daniela_dapasZAGABRIA | L’esempio di Zara ha chiaramente fatto scuola. È stato lanciato qualche giorno fa un sondaggio on line per tastare l’interesse per l’apertura di un asilo italiano anche nella capitale croata. Sui tempi e i modi per portare a termine quest’operazione abbiamo parlato con la responsabile del progetto, nonché presidente dalla Comunità degli Italiani di Zagabria, la dottoressa Daniela Dapas.

Dott.ssa Dapas come è nata quest’iniziativa?

L’iniziativa è nata da una mia idea. Ad essere onesta questo è un desiderio che coltivo da circa dieci anni. Visto che sono anche madre di una figlia di cinque anni, volevo iscriverla a un asilo italiano, ma purtroppo ciò non si è rivelato possibile, cosa che mi ha molto delusa. Da quando sono presidente della CI, parlando con i nostri soci e con molta altra gente, ho notato il forte desiderio e l’interesse acciocché pure nella capitale ci fosse un asilo in lingua italiana. Zagabria è la città principale del Paese, per cui l’apertura di una scuola materna italiana è una questione anche di immagine europea. Per esempio nelle capitali vicine a noi, come Vienna e Lubiana, l’asilo italiano c’è, mentre qui da noi ci sono quelli americano, inglese, francese, tedesco, ma quello italiano no.

In che fase siete?

Siamo in una fase preliminare. Con questa indagine vogliamo vedere quanto è grande l’interesse per l’apertura dell’asilo italiano a Zagabria. Il quesito è rivolto a tutti, membri della Comunità, della maggioranza, alle aziende italiane che operano nella capitale croata, ecc… Il 25 febbraio è la data di scadenza del sondaggio, alla quale seguirà poi una breve presentazione presso la sede dell’Ambasciata italiana, durante la quale presenteremo i risultati. Nel caso non ricevessimo un numero sufficiente di risposte, prolungheremo il sondaggio per un altro mese.

Come sarà il programma dell’asilo che avete in mente?

Vorremmo fare una copia di quello che è stato fatto a Zara, cioè che l’amministrazione di Zagabria partecipi alla copertura di una parte delle spese come ha fatto l’amministrazione zaratina. Dalle notizie che ho, la Città desidera che l’asilo sia aperto anche ai croati e che ci sia un programma bilingue. Visto che le spese sono molto alte penso che andremo in questa direzione. Ho paura che un asilo solamente in lingua italiana non avrebbe i mezzi necessari per autogestirsi.

Avete parlato con le istituzioni cittadine competenti?

Concretamente ancora no, anche se credo che non dovrebbero esserci problemi perché siamo in buoni rapporti con il sindaco Milan Bandić e da quello che so, lui è molto attento alle questioni legate alle minoranze. Quindi con il primo cittadino non dovrebbero esserci problemi, a patto che, ripeto, l’asilo sia realizzato in linea con le leggi che regolamentano le scuole materne croate.

Da quello che sappiamo l’ambasciatore Emanuela D’Alessandro si è detta favorevole all’iniziativa e sta dando il suo contributo…

Non solo, è stata proprio lei ad avere l’idea di lanciare questo sondaggio! Il nostro desiderio è quello di gestire l’asilo con l’aiuto del governo italiano. Davanti a noi abbiamo un lavoro importante e impegnativo. Sto cominciando a documentarmi e, come ho detto, vorrei seguire il modello zaratino. Nella città dalmata hanno avuto diversi problemi; la gente era in parte contraria per questioni legate anche al nazionalismo. Però sono certa che qui a Zagabria questi problemi non ci saranno. Qui vedo porte aperte.

Quando potrebbe iniziare a operare l’asilo?

Adesso siamo in una prima fase. Se tutto andrà secondo i piani, secondo me nell’autunno del 2015 l’asilo potrebbe aprire i battenti, con i primi tre gruppi di iscritti.

Dopo la presentazione all’Ambasciata quali saranno i passi successivi?

Abbiamo tracciato una bozza del progetto e seguiremo questa falsariga. Dobbiamo studiare bene tutti i documenti necessari per avviare l’asilo. Vorrei inizialmente definire tutto nei dettagli, per essere preparati al meglio quando si dovranno richiedere i finanziamenti. Il passo successivo sarà quello di analizzare se acquistare un locale o prenderlo in affitto; si dovranno calcolare poi le spese per un asilo di tre gruppi, vedere se avremo il sostegno del governo italiano, quanti saranno gli sponsor e delineare il ruolo dell’amministrazione di Zagabria.

Chi altri ha interpellato?

Ho parlato con il presidente dell’Unione Italiana e deputato CNI al Sabor, Furio Radin, che è molto interessato alla questione. Ho contattato anche il direttore generale dell’UPT, Alessandro Rossit, e il vicepresidente Fabrizio Somma, i quali mi hanno espresso il loro pieno appoggio, consigliandomi di studiare bene se vi è la possibilità di ricevere fondi europei. Sono molto ottimista perché da tutte le parti il semaforo è verde!

Marin Rogić

da “La Voce del Popolo” di Fiume

Un asilo italiano anche a Zagabria?
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