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In un comunicato stampa diramato ieri, l’Università Popolare di Trieste annuncia un nuovo progetto da realizzare con l’Associazione Giuliani nel Mondo riguardante la comunità nazionale italiana in Croazia e Slovenia, ma con un ampio riflesso anche sui corregionali nel resto del mondo. L’idea nasce dalla realizzazione a suo tempo della mostra Radici, che l’AGM ha presentato in tutti i continenti avvalendosi dei servizi tecnici di un gruppo grafico del Pordenonese, che si è fatto promotore di questa iniziativa congiunta. Durante l’ultima riunione del Direttivo dell’AGM, svoltasi una settimana fa, era già stato annunciato l’incontro che si sarebbe tenuto con l’UPT.
Ora – come si apprende dal comunicato stampa – il progetto a firma Università Popolare di Trieste e Associazione Giuliani del Mondo – aperto anche agli altri Enti che operano per facilitare il rafforzamento dei legami tra esuli e “rimasti” in una prospettiva non solo plurinazionale, bensì comunitaria – sarà definito e presentato alla Comunità Europea, nell’ambito del Programma 2014/2020, Asse n. 1, dedicato alla “Memoria europea attiva”.
Le linee guida e la metodologia operativa sono state decise nel corso del primo incontro ufficiale tra le due Istituzioni dai rispettivi presidenti, Fabrizio Somma e Dario Locchi.
Con quali finalità? “rafforzare il senso di appartenenza della comunità italiana autoctona, residente nei paesi della ex-Jugoslavia” – si rileva nel comunicato -, e delle genti giuliane e dalmate del mondo; promuovere la trasmissione di saperi fra generazioni e paesi diversi; favorire l’integrazione fra soggetti appartenenti a diverse culture: sono alcuni degli obiettivi del progetto che – sottolinea Dario Locchi – nasce dall’esigenza di sensibilizzare i cittadini attraverso la conoscenza della storia per arrivare possibilmente ad una memoria condivisa, nel segno di valori quali pace, tolleranza, riconciliazione.
Valorizzare il patrimonio memoriale e la dimensione culturale italiana – afferma Fabrizio Somma – significa promuovere una lettura pluridisciplinare dei territori di riferimento per far conoscere, soprattutto alle nuove generazioni, le trasformazioni sociali e le esperienze di convivenza pacifica che possono rappresentare oggi un modello di integrazione.
Nel corso dell’incontro – organizzato nell’ambito di un percorso di collaborazione nato alcuni anni fa ma mai ufficializzato (si sottolinea nella nota, ndr) – sono state valutate anche altre iniziative che possano interessare sia la comunità italiana residente in Slovenia e in Croazia sia gli emigrati di lingua, cultura e nazionalità italiana. (rtg)

La minoranza in un progetto UPT e Giuliani nel Mondo
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