Una breve cerimonia di benvenuto in una sala dell’edificio principale dell’Università di Trieste, una conferenza introduttiva, il tutto secondo una prassi collaudata che rende quanto mai operativo l’appuntamento con i Seminari annuali destinati alle scuole dell’Istria e di Fiume. Una cinquantina i partecipanti giunti giovedì pomeriggio a Trieste, che fino ad oggi, sabato, prenderanno parte al programma annuale di aggiornamento in materia linguistico-letteraria e matematico-scientifica.
Prima dell’inizio del Seminario, con una breve cerimonia di carattere quasi privato, si è svolto uno scambio di targhe in occasione del ventennale di collaborazione tra l’Università del capoluogo giuliano – a nome del rettore è intervenuta la prof.ssa Lorenza Rega – e l’Università Popolare di Trieste, rappresentata dal presidente Silvio Delbello. Ribadita in tale circostanza la mole di lavoro svolto per assicurare alla scuola italiana in Istria quadri capaci e preparati per evolvere il livello di educazione. Fondamentale il contributo dei docenti dell’Università di Trieste. Il successo maggiore è il poter constatare oggi la solidità di un sistema scolastico in grado di alimentarsi con le proprie risorse umane. L’altro aspetto è la formazione degli studenti nell’Università di Trieste che, per i giovani delle scuole italiane, rimane una delle mete preferite.
Agli insegnanti si sono rivolti per un indirizzo di saluto la prof.ssa Lorenza Rega, Silvio Delbello e Floriana Bassanese, quest’ultima a nome di Unione Italiana nel suo ruolo di presidente dell’Assemblea. La Bassanese ha voluto ricordare che lei stessa è stata alunna della scuola di Umago e poi insegnante di una scuola della minoranza. I risultati ottenuti in quell’ambito vanno ascritti “anche a questi momenti”, ha voluto ribadire. “Le nostre scuole – ha aggiunto – sono considerate di ottima qualità, frequentate spesso anche da ragazzi che non sono di nazionalità italiana ma che la scelgono per le sue caratteristiche di scuola aperta e ricca. Si crea in questo modo un ambiente sociale di grande importanza. Ecco perché è importante stare insieme durante questi seminari, confrontarsi sulle tematiche specifiche di crescita professionale, oltre che di soddisfazione personale”.
Ed è subito iniziata la prima lezione-conferenza rivolta a tutti i partecipanti, svolta dal prof. Fulvio Longato sul tema “Quali basi per l’educazione interculturale? Una filosofia della pratica”. Partendo da un concetto perfezionato da L. Wittgenstein secondo il quale “Gli aspetti per noi più importanti delle cose sono nascosti dalla loro semplicità e quotidianità (non ce ne possiamo accorgere perché li abbiamo sotto agli occhi)”. Come il fatto del parlare, che è una forma dell’agire, visto che linguaggio e cultura sono indissolubilmente legate. Da questo input il resto del Seminario, deciso a lasciare un segno.

Rosanna Turcinovich Giuricin

Seminario per le Scuole della Comunità Nazionale Italiana
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