La Comunità degli Italiani di Cherso ha una sede da fare invidia. Dopo lunghi anni d’attesa ieri, alla presenza del Ministro della Cultura della Repubblica di Croazia, Andrea Zlatar Violić, dell’Ambasciatore italiano a Zagabria, Emanuela D’Alessandro e del Ministro Plenipotenziario della Farnesina, Francesco Saverio De Luigi (Presidente del Comitato di coordinamento per le iniziative in favore della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia), Božena Toich, vedova del compianto e indimenticabile Nivio Toich, fondatore e già Presidente della Comunità degli Italiani, ha inaugurato la sede ristrutturata del sodalizio chersino. Dopo circa un anno di lavori Palazzo Pretorio è risorto in tutto il suo splendore.
Alla cerimonia, alla quale hanno assistito centinaia di chersini, sono intervenuti pure il Sindaco di Cherso, Kristijan Jurjako, l’Onorevole Furio Radin e Maurizio Tremul, rispettivamente Presidente dell’Unione Italiana e Presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana, i rappresentanti dell’Università Popolare di Trieste, Silvio Delbello e Alessandro Rossit, il rappresentante della Comunità chersina in Italia, Mario Bellero, Rosanna Bernè e Marianna Jelicich Buić della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana.
Il parroco di Cherso, Mladen Mirković, all’inizio della cerimonia ha benedetto la sede ristrutturata del sodalizio, dopodichè sono stati intonati gli inni nazionali croato e italiano nonchè il “Va pensiero” di Giuseppe Verdi.
Interpellato sul significato che l’inaugurazione di Palazzo Pretorio ha per i connazionali di Cherso, Gianfranco Surdić ha risposto con un sorriso che vale più di mille parole.
“Ora finalmente abbiamo a disposizione una sede che ci permetterà di esprimere appieno tutte le nostre potenzialità nell’intento di salvaguardare la nostra cultura e le nostre tradizioni”, ha spiegato Surdić. Il Presidente del sodalizio chersino spera ora di riuscire a coinvolgere nelle attività della Comunità degli Italiani anche i tanti chersini che, sebbene di origine italiana, non si sono ancora inclusi nei programmi promossi da Palazzo Pretorio.
“Vogliamo allargare – ha proseguito Surdić – il ventaglio delle nostre attività per attrarre quanti più giovani. Tenteremo di farlo con lo sport, ma anche promuovendo un corso per gli alunni della scuola elementare che decidessero di frequentare le lezioni di lingua italiana, che nell’ottennale di Cherso è una materia facoltativa.
Già ora la Comunità degli Italiani di Cherso organizza con successo una serie di corsi gratuiti di lingua italiana dedicati ai bambini. Le lezioni sono tenute dalla professoressa Izabela Fornarić. I ragazzi che frequentano il suo corso hanno dato prova della propria conoscenza della lingua italiana e del dialetto chersino recitando una serie di poesie durante la cerimonia.
Soddisfazione per la conclusione dei lavori di restauro di Palazzo Pretorio è stata espressa dalle Autorità intervenute alla cerimonia. Riassumendo le loro parole possiamo dire che Cherso è ed anche rimarrà sempre una città tollerante, fiera della propria cultura e aperta a tutti. In questo senso il restauro di Palazzo Pretorio deve rappresentare un punto di partenza.
La Comunità degli Italiani di Cherso è stata fondata su iniziativa di Nivio Toich. Oggi il sodalizio conta oltre 250 iscritti. Una decina d’anni fa l’Unione Italiana ha rilevato, con il sostegno del Governo italiano, Palazzo Pretorio che ora è stato ristrutturato con i fondi stanziati dal Ministero degli Affari Esteri italiano. I lavori, costati circa 4,5 milioni di kune, sono stati realizzati dall’impresa edile “Margea” di Lussino, su progetto dell’architetto Marko Franković di Fiume. Il restauro è stato supervisionato dai conservatori della Sovrintendenza ai Beni Culturali.
Durante la cerimonia il numeroso pubblico è stato allietato dalle musiche e dalle canzoni eseguite dal coro Vittorio Craglietto della Comunità degli Italiani di Lussinpiccolo, dall’orchestra di ottoni “Josip Kašman” di Lussino e dalle klape “Burin” e “Teha”.

Krsto Babić

Palazzo Pretorio, simbolo di una tradizione che resiste
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