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TRIESTE “Protagonisti senza protagonismo. La storia nella memoria di Giuliani, Istriani, Fiumani e Dalmati nel mondo”: è il titolo dell’opera di Viviana Facchinetti, tre volumi che contengono le interviste a circa quattrocento persone raccolte nei viaggi dell’autrice in Australia, Sudafrica e Canada, ora riediti in un unico corposo libro per “La Mongolfiera editrice”, presentato all’Associazione delle Comunità Istriane di Trieste.

La terra rossa sulla tomba

“Tra le tante testimonianze raccolte c’è quella di Silva Perini di Capodistria, che portò la terra rossa dell’Istria in Canada, a Chatham sulla tomba del padre, per farlo sentire più vicino a casa. Il progetto editoriale – racconta la Facchinetti – nacque nel 1998”. Partì in veste di cronista con l’impegno di raccogliere storie e memorie che le persone avevano conservato nel cuore e in qualche vecchio baule. Si trattava di risistemare una passeggiata nei ricordi, che spesso avevano una cronologia zigzagante. Andò a Sidney, a Los Angeles, a Canberra, nell’Ontario, a Toronto, a Pretoria, Johannesburg e in tanti altri posti lontanissimi. Intervistò persone semplici e autentici protagonisti, come l’ammiraglio Straulino.

Un’emigrazione sofferta

Ne emerse un’emigrazione sofferta e ampiamente sconosciuta di persone che si raccontavano con grande pudore e dignità: fatti comuni come i lunghi viaggi, i centri di raccolta, i permessi, i contingenti, il controllo contro le malattie, i cartellini al collo come bestie. “Non come oggi, che chiunque entri nel nostro Paese senza permessi, senza alcun controllo, viene comunque preso in carico, assistito e mantenuto. A quel tempo non potevi rifiutare il lavoro. Se non lavoravi non potevi uscire dal campo, cercarti una casa e comunque dovevi rispettare le regole e imparare la lingua. “La storia de un xe la storia de tuti – cita la Facchinetti –, ma i particolari e la commozione sono intimamente dei singoli”.

Verso le miniere del Sudafrica

E ancora ricorda come fossero richieste le prestazioni degli Istriani, grandi lavoratori, seri ed esperti in agricoltura. Il volume reca una parte dedicata ai tanti lussignani i quali, come ha raccontato la mostra recentemente allestita al Museo della Civiltà Istriana di Trieste a cura di Rita Cramer Giovannini, a seguito del crollo della cantieristica verso il 1870, dall’isola andarono da veri pionieri, con le famiglie al seguito, in Sudafrica dove sapevano essere state scoperte nuove miniere d’oro.

Tappe della vita

Attraverso le pagine del libro si sono ritrovate persone che si conoscevano e si erano perse di vista per sessanta lunghi anni. Un corredo di 300 foto illustra queste tappe della vita di tanti esuli per il mondo, mentre la copertina del volume è opera di Paolo Marani.

Rossana Poletti

da “La Voce del Popolo” di Fiume

Senza protagonismo
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