Sono 877 le proposte di modifica della Legge di stabilità che non hanno passato il vaglio di ammissibilità sulle 1.558 presentate. L’annuncio è stato dato dal Presidente della Commissione, Giancarlo Giorgetti (Lega). Del gruppo dei “bocciati” fanno parte anche gli emendamenti per ripristinare i finanziamenti alla CNI e agli esuli. Una notizia che nel giro di poche ore si è trasformata in una vera e propria “doccia fredda” anche per la Comunità Nazionale Italiana e gli esuli giuliano-dalmati. Entrambe le realtà, da lunghi decenni impegnate in una ricca attività tesa a mantenere in vita l’identità italiana in questi territori promuovendo iniziative volte a promuovere la cultura italiana e la lingua nella quale questa si esprime, dopo il mancato inserimento del rifinanziamento delle Leggi 72/2001 e 73/2011 confidavano appunto negli emendamenti presentati senza distinzione di colore politico da quasi tutte le forze parlamentari per vedersi assicurata una fondamentale “boccata di ossigeno”.
Ma così non è stato. Senza entrare nel merito, la Commissione Bilancio della Camera ha infatti dichiarato inammissibili tutti gli emendamenti tanto preziosi per poter proseguire con la realizzazione di una progettualità altrettanto preziosa. Uno stop che ora si cercherà di superare. Per farlo, da quanto si apprende, si sta già lavorando e in questo senso già vengono annunciati ricorsi dei parlamentari in sede di Commissione. I tempi comunque sono molto stretti tenuto conto da fonti parlamentari viene confermato che il ddl approderà in aula, martedì 13 novembre.
Entro quella data dovranno pertanto essere conclusi i lavori in sede referente presso la Commissione Bilancio, dove è slittata a venerdì 9 novembre, la presentazione degli emendamenti con i quali i relatori di maggioranza intendono riscrivere i capitoli principali della Legge di stabilità. Lo ha riferito Amedeo Ciccanti, relatore Udc per la legge di bilancio, in una pausa dei lavori. I deputati avranno quindi a disposizione tutta la giornata di sabato per analizzare le proposte di modifica, il voto in Commissione inizierà domenica 11 per concludersi al più tardi lunedì 12 novembre, alla vigilia, appunto, dell’approdo in aula. Non è nemmeno esclusa l’ipotesi fiducia: fonti ministeriali e di governo ribadiscono che l’Esecutivo potrebbe alla fine decidere di inserire in un maxiemendamento l’intero pacchetto di novità e porre il testo al voto del Parlamento con la fiducia. E lo stesso premier, Mario Monti, si sarebbe riservato di decidere alla fine sulla base del percorso parlamentare. (chb)

Sostegno bipartisan, contro l'inammissibilità
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