MOSTRA_TRIESTE_04

FIUME Da un passato per molti aspetti condiviso anche la prospettiva di un futuro comune nello spirito europeo. È un po’ questo il messaggio che scaturisce dalla mostra “Trieste dalla Serenissima al Futuro. La città e il suo territorio attraverso le stampe e le vedute della collezione di Stelio e Tity Davia e gli scatti digitali di Marino Sterle”, che è stata inaugurata ieri sera all’Archivio di Stato a Fiume. Un omaggio a Trieste e alla preziosa collezione di Stelio e Tity Davia, che la fa conoscere nel mondo attraverso il suo volto storico e la sua evoluzione, ma anche all’arte fotografica di Marino Sterle, che ha saputo coglierne quello del nuovo millennio. Insomma, un viaggio ideale dallo ieri all’oggi.

E dopo aver fatto il giro di diverse città italiane e non solo, reduce dal successo a Perasto, in Montenegro, approda nell’ex villa arciducale a Fiume, a cura di Fabrizio Somma, frutto di una straordinaria sinergia tra istituzioni.

Supporti di rilievo

Infatti, l’iniziativa, che si avvale del sostegno del Ministero degli Affari esteri italiano, è dovuta al Consolato generale d’Italia a Fiume e all’Università Popolare di Trieste, ed è stata organizzata in collaborazione con l’Unione Italiana, la Collezione Stelio e Tity Davia, la Comunità degli Italiani di Fiume e l’Archivio di Stato di Fiume, con l’alto patronato del Presidente della Repubblica italiana nell’ambito del Semestre di Presidenza italiana dell’Unione Europea, il patrocinio dell’Università degli Studi di Trieste, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno. Da rilevare, inoltre, che l’evento si fregia del logo di EXPO Milano 2015 e che in pratica chiude quest’intensa edizione della manifestazione Cultura italiana a Fiume che, promossa dal Consolato generale, è iniziata nell’ottobre scorso, con ospite il cantautore romano Simone Cristicchi.

Testimonianza di interesse

Pubblico numeroso, ieri sera, tra il quale anche studenti della Scuola media superiore italiana e del Dipartimento di Italianistica dell’Università di Fiume, che con l’ateneo triestino ha, tra l’altro, intensi rapporti. All’apertura, il console generale d’Italia, Renato Cianfarani, ha rilevato la bella collaborazione instauratasi tra istituzioni italiane e croate.
È una testimonianza dell’interesse ad approfondire la conoscenza reciproca e soprattutto quella della cultura e del modo di vivere, ha fatto notare Cianfarani, il che contribuisce e rafforza i legami “già esemplari tra i due Paesi, sempre più vicini, con rapporti eccellenti già prima dell’ingresso della Croazia nell’Unione europea e ora ancora migliori anche grazie alle iniziative del Semestre di Presidenza italiana del Consiglio Ue, che vede, tra le numerose battaglie comuni, quella per l’Adriatico”.

Fiume e Trieste, tanto vicine

Il direttore dell’Archivio di Stato, Goran Crnković, ha ricordato le diverse somiglianze tra Fiume e Trieste, tant’è che “se ci fosse l’autostrada potremmo dire che Trieste comincia dalla periferia di Fiume, e viceversa”. Tante cose che le rende vicine, dalla dominazione asburgica al mercantilismo, alla marineria, al commercio e all’industria… “Ma non abbiamo mai avuto l’opportunità di instaurare buoni scambi culturali, nell’Ottocento perché erano diventate una specie di rivali nella partita per il dominio dei commercio, poi a causa dei totalitarismi che hanno afflitto il Ventesimo secolo. Ora è finalmente giunto il momento per avvicinarsi di più anche culturalmente”, ha detto Crnković, che si è complimentato con la signora Tity Davia, presente in sala, senza il cui amore per Trieste non sarebbe nemmeno nata questa splendida collezione.

