POLA. Non sarà facile collocare due lastre di pietra con i nomi delle vittime delle vittime della strage di Vergarolla del 18 agosto 1946 accanto all’attuale monuento. L’intenzione è stata ribadita ieri, dopo l’ annuncio di un anno fa, da parte di Tullio Canevari, presidente del Libero Comune di Pola in esilio, nel suo discorso alla cerimonia commemorativa della tragedia. Canevari ha dichiarato ai giornalisti che effettivamente la sovrintendenza ai beni culturali sta creando dei problemi in quanto l’ area è sito archeologico. «Dato che sono architetto – ha detto Canevari -, mi sono preoccupato di definire un progetto che sia il meno invasivo possibile, con due blocchi di pietra d’ Istria inclinati, semplicemente appoggiati sul suolo». «Il sindaco di Pola Miletic – ha aggiunto Canevari -, mi ha detto che la nuova sovrintendente è ben disposta; un po’ piu’ scettico invece il vicesindaco Fabrizio Radin. Speriamo bene». Alla cerimonia in ricordo della strage di Vergarolla, le cui responsabilità non sono ancora del tutto storicamente accertate, anche se si trattò senza dubbio di un attentato contro gli italiani, hanno partecipato fra gli altri l’ incaricato d’ affari dell’ ambasciata d’ Italia Luca Laudiero, il Console Generale d’ Italia a Fiume Renato Cianfarani e il Presidente del Consiglio della Regione Friuli Venezia Giulia Franco Iacop. «Una presenza doverosa – ha detto quest’ultimo – per condividere, nel segno della pietà, con gli italiani rimasti e con gli esuli, il lutto e il dolore per quelle morti innocenti e parallelamente l’istanza ad approfondire e studiare ulteriormente le cause e le modalità della strage che fu uno degli episodi più cupi del secondo dopoguerra, ma anche le vicissitudini della popolazione autoctona italiana, la tragedia dell’esodo e quel complesso momento storico nella sua interezza». Presente anche l’attore e cantante Simone Cisticchi, autore dello spettacolo “Magazzino 18”. Messaggi di partecipazione sono arrivati per bocca del presidente dell’ Università Popolare di Trieste Fabrizio Somma, da parte della vice presidente della Camera dei Deputati Marina Sereni e dei deputati Laura Garavini ed Ettore Rosato. Nei discorsi di ieri non si è fatto alcun cenno al regime comunista di Tito che negli anni passati veniva indicato come il sospettato principale. (p.r.)

da “Il Piccolo” di Trieste

Pola ricorda la strage di Vergarolla del ’46
0.00(0 votes)

Post by admin

Comment(0)