Missione possibile: studiare, vincere e viaggiare. Spieghiamo al dettaglio. Il libro dato è Alexandria d’Africa di Walter Eric, pubblicazione Mondadori, la vittoria è quella conseguita al quiz “La magia delle parole”, gara divertente e strategica voluta dall’Unione Italiana in collaborazione con l’Università Popolare di Trieste, per indirizzare i ragazzi verso la conoscenza della lingua italiana attraverso letture mirate, il tutto coadiuvato da preziose preparazioni di chi l’italiano lo insegna quale missione quotidiana presso le scuole della Comunità nazionale italiana. Infine, dicevamo, il viaggio-premio. È quello fatto a Padova, la città del Santo e del grande passato culturale e artistico, del turismo internazionale.
Si sono resi protagonisti di questo piacevole percorso didattico-culturale il gruppo di alunni delle classi ottave (A e B) della Scuola elementare italiana “Giuseppina Martinuzzi” di Pola, appena reduci dall’esperienza in terra patavina (visitata accompagnati dalla direttrice dell’istituzione, Susanna Cerlon). Ed eccola qui la squadra vincente, quella che ha giocato in casa all’ultima edizione del quiz di fine 2012 alla Comunità degli Italiani di Pola e che è riuscita a spuntarla tra una concorrenza spietata di 14 squadre, per non dire del duello mozzafiato assieme ai finalisti della “Gelsi” di Fiume. I colori di Pola sono stati difesi con … onore e batticuore da Marika Delmonaco ed Elen Zukon Kolić (investite di ruolo di “supervisori” del gruppo), Paola Giorgi, Marin Maurovic, Mihaela Katačić, Greta Stocco, Elis Mikac, Romana Radetić, Iris Barbalić, Ivan Laci Juhas, Alan Močinić. Squadra emersa per il sapere, per le capacità memoniche, per il talento nella concentrazione, checché se ne dica, mentre si sa, il grande lavoro nell’ombra è quello didattico-formativo di ogni giorno, portato avanti dalle insegnanti di lingua e letteratura italiana presso la scuola di Pola, Susanna Svitich e Ingrid Ukmar Lakoseljac. Nel caso della magia delle parole, la preparazione, i suggerimenti strategico-vincenti sono quelli dati dell’insegnante Susanna Svitich, che rifiuta di arrogarsi i meriti e colloca in primo piano l’impegno e l’abilità dei ragazzi, in particolare lo spirito di gruppo, la collaborazione, l’affiatamento, i suggerimenti, la consultazione reciproca, che hanno coinvolto proprio tutti nella comune missione.
Nel “dopo gita”, incontriamo a scuola il gruppo di esperti di “magia delle parole” e si scopre con loro anche un po’ di magia di Padova, vissuta per due giorni. Quanto almeno basta per intuire la grandezza della città. Fieri della vittoria, ci dicono che la mattina del 21 marzo si era venuti a scuola “in tempo” per imbarcarsi sul bus e raggiungere l’ambita meta. A sentire le impressioni tutto, ma proprio tutto è stato degno di attenzione: la Torre della Specola, l’antico osservatorio e i suoi cannocchiali, la maestosa Basilica di Sant’Antonio con le sue reliquie, la Cappella degli Scrovegni dipinta da Giotto, Piazza dei Signori, della Frutta, delle Erbe (che i ragazzi hanno ribattezzato in … delle Verdure), gli spettacoli dei laureati con le feste mascherate, la tradizione dell’augurio “in bocca alla balena”. En passant, come si pensa: cosa differenzia Padova da Pola?
“Più grande, più pulita, più vita, più studenti. Più tutto.” Momenti speciali e simpatici: il gran divertimento nel Prato della Valle, l’approccio ravvicinato con …le anatre sotto la Specola e tanto altro ancora.
Riponendo Padova nel cassetto delle esperienze più memorabili, si ripesca invece “La magia delle parole”. Che dire della nostra gara? È semplice? Risposte dei ragazzi: Facile! … Macché facile … Cosa vai dicendo? Non ricordi come eravamo eccitati … e nervosi! Un solo minuto di tempo per venirne a capo e rispondere alla giuria. E poi tutta quella confusione e tifoseria. Tanti ragazzi in così poco spazio. Ci vorrebbe più posto, più disciplina. Ma è stato divertente”.
Suggerimenti da demandare ai promotori e organizzatori del quiz? “Continui così com’è, che è bello. Spassoso”.
Che insegnamento si ha avuto da “La magia delle parole”? Il merito del trofeo parte in fin dei conti dalla lettura. Allora, leggere giova? “Eccome!” A parte le letture domestiche obbligatorie, nel tempo libero ci stanno anche dei libri in lingua italiana? Risposta (meno male) affermativa, con in allegato la confessione scontata: sua maestà Internet ha il sopravvento. Ad ogni modo, nell’Anno Domini 2013, si legge ancora spontaneamente. Cosa? “Il Codice da Vinci”, “Robinson Crusoe”, Elogio alla bruttezza”. Generi gettonati: il racconto realistico, il thriller, il giallo e l’horror. Una storia della buona notte di Stephen King sembra faccia cullare. E sognare, perché l’età è giusta per mettersi alla prova, imparare ad accettare sé stessi, sfidare i timori e rincorrere emozioni. Emozioni
in rosa e in “noir”, emozioni adolescenti, “miste”, belle, stimolanti come al quiz che dopo lo stress fanno crescere e maturare, anche troppo in fretta. Difetto, pregio e vantaggio delle odierne generazioni.

Arletta Fonio Grubiša

Studiare, vincere, viaggiare: obiettivo raggiunto
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