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Identificare le modalità e i criteri attraverso i quali arrivare alla compartecipazione nelle spese delle escursioni delle istituzioni scolastiche e prescolari della Comunità nazionale italiana finanziate dall’Unione Italiana e dall’Università Popolare di Trieste. È stato questo in sostanza il tema a lungo discusso al terzo Attivo consultivo del settore Educazione e Istruzione dell’UI, riunitosi ieri mattina nella palestra della scuola elementare italiana “Dolac” di Fiume. Presenti il titolare del Settore EI dell’UI, prof. Corrado Ghiraldo, il presidente della Giunta esecutiva dell’UI, Maurizio Tremul e il presidente dell’Assemblea dell’UI, Roberto Palisca, nonché Alessandro Rossit, direttore generale dell’UPT, che ha portato ai presenti i saluti del presidente dell’Ente morale triestino, Fabrizio Somma. Alla riunione hanno partecipato una ventina di dirigenti delle istituzioni della CNI.

Nessuna iniziativa messa in forse
Come spiegato da Maurizio Tremul, l’incontro si è reso necessario dopo la seduta del Comitato di coordinamento per le attività in favore della minoranza italiana di Croazia e Slovenia svoltasi lo scorso 31 marzo presso la sede dell’Università Popolare di Trieste. In quell’occasione il Comitato di coordinamento ha preso in esame la proposta di ripartizione dei finanziamenti assicurati dal Ministero degli Esteri e dalla Regione Friuli Venezia Giulia inerenti al Piano di lavoro e il programma per il 2015 approvati il 26 febbraio 2015 dall’Assemblea UI.

“Dopo aver analizzato nei dettagli tutte le allocazioni – ha aggiunto il presidente della GE –, il Comitato di coordinamento ha praticamente approvato i finanziamenti per tutti i progetti posti alla loro attenzione, ma con qualche raccomandazione. Non è stata messa in forse nessuna delle iniziative proposte dal mondo scuola.

Calibrazione e assestamento delle spese

Un punto su cui il Comitato di coordinamento ha tuttavia insistito molto è stata però la calibrazione, ovvero l’assestamento delle spese. In tal senso è stato proposto di introdurre il principio della compartecipazione ai costi delle escursioni da parte delle scuole e dei genitori, per circa il 10-15 per cento dell’importo complessivo. Si tratta di un principio che farebbe risparmiare circa 184mila euro che andrebbero indirizzati verso altre iniziative che non sono state ancora identificate”.

Un netto passo indietro

“Le attività che dovrebbero venir coinvolte dalla compartecipazione nei costi sono quelle che maggiormente attirano i nostri ragazzi – è stata l’opinione di Corrado Ghiraldo –. Finora avevamo un qualcosa in più rispetto alle scuole della maggioranza e ora stiamo per fare un netto passo indietro. Come faranno i genitori a partecipare alle spese?”

Ostacoli burocratici

Se l’idea iniziale dell’UI e dell’UPT era quella di proporre un versamento minimo da parte dei genitori alle scuole, dalla discussione emersa tra i membri dell’Attivo è risultato che si tratta di un gesto tutt’altro che facile. Come fatto notare da Susanna Cerlon, direttrice della scuola elementare “Giuseppina Martinuzzi” di Pola, il nuovo regolamento croato in materia di escursioni scolastiche rappresenta in questo caso un ostacolo giuridico e burocratico. Esso, infatti, non consente versamenti diretti, bensì tramite agenzie e previa pubblicazione di un bando di gara. Consapevoli del problema pure le rappresentanti di Parenzo e Umago, visto che le loro scuole, come molte altre che hanno quale fondatore la Città, rientrano nella tesoreria municipale e non dispongono di fondi liquidi e conti bancari. Tra le numerose proposte presentate all’attenzione del presidente della GE e del titolare del Settore EI, anche quella di versare la compartecipazione direttamente sul conto dell’UI. Non poche sono state le direttrici contrarie alla richiesta del Comitato di coordinamento, spiegando che i genitori vivono una realtà economica difficile e molte volte non riescono a sostenere nemmeno le spese ordinarie del programma scolastico obbligatorio. “Io sono favorevole alla compartizione – ha affermato la consulente Patrizia Pitacco, consulente superiore per la minoranza italiana in Croazia dell’Agenzia per l’educazione e la formazione –. Cosciente delle difficoltà in cui si trovano molti genitori, coinvolgere i ragazzi nelle spese significa anche responsabilizzarli”.

Le possibli soluzioni

Una possibile soluzione al problema è stata avanzata da Alessandro Rossit, il quale ha proposto di far compartecipare i ragazzi alle spese facendo pagare loro, ovvero ai genitori, un pasto. I maturandi che vanno in escursione a Roma, ad esempio, potrebbero pagare 3 dei 5 pasti previsti nella gita. Altre proposte hanno riguardato i ragazzi provenienti da famiglie disagiate, come pure gli studenti e alunni meritevoli, ai quali bisognerebbe assicurare la gita gratuita. Problemi di questo tipo non sussistono nel settore prescolare, ha fatto presente durante il dibattito la direttrice del “Rin Tin Tin” di Pola, Tamara Brussich. Le gite delle scuole d’infanzia, infatti, sono quasi sempre di un giorno e i pasti rientrano nella retta mensile pagata dai genitori.

Sport: senza coppe e medaglie

Per quanto riguarda l’attività sportiva, anche in questo caso è giunto un sollecito a non utilizzare più le risorse per l’acquisto di medaglie e coppe. Per non richiedere anche in questo caso la compartecipazione è stato deciso che queste verranno sostituite da semplici attestati.
Maurizio Tremul ha chiesto, infine, ai membri dell’attivo di inviare per ogni scuola il numero di ragazzi provenienti da famiglie meno abbienti e degli alunni meritevoli che potrebbero eventualmente essere esonerati dalla compartecipazione, in modo da avere una visione completa della spesa che in questo caso l’UI e l’UPT dovrebbero affrontare.

Patrizia Lalić

da “La Voce del Popolo” di Fiume

Partecipazione alle spese per far fronte alla crisi
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