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Nel pomeriggio di ieri alla Comunità degli Italiani “Giovanni Palma” di Torre, si è svolto il primo incontro operativo per presentare l’idea relativa all’istituzione di un Ecomuseo dell’Istria sudoccidentale e delle sue potenzialità socioeconomiche L’idea nasce su proposta dell’Università Popolare di Trieste, in collaborazione con i sodalizi di Torre, Pola, Valle e Verteneglio. Il progetto ha già ottenuto l’approvazione del Comitato di Coordinamento delle attività a favore della Minoranza Italiana in Slovenia e Croazia e gode del pieno sostegno dell’Unione Italiana. L’idea del progetto è stata presentata da Fabrizio Somma, presidente dell’UPT, da Roberta Stojnić presidente della CI di Torre, da Gaetano Benčić del Museo di Parenzo, dall’architetto Elizabeth Foroni e da Giampiero Campajolo, esperto di tecnologie applicate alla promozione turistica. Roberta Stojnić ha salutato i numerosi ospiti che hanno presenziato a questo primo tavolo di lavoro dedicato alla possibilità di dare vita a un Ecomuseo che colleghi le particolarità del patrimonio storico-culturale dell’Istria, valorizzando l’apporto delle comunità italiane del territorio sia nell’ambito della promozione turistica che nella tutela storico-culturale. Alla riunione erano presenti il presidente dell’Unione Italiana, Furio Radin, la vicepresidente della Regione Istriana, Giuseppina Rajko, il consigliere della Regione Friuli Venezia Giulia Franco Codega, la sovrintendente ai beni culturali Lorella Limoncin Toth, il prof. Franco Crevatin dell’Università di Trieste, Denis Visintin direttore del Museo di Pisino, i vicesindaci di Umago e Buie, e i presidenti di varie comunità e della scuola “Dante Alighieri” di Pola. I rappresentanti della Regione Istriana e dell’FVG hanno evidenziato che più comunità ed enti aderiranno al progetto e maggiori saranno le possibilità di ricevere anche importanti finanziamenti dai fondi europei. Fabrizio Somma ha spiegato quali siano i principi di un ecomuseo citando Hugues de Varine, uno dei promotori di questo tipo di istituzioni, che nascono per valorizzare e rappresentare un territorio attraverso i suoi abitanti e la loro cultura, da ciò che hanno ereditato e da ciò che vogliono tramandare alle nuove generazioni e agli ospiti. Ha sottolineato in questo contesto che ogni ecomuseo è un’entità unica e irripetibile. Per quanto riguarda le quattro Comunità che hanno aderito all’iniziativa, Torre vorrebbe valorizzare il Castel e gli scavi archeologi della villa romana di Loron, che negli ultimi vent’anni ha suscitato l’interesse della comunità internazionale per il gran numero di bolli imperiali ritrovati sulle anfore e le tegole di questo sito archeologico sulle coste tra la baia di Santa Marina e baia Longa. Il comune di Valle presenterebbe le particolarità della sua sede medievale, l’incantevole Castel Bembo, e delle orme di dinosauro ritrovate sulle coste vallesi. Per Pola ovviamente il riferimento è al periodo romano e alla famosa Arena, mentre Verteneglio partecipa con il suo castelliere e i reperti risalenti al tardo neolitico e all’età del bronzo. A questo primo incontro e anche a tutte le prossime riunioni sono state invitate tutte le Comunità dell’area in questione, alle quali è stato richiesto di individuare sul territorio quali siano le particolarità che potrebbero rientrare nell’ambito di un ecomuseo. In autunno è previsto anche un primo workshop per formare le strutture organizzative necessarie per realizzare il progetto.

Sandro Petruz

da “La Voce del Popolo” di Fiume

Un ecomuseo dell’Istria sudoccidentale per valorizzare cultura e tradizioni
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