E’ stato un evento molto piacevole il concerto del Trio Oganjan-Rinaldi-Zarcone, tenutosi martedì scorso alla Comunità degli Italiani di Fiume, dove è stato proposto un repertorio che possiamo definire “passeggiata musicale” nei diversi Paesi europei. Un programma fresco e insolito, che ha permesso al pubblico fiumano di conoscere brani che raramente vengono inseriti nei repertori canori e che hanno messo in luce le notevoli doti musicali della soprano Karina Oganjan, della mezzosoprano Martina Rinaldi e della pianista Lucia Zarcone.
Le musiciste hanno conquistato le simpatie del pubblico fin dalle prime note, presentando esclusivamente composizioni vocali scritte per due voci femminili e pianoforte, scelta che ha permesso di apprezzare l’alto livello di affiatamento e di coesione che trapela dalla loro sentita interpretazione. Ricordiamo, infatti, che la formazione è stata insignita l’anno scorso del Premio Nazionale delle Arti.
La serata è stata inaugurata con due brani del compositore francese C.M. Widor (Deux duos op. 30) di respiro tardoromantico, melodie squisitamente intrecciate a formare un insieme musicale di grande delicatezza. Nel prosieguo, un passo indietro nel tempo, nel primo romanticismo, con due cicli di Lieder di R. Schumann (Drei zweistimmige Lieder op. 43 e Spanisches Liederspiel op. 74), caratterizzati da interessanti quanto inaspettate combinazioni di armonie, che testimoniano l’immensa inventiva melodica del grande compositore tedesco. A concludere la parte ufficiale della serata il ciclo di sei Duetti Moravi, di A. Dvořák, nei quali le musiciste si sono lasciate andare alle affascinanti melodie ispirate al melos popolare della patria di Dvořák, tra cui si distingue per la struttura armonica e la difficoltà di esecuzione il brano “Holub na javoře”, caratterizzato da passaggi repentini di tonalità tra il modo maggiore e il modo minore.
Il pubblico ha premiato le valenti musiciste con un caloroso applauso, “strappando” un bis: la suggestiva e molto esigente “Mother Comfort” del compositore inglese Benjamin Britten, del quale quest’anno si celebra il centenario della nascita. (hlb)

Piacevole passeggiata musicale, nel vasto panorama europeo
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