“Trieste è la Filadelfia d’Europa, la città tipica dei pionieri del nostro vecchio continente, il porto in cui i naufraghi trovano ricetto e una nuova promettente vita”.
Così scriveva nel 1807 il conte Charles-Albert de Moré (1786-1818), combattente nella guerra d’indipendenza americana al fianco di La Fayette, descrivendo la città che suo fratello aveva scelto come nuova patria. Ed è uno scorcio di questa Trieste d’inizio XIX secolo, insieme con panoramiche dell’evoluzione della città fino a oggi, che offre la mostra “Trieste dall’emporio al futuro. La città delle stampe di Stelio e Tity Davia agli “scatti” di Marino Sterle”, che s’inaugura stasera alle 18 all’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria (via Preobrazenska, 4).
La realizzazione dell’esposizione si deve alla possibilità di accedere, da parte del curatore, Fabrizio Somma, all’importantissima collezione di stampe e vedute cittadine di Stelio e Tity Davia. Somma, esperto di vedutistica e incisione del repertorio iconografico triestino e storico amico della famiglia Davia, ha trasposto nella mostra tutta la sua esperienza e la sua sensibilità in quanto curatore da quasi vent’anni della raccolta, che ha catalogato e aiutato ad arricchire in questi ultimi tempi.
L’evento è organizzato dall’Università Popolare di Trieste, dall’Unione Italiana, dall’Ambasciata d’Italia a Zagabria, dall’Istituto Italiano di Cultura e dalla Collezione Stelio e Tity Davia, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Trieste e del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, nonchè con la collaborazione della locale Comunità degli Italiani e l’editrice La Mongolfiera, che ha raccolto in un volume la rappresentazione della città tra ieri e oggi.
La mostra rimarrà aperta fino al 22 febbraio.

TRIESTE Dall'emporio al futuro, in mostra a Zagabria
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