ASSEMBLEA_UIConclusione di legislatura sofferta, per l’Unione Italiana: ieri sera alla Comunita degli Italiani di Buie non c’erano infatti i numeri sufficienti per chiudere in scioltezza il mandato 2010-2014 e indire le elezioni per il 29 giugno, come nelle intenzioni. Bocciate – e a nulla è valso ricontare i voti – le modifiche al Regolamento elettorale; il tutto slitta di una settimana, quando i consiglieri, che si riuniranno a Dignano, saranno chiamati a rivotare l’atto. Ricordiamo, si trattava semplicemente di dare attuazione agli emendamenti allo Statuto, che hanno introdotto l’elezione individuale, separata, del presidente dell’UI e del presidente della Giunta esecutiva. Una modifica che era stata accolta in modo praticamente bipartisan, per cui quello di ieri doveva essere un passaggio puramente tecnico.

Colpo di scena

Invece, non sono mancate le sorprese, forse più nel fronte interno della maggioranza – e qualcuno ha parlato di fatto “scandaloso” per questa defaillance -, che non da parte dell’opposizione. Complessivamente 42 i consiglieri presenti, le modifiche al Regolamento elettorale hanno ottenuto in una prima battuta 26 e in una seconda 31 sì, mentre gli astenuti erano 9, rispettivamente 6; nessun contrario. Colpo di scena, e riscrivere la sceneggiatura, dopo un po’ di confusione, non è apparso tanto semplice. Un’ipotesi iniziale era assolvere gli altri argomenti all’ordine del giorno e quindi, dopo una pausa, procedere a una nuova votazione del Regolamento, ma c’è stato anche chi avrebbe voluto sospendere la riunione e riconvocarne un’altra, facendo anche slittare la data delle consultazioni. Alla fine è stato deciso di concludere la sessione con gli altri argomenti sul tavolo dei lavori e riparlare del Regolamento elettorale esattamente fra una settimana, a Dignano.

Censimento del 1991

Conclusione sofferta, si diceva; ed era stato così che, quattro anni fa avevamo definito l’inizio di questa legislatura, per la presenza di un’opposizione agguerrita e battagliera. In quest’ultimo caso, il gruppo d’opinione l’Unione per la Comunita si è limitato a negare il proprio voto facendo in un certo senso ostruzionismo, forse senza una precisa motivazione – tanto che il responsabile Luciano Monica ha lasciato intendere che avrebbero potuto anche trovare un accordo, se la maggioranza lo avesse chiesto – se non quella riguardante la ripartizione dei seggi, basata sul censimento del 1991. “Sarebbe il caso di aggiornare i dati, perché proprio il 1991, perché non il 1945?” si è chiesto Marino Dussich, di Buie. Maurizio Tremul ha spiegato le ragioni politiche di tale scelta: è il censimento in cui gli italiani dichiarati sono risultati i più numerosi nella storia recente della Comunità nazionale italiana. Sul concreto, Elena Barnabà (Verteneglio) ha chiesto per l’opposizione due membri nella commissione elettorale centrale – Mauro Prodan e Luciano Monica -, e ha obiettato su alcuni nominativi perché impiegati presso l’amministrazione dell’UI (Romina Gruber) o dipendenti di istituzioni in qualche modo afferenti ad essa (Stefano Lusa) o perché residenti in Italia (Ezio Giuricin).

Riduzioni dei fondi

Ma il termine di sofferente, per tornare all’apertura, pare calzare a pennello alla situazione presente in cui vive la CNI. In particolare quella finanziaria, con una serie di riduzioni ai fondi e altre annunciate. Il secondo assestamento di Bilancio 2014, portato in Assemblea ieri ne è un’ulteriore dimostrazione. Infatti il presidente della Giunta esecutiva, Maurizio Tremul, ha parlato di un “accantonamento” di 162mila euro, usando questo termine solo perché da Roma non ha avuto ancora una conferma dell’ipotesi di un altro taglio, che andrebbe a intaccare pesantemente l’attività della CNI e delle sue istituzioni. I problemi, dunque, non mancano.

Scuole, offerta formativa

Uno nuovo è emerso ieri a proposito di scuole. Chiuso il capitolo iscrizioni – grazie alla soluzione di compromesso trovata qualche settimana fa con i responsabili del ministero croato dell’Istruzione – se ne apre uno nuovo, ossia l’offerta formativa. La vicepresidente della Regione Istriana, Giuseppina Rajko, ha informato i presenti che da Zagabria sono giunte indicazioni volte a sopprimere quelle biforcazioni e triforcazioni che, tanto negli indirizzi ginnasiali (linguistico, generale, scientifico-informatico) quanto in quelli professionali (quadriennali e triennali), hanno finora consentito ai ragazzi delle nostre scuole maggiori opportunità di scelta. “Sarebbe un ennesimo colpo da parare”, ha detto Ines Venier (Rovigno), sottolineando la gravità del momento, che riguarda le scuole medie superiori italiane in Istria, che finora hanno diversificato la loro offerta proprio ricorrendo a tale sistema. Pieno sostegno alle scuole è stato espresso da parte dell’Unione Italiana; conforta l’appoggio anche della Regione Istriana.

Si respira un’atmosfera elettorale

Ma a rendere ieri l’atmosfera pesante, a tratti concitata, è stato appunto il mancato disco verde al Regolamento elettorale.
La voglia di “chiudere” la legislazione c’era tutta, presidenti e consiglieri avevano già preparato i discorsi di commiato e di ringraziamento ai consiglieri per il loro impegno; viceversa il gruppo d’opinione di opposizione non ha perso occasione per ribadire le critiche portate avanti in questi anni alla gestione uscente dell’Unione Italiana. L’atmosfera è già appieno elettorale, e non da ieri.

Regolamento elettorale UI: si rivota fra una settimana
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