CI_VISIGNANO_02“La cosa che ci fa maggiormente piacere è che hanno cominciato a venire e a iscriversi i giovani. Sarà ora nostro compito coinvolgerli con una buona programmazione delle attività”. Lo ha sottolineato il presidente della Comunità degli Italiani di Visignano, Erminio Ferletta. In questa località del Parentino sono tutti soddisfatti del successo della cerimonia d’inaugurazione della nuova sede del sodalizio, alla quale hanno preso parte personalità di primo piano, dai vertici di UI e UPT, a quelli della Regione Istriana, agli esponenti della Farnesina e della diplomazia italiana.

Una casa fatta su misura

Nel ventennale della sua fondazione, la CI di Visignano ha finalmente una sua casa, fatta praticamente a sua misura. Un nuovo palazzo, di poco meno di 400 metri quadrati, moderno e funzionale – progettato dallo Studio “Urbis 72” di Pola (architetti Dino Krizmanić e Leonid Bursić) ed eseguito dalla “Vladimir Gortan” di Pisino -, con una sala per riunioni, il salone al pianoterra adatto a ospitare spettacoli e manifestazioni varie, la biblioteca, l’ufficio di segreteria e la presidenza, il bar sociale nonché altri vari vani da usare per lo svolgimento delle attività. Che in futuro sono destinate ad ampliarsi, come confida il presidente. Ora che il sodalizio ha finalmente una sua sede, potrà effettivamente cominicare a progettare le iniziative da avviare a beneficio dei suoi soci. Infatti, per decenni ha avuto a disposizione solamente uno stanzino di neanche 20 m2.

Circolo di cultura

Come nasce il sodalizio? Nel 1947 gli Italiani di Visignano danno origine a un circolo di cultura, che funziona fino al 1953. Poi si spegne, anche perché la popolazione viene decimata dall’esodo e arriva il decreto Peruško; con un copione che “funziona” in tante parti dell’istro-quarnerino e in Dalmazia, si avvia il trasferimento forzato dei ragazzi con cognomi terminanti in “ich” nelle scuole croate, con conseguente chiusura della scuola elementare italiana. Inizia così un processo di assimilazione della componente italiana, che viene fermato appena agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso e la democratizzazione della società, che consente il risveglio del senso di appartenenza al territorio e alla Comunità nazionale italiana.
Seguendo l’esempio di altri vicini del Parentino, anche i connazionali visignanesi cominciano a riorganizzarsi e il 16 giugno 1992, su iniziativa di Pietro Declich e di un gruppo di entusiasti – del gruppo di entusiasti connazionali che contribuirono alla fondazione del sodalizio facevano parte Guido Mladossich, Loredana Zović, Vittorio Zanini –, nasce la CI di Visignano, la cui registrazione avviene ufficialmente il 9 marzo 1993. Si sceglie di intestarla a Silvio Fortuna, un medico locale vissuto tra le due guerre mondiali, rimasto nella memoria della gente del posto perchè sempre pronto ad aiutare tutti, soprattutto i poveri.

Recuperare terreno

La CI ora cerca di recuperare terreno e guardare con maggiore slancio al futuro. Ciò che è indubbio è che con sue iniziative in campo culturale e sportivo – ricordiamo i seguitissimi concerti del Coro misto “Arpa”, del coro voci bianche “Stelle di Visignano” (in omaggio al vicino Osservatorio astronomico) e dei minicantanti, le mostre, nonché le gare bocce – il sodalizio agisce da catalizzatore della vita sociale della cittadina istriana. Su una popolazione di circa 2.500 abitanti, i connazionali rappresentano attorno al 20 p.c. La Comunità conta attualmente 400 soci. (ir)

Per gli italiani di Visignano, inizia l’era della rinascita
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