FIUME – È un affettuoso e dovuto omaggio interamente dedicato al prof. Sergio Molesi – storico e critico d’arte triestino che per tre decenni ha seguito con attaccamento le sorti e l’evoluzione delle arti figurative della CNI – il numero 183 della “Battana”, la rivista trimestrale di cultura del Gruppo nazionale italiano.
Venuto a mancare l’anno scorso, di Molesi la rivista propone una selezione di saggi dedicati al mondo artistico della CNI, e prima ancora un ritratto umano di questo intellettuale generoso, onesto, acuto, brillante e appassionato, da parte della prof.ssa Erna Toncinich, sua stretta collaboratrice ed amica.
Come fa notare nella premessa la caporedattrice Corinna Gerbaz Giuliani, Molesi “è stato una presenza costante nella vita artistica triestina, giuliana… si è prodigato per il mantenimento dell’identità linguistica e culturale della minoranza in Croazia e Slovenia…” Di particolare interesse è stata la sua collaborazione con l’Unione Italiana di Fiume e l’Università Popolare di Trieste, in cui ha creduto fermamente. Impegnato costantemente come commissario di giuria al Concorso d’Arte e Cultura “Istria Nobilissima”, ha profuso fino all’ultimo la sua sottile cultura e visionarietà, realizzando, a quattro mani assieme alla prof.ssa Toncinich, la splendida monografia dedicata a Romolo Venucci.

RICORDI PERSONALI DEL PROFESSORE E proprio questa indefessa animatrice culturale in “Sergio Molesi, il Professore” riporta i suoi ricordi personali, illustrando non solo il suo grandissimo sapere che profondeva a piene mani e senza risparmiarsi, ma pure la signorilità dell’uomo, l’originalità, la giovialità e lo spirito del personaggio; come quando facendo da guida ai ragazzi in una delle tante gite culturali, a Roma, dovendo far attraversare loro una via di grande traffico “… munito di una specie di trombetta, in mezzo alla strada, salutando e ringraziando gli automobilisti che si erano fermati, aveva fatto sì che i ragazzi potessero attraversarla senza pericolo alcuno”.
La rassegna saggistica di Molesi continua con il suo scritto dedicato ai cent’anni dell’UPT, nel quale offre uno spaccato storico della ricca ed articolata attività dell’ente culturale triestino, teso ad educare alle varie discipline visive, artistiche e professionali con l’ausilio di nomi significativi della cultura triestina. A partire dagli anni Sessanta, l’Ente si assunse l’impegno di conservare e promuovere la cultura del Gruppo Nazionale Italiano dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia con seminari dedicati alla didattica e alla letteratura della lingua italiana per gli insegnanti delle scuole della CNI, con l’istituzione di premi in campo culturale, che nel 1971 sfociarono nel Concorso d’Arte e Cultura “Istria Nobilissima”, con viaggi d’istruzione in Italia e mostre di artisti italiani in Istria. Risale al 1975 la prima mostra collettiva degli artisti della CNI a Grado e, la seconda, nel 1978 a Villa Manin. Veicolo di promozione degli artisti della CNI furono e sono tuttora i Premi promozione, che si traducono in mostre personali, pubblicazioni letterarie (e anche CD).

ANALISI E DIAGNOSI DEGLI ARTISTI NOSTRANI Nei testi connessi alla Prima, alla Seconda e alla Terza mostra degli artisti istro-quarnerini, Molesi traccia una precisa e dettagliata analisi-diagnosi della situazione artistica nostrana, seguita da dossier di ogni singolo pittore in cui segna non solo i dati biografici e formativi, ma pure la caratterizzazione stilistico-contenutistica di ogni autore. Ne risulta, quindi, un quadro fotografico utilissimo, antologico, che riflette puntualmente e con grande maestria la panoramica poetica e creativa delle nostre energie pittoriche più rappresentative. Seguono ancora i testi pubblicati sulle tante antologie di “Istria Nobilissima” e infine lo scritto “Romolo Venucci torna in Cittavecchia”, nel quale spiega, a differenza del pensiero (epidermico?) della maggior parte della critica croata, che le immagini inerenti al vecchio nucleo cittadino del Venucci non sono delle semplici immagini documentarie, bensì esse furono vissute impressionisticamente, “furono animate dal colorismo di ascendenza espressionista e fauvista e disciplinate nel rigoroso impianto disegnativo desunto dall’esperienza novecentista e cubista”.

LEGGENDE PER RAGAZZI, MA NON SOLO La “Battana” si conclude con il saggio di Gianna Mazzieri Sanković dedicato a “Dalla terra al cielo”, favole e leggende raccolte viaggiando in Slovenia, Croazia, Serbia, Bosnia-Erzegovina e Macedonia slava, di Giacomo Scotti, che come tante altre sue pubblicazioni rientra nella letteratura per ragazzi, ma non solo. Come fa notare l’autrice, Scotti si propone di far conoscere un repertorio di storie, culture e tradizioni popolari spesso trascurate, che rivelano la fantasia plastica, mobile ed affine di genti che si dichiarano distanti e distinte. Le fiabe che pullulano di motivi nostrani e stranieri, di miti pagani e di motivi cristiani, sono scritte in un linguaggio facile e scorrevole.
“Volutamente lontana dai problemi quotidiani e dal mondo tormentato, la raccolta si chiude con messaggio di pace e di serenità”, conclude Gianna Mazzieri Sanković.

Un affettuoso omaggio a Sergio Molesi
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