Rovigno

La Scuola Elementare Italiana “Bernardo Benussi” di Rovigno ha ospitato ieri le tradizionali Gare di lingua italiana, manifestazione organizzata dal Settore Educazione e Istruzione della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana in collaborazione con il mensile per ragazzi “Arcobaleno” (EDIT) – per quanto riguarda gli alunni delle elementari – e dal Settore Educazione e Istruzione per quanto concerne le medie superiori; il tutto con il supporto dell’Università Popolare di Trieste.

Come sempre, è una grande festa per la scuola che ospita quest’importante concorso, e non solo. “È un privilegio per noi ospitare i migliori ragazzi in italiano e i professori che li accompagnano – ha esordito la direttrice della SEI rovignese, Gianfranca Šuran salutando i presenti e introducendo la manifestazione –. Ringrazio l’Unione Italiana per averci scelto. Siamo orgogliosi di portare il nome di Bernardo Benussi, che ha lavorato qui a Rovigno e il cui operato cerchiamo di onorare, impegnandoci anche nel recupero del nostro retaggio artistico e culturale”.
Un saluto è stato porto anche da Corrado Ghiraldo, titolare del Settore Educazione e Istruzione dell’UI, che anche a nome di Maurizio Tremul e Furio Radin, ha augurato un “in bocca al lupo” a tutti i partecipanti, nella speranza che tra loro ci sia qualche futuro scrittore. “È importante curare e valorizzare la lingua, la forma e anche l’espressione dialettale – ha detto –. Anche per questo motivo le gare di lingua italiana sono un appuntamento di grande rilievo, che ogni anno affrontiamo con grandi speranze”.
Tiziana Dabović, caporedattrice di “Arcobaleno”, nel ricordare che questo appuntamento è una festa in cui si onora la lingua italiana, ha esortato i ragazzi a guardarsi intorno con attenzione, per cogliere quel dettaglio particolare che servirà poi a dare sfogo alla loro fantasia.
A salutare i presenti è stata infine la consulente pedagogica per la lingua italiana, Maria Bradanovich, che è a capo della commissione che valuterà gli allievi delle medie. Nell’annunciare i tre temi proposti quest’anno, tra argomenti attuali legati alla quotidianità, ha consigliato ai ragazzi: “Se dovete scegliere qualcosa di importante fatelo con il cuore”. “E così sia – ha aggiunto – anche per il tema che vi accingete a scrivere. Fatelo con il cuore. Se vi ispira, vedrete che ne uscirà un bel lavoro”.
Un breve saggio del lavoro extra didattico che viene svolto alla “Bernardo Benussi” è stato dato dai bravissimi coristi, che hanno proposto l’Inno della scuola, seguito da brani conosciuti come “El tram de Opcina”, “A Figarole” e “La Pace è”, di cui è autore l’inossidabile Vlado Benussi. Sono state lette pure due poesie premiate ai concorsi Favolando e Istria Nobilissima.

E poi tutti in classe, ognuno in attesa dei temi da svolgere. Quest’anno sono stati 42 gli alunni delle elementari (settime, ottave e none classi) che si sono trovati a svolgere un compito particolare. Invitati a portarsi appresso la foto di un campione o di una star della musica o del cinema, hanno dovuto immedesimarsi nel personaggio o partecipare insieme a lui a un evento immaginario. I 14 allievi delle medie hanno invece potuto scegliere tra tre titoli: “

Nel corso del Novecento il concetto di famiglia è cambiato notevolmente… Quali sono i valori da salvare?… Elenca i pro e i contro, motivando il tuo pensiero con esempi concreti”, “Fai riferimento alle tue conoscenze sul Primo conflitto mondiale e agli studi svolti sull’argomento…”, “Nutrire il pianetaè lo slogan dell’EXPO 2015… deve essere possibile raccontare un altro futuro per gli affamati nel mondo dell’abbondanza e dello spreco?”.

Dopo un primo attimo di smarrimento, i ragazzi si sono poi concentrati sull’argomento prescelto nelle 2-3 ore messe loro a disposizione, che per qualcuno sono state strettine. Poi, dopo essersi rifocillati tutti insieme e scambiato le impressioni sulla giornata, il ritorno nelle proprie sedi, con la speranza di essere riusciti a esprimersi al meglio e magari a guadagnare un bel riconoscimento.

Ardea Stanišić

da “La Voce del Popolo” di Fiume

Per apprezzare la lingua dobbiamo usare il cuore
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