Nordio“Siamo tutti fotografi che, attraverso continue istantanee della realtà, raccontiamo il mondo attraverso il nostro occhio”. Simone Cristicchi, ospite ieri al liceo artistico Nordio, ha aperto così l’incontro con gli studenti. Un appuntamento organizzato dall’Università Popolare, dalla Federesuli, dall’Associazione delle Comunità istriane e dall’Anvgd insieme alla scuola, per far ascoltare ai ragazzi il poliedrico percorso dell’artista romano. Cristicchi infatti vanta un passato da fumettista accanto a uno dei più grandi maestri italiani del disegno satirico, Benito Jacovitti.

E’ stata un’istantanea buia a dare avvio alla sua storia artistica: “Ho perso mio padre negli anni dell’adolescenza – ha raccontato Cristicchi – E’ stato questo dolore a portarmi a rifiutare il mondo in cui vivevo e a crearmene un altro, bellissimo, immaginario, con cui riempire il vuoto che portavo dentro”. Talentuoso nel disegno tanto da ricevere un’offerta di lavoro dalla Comic Art appena sedicenne, volle conoscere l’artista che per lui rappresentava il modello cui tendere, Jacovitti, di cui sapeva riprodurre ogni fumetto a perfezione. Ben presto divenne suo allievo, ma a una condizione: “Mi disse di non volere una fotocopiatrice umana e di ripresentarmi da lui con il mio stile, la mia unicità. Le sue parole rappresentarono per me una svolta”.

Imboccata la strada della tecnica espressiva individuale, fu il momento dell’incontro con la musica: “Un’estate in cui dovetti rimanere in casa a studiare per recuperare delle insufficienze a scuola, trovai una chitarra. Imparai a suonarla e a trasporre in musica le storie che inventavo e disegnavo con i fumetti”. I cortometraggi, come li ha definiti, che uscivano dalla sua chitarra, lo portarono ancora in un’altra direzione: quella della memoria. “Volevo raccontare storie vere attraverso la voce di chi ne era stato protagonista, e riempire i silenzi creatisi attorno a quelle vicende”. Di qui la ricostruzione della vita nei manicomi, il recupero della storia del nonno Rinaldo, giovane soldato nella guerra di Russia del 1941, fino al “silenzio oltraggioso” sugli esuli che Cristicchi ha raccontato nel “musical civile” “Magazzino 18”, come il luogo dove ancora stanno accumulate le masserizie degli esuli.

“Ciò che voglio trasmettervi è il valore del patrimonio umano rappresentato dai testimoni ancora in vita e dalla loro memoria. Il passato ci racconta tanto del presente e, per coglierlo, dovete essere curiosi”. Questo il principale messaggio lanciato ai ragazzi, visibilmente rapiti dalle sue parole: “Siate curiosi, apritevi all’altro, ascoltate: da ciò possono emergere punti di vista inediti, personali, e quindi artistici, sulla realtà”.

di Vanessa Maggi

"Siate curiosi del passato, dentro c'è il presente"
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