Cattaro
CATTARO – Si intitola “Trieste dalla Serenissima all’Impero attraverso le vedute della Collezione di Stelio e Tity Davia” l’esposizione inaugurata sabato scorso al museo di Perasto in Montenegro, che ha visto la partecipazione della delegazione FVG e cui hanno preso parte il consigliere regionale Emiliano Edera, il presidente dell’Università Popolare di Trieste, Fabrizio Somma, le autorità locali insieme all’ambasciatore Italiano in Montenegro, Vincenzo del Monaco e al direttore dei Musei UCO Kotor, Andro Radulović.

L’iniziativa è il risultato della collaborazione tra l’UPT, il ministero degli Affari esteri, la Comunità Italiana in Montenegro, il Museo di Perasto, l’Unione Italiana, l’Ambasciata d’Italia a Podgorica (Montenegro) e la Città di Cattaro.
“La mostra – ha detto Radulović – è un omaggio alla rassegna di Stelio e Tity Davia ed è il frutto di una cooperazione sempre più consolidata tra l’UPT e la Comunità Italiana in Montenegro. Il Museo, insieme alla città di Perasto, sono l’emblema della cultura del passato. Lo stesso passato che ha scritto le pagine della storia di due Paesi che si affacciano sullo stesso mare. Rappresenta, quindi, un promemoria indispensabile per non dimenticare e per poter costruire insieme un futuro più luminoso”.
Vincenzo del Monaco ha lodato la città di Trieste attraverso le parole dello scrittore triestino Claudio Magris e ha sottolineato che “questa mostra rappresenta l’inizio della 14ª Settimana della lingua italiana nel mondo e può essere quindi un omaggio all’Italia e soprattutto alla città di Trieste”.
Il valore simbolico e allo stesso tempo pedagogico dell’esposizione è emerso anche dalle parole del presidente della Comunità Italiana in Montenegro, Aleksandar Dender: “Quest’evento è per noi molto importante perché delinea quello che è lo sviluppo di Trieste, una città storicamente rilevante”.
“Questa mostra è un grande onore – ha dichiarato il dottor Elias Lalošević, professore presso la Facoltà di Architettura di Podgorica – in quanto rappresenta la forte speranza che questi primi passi possano essere soltanto l’inizio di un cammino comune tra i due Paesi della costa adriatica.”
Una cooperazione auspicata anche dal consigliere regionale FVG, Emiliano Edera, il quale ha ribadito che “l’iniziativa ha dimostrato un forte legame tra il Montenegro e l’Italia. Un legame che deve continuare. I nostri due Paesi dovrebbero collaborare dal punto di vista culturale, politico ed economico. Per questa ragione saremmo onorati di portare a Trieste alcuni dei giovani artisti montenegrini, dimostrando così che la cultura non ha confini”.
“L’esposizione rappresenta parte di qualcosa che abbiamo messo in atto tempo addietro – ha precisato il presidente dell’UPT, Fabrizio Somma –, ovvero trasmette, indiscutibilmente, la grande passione con cui Stelio e Titi Davy hanno lavorato a questa collezione, che ha regalato una nuova immagine della nostra Trieste e del suo territorio, guardando, al contempo, con lungimiranza all’instaurazione dello spirito multiculturale che contraddistingue l’Europa. Per quanto riguarda la scelta del nome – ha proseguito Somma –, vorrei sottolineare che anche se Trieste non è mai stata sotto la Repubblica di Venezia, quest’ultima ha avuto su di essa una forte influenza”.
Ha chiuso la manifestazione il vicepresidente del Comune di Cattaro, Tvrtko Crepulja.
“Quest’allestimento – ha spiegato – è un ponte che approfondirà ulteriormente i legami storici della nostra regione con il capoluogo giuliano”.
Al termine della cerimonia, a Tity Davia e al curatore Fabrizio Somma sono state consegnate delle targhe ricordo con l’Alabarda del Comune di Trieste in segno di riconoscimento e di apprezzamento per l’impegno profuso.

da “La Voce del Popolo” di Fiume

Trieste secondo Stelio e Tity Davia
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