratta di maestri di rilievo. È un ulteriore, importante passo per incentivare la cultura nella nostra regione.”
Infine, l’intervento di Silvio Delbello, presidente dell’UPT, che ringraziando la direttrice per il suo impegno e la sua abnegazione, ha puntualizzato che “la musica ci aiuta a vivere assieme e rappresenta la base della convivenza per una vita migliore. Lo conferma il folto numero di musicisti che prendono parte al concerto di questa sera.” – ha concluso Delbello.

IL CONCERTO Il galà ha avuto inizio con un commovente “Cantico a Maria” del compositore istriano Antonio Smareglia, per Coro di voci bianche ed organo, Coro composto per lo più del CSMC “L. Dallapiccola” – Sezione di Pola, accompagnato all’organo dal M.o Eugen Sagmeister e al flauto da Samanta Stell. Il Coro misto ha intonato poi il Corale della Cantata BWV147 “Jesus bleibet meine Freude” di J.S.Bach e il mottetto “Ave Verum corpus” di W.A.Mozart.
Gli artisti che si sono succeduti hanno svolto la loro trina musicale di volta in volta appassionata e piena di fascino, a seconda dei brani scelti a loro discrezione dalla letteratura musicale istriana e mondiale. Tra questi alcune pagine storiche di A. Smareglia, la romantica “Serenata di primavera” eseguita con sottile fascino dalla flautista Samanta Stell, e la toccante “Ave Maria”, uno dei suoi ultimi lied, nella suggestiva interpretazione del soprano Eleonora Matijašič, ambedue accompagnate, come tutti gli altri brani del repertorio “istriano” dalla pianista Tatiana Šverko.
Tre le composizioni del M.o Nello Milotti, il più fecondo degli autori istriani, che ha composto pagine sublimi che rispecchiano il suo amore per l’Istria tutta: “Fantasia concertante” per clarinetto e pianoforte, con il clarinettista Tadej Kenig, un miscuglio di virtuosismo e musicalità; “Perle d’Ocrida” con il flautista Cveto Kobal, e “La campana solitaria”, che il Maestro ha composto a soli 25 anni, eseguita dal soprano Maria Grazia Biancolin.

UN REPERTORIO INTERNAZIONALE Due le composizioni attuali, realizzate proprio per i complessi che le hanno portate in scena, come il quintetto Camerata polensis, formato da Annamaria Brhanić-flauto, Branko Škara-clarinetto, Denis Goldin-corno e Tatiana Šverko-pianoforte, Đeni Dekleva-Radaković; un linguaggio del tutto nuovo per l’ “Assimilazioni 1 e 2”, già presentata a Maribor alle Giornate della cultura italiana, e l’interessante “Un po’ di melanconia” di Laura Mjeda Čuperjani, che la giovane compositrice ha voluto dedicare al Duo Giulia Fonzari-clarinetto basso e Tatiana Šverko-pianoforte (prima esecuzione assoluta).
Frammisto al repertorio istriano c’era quello mondiale; il kappel-meister Eugen Sagmeister ha eseguito al grande organo della Cattedrale il “Choral vorspiel” di J. S. Bach, il Duo pianistico Irena Ristović e Mauro Zulian, che ha proposto una chicca jazzistica, il “Concertino su due temi russi” di A. Rosenblatt, magnificamente interpretata a 4 mani, il duo Delio Malpera-violino e Žarko Ignjatović-chitarra ha interpretato con grande passionalità una pagina de “L’ Estoria del Tango”, di Astor Piazzolla, infine il chitarrista Žarko Ignjatović ha interpretato “Due movimenti” – Larghetto e Vivace”, di Alojz Srebotnjak, e l’irruente violoncellista Dubravka Jančić ha interpretato (assieme alla pianista Irena Ristović) con veemenza “Elegia”, di Rudolf Matz. Gran finale con Coro ed Orchestra sinfonica per il conclusivo “O Fortuna”, da “Carmina Burana “ di Carl Orff, interpretato con magistrale bravura da orchestrali e coristi, con i conturbanti timpani, che hanno sottolineato le emozioni; un tripudio musicale, per chiudere gioiosamente la serata.

Fredy Poropat
Orietta Šverko

Un grande concerto per «Arena International»
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