Legami profondi

Il consigliere della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Emiliano Edera, ha porto i saluti anche della presidente Debora Serrachiani e del presidente del Consiglio regionale, Franco Iacop, confessando di sentirsi particolarmente emozionato ad assistere all’evento proprio alla luce dei profondi legami tra Fiume e la vicina Trieste, ma anche perché una parte della sua famiglia ha origine da questa terra. Orietta Marot, presidente della Comunità degli Italiani di Fiume e del Consiglio per la minoranza nazionale italiana della Regione litoraneo-montana, ha ringraziato gli organizzatori, in primis il Consolato generale e l’UPT, per aver fornito alla città e ai connazionali dei contenuti culturali di grande spessore. In sala pure il vicepresidente e il direttore generale dell’UPT, rispettivamente Manuele Braico e Alessandro Rossit, la capodipartimento di Italianistica, Gianna Mazzieri Sanković, e il maestro della fotografia, Marino Sterle.

La grande passione dei Davy

Le oltre sessanta preziose e uniche vedute e stampe esposte, alle quali si aggiunge una decina di immagini realizzate da Sterle – di cui quattro composizioni che rappresentano la città, sono state esposte in Taiwan, Cina e Olanda –, delineano quello che è stato lo sviluppo di Trieste, una città storicamente rilevante. “L’esposizione rappresenta parte di qualcosa che abbiamo messo in atto tempo addietro – ha spiegato il presidente dell’UPT, Fabrizio Somma, curatore della rassegna, esperto di vedutistica e incisione del repertorio iconografico triestino e storico amico della famiglia Davia –, ovvero trasmette, indiscutibilmente, la grande passione con cui Stelio e Titi Davy hanno lavorato a questa collezione che ha regalato una nuova immagine della nostra Trieste e del suo territorio, guardando, al contempo, con lungimiranza all’instaurazione dello spirito multiculturale che contraddistingue l’Europa. Per quanto riguarda la scelta del nome, vorrei sottolineare che anche se Trieste non è mai stata sotto la Repubblica di Venezia, quest’ultima ha avuto su di essa una forte influenza. Quest’allestimento – ha ribadito – è un ponte che approfondirà ulteriormente i legami storici della nostra regione con il capoluogo giuliano”.

Il «modo di essere» di Trieste

La mostra consente di seguire l’evoluzione del territorio e della città di Trieste, nonché delle modifiche ambientali dovute anche agli sbancamenti e alle realizzazioni dei borghi del Settecento e dell’Ottocento e per la realizzazione del portofranco, ma soprattutto, come si diceva, la sua cultura, il suo modo di essere. “Sento l’obbligo di ricordare il merito di Stelio Davia, noto collezionista e antiquario triesitino – ha aggiunto Somma –. A lui il merito dei risultati e riconoscimenti ricevuti da enti e istituzioni italiane e internazionali e per aver permesso attraverso la sua raccolta storica, con la sensibilità e la disponibilità al prestito tramandata alla moglie Tity, di poter rappresentare e confrontare l’imago antica di Trieste tra le opere litografiche e incisorie del Seicento veneziano, dell’Ottocento imperiale asburgico e le immagini digitali della città d’oggi rivolta al futuro di Marino Sterle.

Passato glorioso

Un’iniziativa nella quale abbiamo creduto, con l’intenzione di far ‘vivere e conoscere’ una nuova immagine della nostra amata Trieste e del suo territorio che, ormai senza soluzione di continuità o confini, può e vuole esprimere con i Paesi vicini, lo spirito multiculturale di questa nostra grande Euroregione”. In altre parole, si recupera, riscopre e valorizza un passato glorioso per poter progettare un futuro altrettanto grandioso.
La mostra “Trieste. dalla Serenissima all’Impero…” rimane in visione all’Archivio di Stato a Fiume fino al 12 dicembre.

Ilaria Rocchi

da “La Voce del Popolo” di Fiume

Trieste, vedute rare e uniche di una città
0.00(0 votes)
Comment(0)