Giuseppe_Tomasi_di_LampedusaFIUME | Con una conferenza sulla straordinaria opera letteraria di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e la proiezione del film “Il Manoscritto del Principe”, nel quale il regista Roberto Andò racconta gli ultimi quattro anni di vita del grande scrittore italiano, è stato inaugurato ieri al Dipartimento di Italianistica della Facoltà di Filosofia l’anno accademico 2013/2014. All’evento, che rientra nell’ambito della manifestazione Giornate della Cultura e della Lingua italiana, hanno preso parte il preside della Facoltà di Filosofia, Predrag Šustar, il console generale d’Italia a Fiume, Renato Cianfarani, il professore emerito Elvio Guagnini e il regista Roberto Andò, ambedue personaggi di spicco nel panorama culturale italiano, la prof.ssa Gianna Mazzieri Sanković, docente al Dipartimento di Italianistica, nonché Maurizio Tremul, presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana, e Fabrizio Somma, vicepresidente dell’Università Popolare di Trieste.
Predrag Šustar ha voluto salutare, in croato e in italiano, tutti i presenti e ricordare che ciò che caratterizza il Dipartimento di Italianistica della Facoltà di Filosofia è uno stretto legame e un rapporto di collaborazione con le istituzioni della Comunità Nazionale Italiana che operano in questi territori. Ha rilevato, inoltre, che i docenti hanno una grossa responsabilità soprattutto nei confronti dei giovani, augurando infine un “in bocca al lupo” agli studenti all’inizio del nuovo anno accademico.
Il console, Renato Cianfarani, ha sottolineato la necessità di rafforzare i rapporti tra Fiume e l’Italia, ovvero tra la Croazia e il Belpaese, considerandolo un obiettivo importante, e ha invitato tutti i presenti a seguire gli eventi che si svolgono nell’ambito della seconda edizione delle Giornate della Cultura e Lingua italiana.
Nel prosieguo, ai presenti si è rivolto il professor Guagnini, il quale si è soffermato sulla figura dello scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa e sul film che tratta gli ultimi anni della sua vita. Ha spiegato che Tomasi di Lampedusa è stato un personaggio veramente importante nella letteratura italiana del Novecento, mentre il suo unico romanzo, “Il Gattopardo”, rientra tra le opere chiave del secolo scorso. “Il film – ha rilevato Guagnini – mette in discussione la figura dello scrittore (appartenente alla più alta aristocrazia siciliana, che, tra gli altri, vantava pure il titolo di principe di Lampedusa) e tocca molte corde che non appartengono alla storia”. Come rilevato dal regista Roberto Andò, il film nasce dall’idea di raccontare il mistero di questo grandissimo scrittore italiano, di un intellettuale che, però, ha consumato la vita da spettatore e che spesso ha generato equivoci, in quanto appartenente all’aristocrazia. (hlb)

Un grande che trascorse la vita da spettatore
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