CAPODISTRIA – “Ottavio Missoni – Il Genio del Colore”, la mostra inaugurata lo scorso 4 aprile a Maribor in seno al progetto “Maribor Capitale Europea della Cultura 2012”, è giunta a Capodistria. L’appuntamento d’apertura di ieri ha visto la presenza dell’ospite d’onore e protagonista assoluto dell’evento, Ottavio Missoni, che assieme alla moglie Rosita ha preso parte alle tre fasi della serata. Prima tappa presso la Comunità degli Italiani “Santorio Santorio” a palazzo Gravisi con “Un Mito in Pista”, seguita da “Missoni e la Grafica” nella galleria “Medusa” per chiudere il trittico presso la galleria della Loggia con “Tra Arte e Moda”.

IL SUO LAVORO? FARE MAGLIE “Tutto questo mi sembra esagerato”, ha ribattuto scherzosamente (peraltro in una lingua mista al dialetto) il novantunenne natio di Ragusa. “Non m’aspettavo un’accoglienza simile, io credevo di andare in giro con quattro amici, ma qui parlano di ‘Genio del colore’ – ma chi ga dito ‘ste robe?”. Tai ha continuato spiegando che il suo lavoro è stato fare maglie, con due componenti: la materia e il colore, “ossia i due elementi di questo mestiere che ci siamo inventati di sana pianta”.

IMMAGINI MOLTO VIVE DELLA TERRA NATIA, LA DALMAZIA Nonostante la sua semplicità si è dichiarato contento del bellissimo benvenuto e della festa riservatagli, ricordando con emozione squarci del suo passato a Ragusa, descrivendoli in modo molto vivo e dichiarando un forte legame con la sua terra d’origine. “Sono un dalmata, nato nel 1921 con passaporto italiano, e non essendoci le scuole italiane a Ragusa, con i miei genitori ci siamo trasferiti a Zara” (dove poi ha vissuto fino al 1941). Purtroppo a Zara lo legano anche pensieri amari, per lo stato in cui essa si trova al giorno d’oggi.

ZARA, PENSIERI DOLCEAMARI “Come città è stata completamente distrutta, bombardata; è la Dresda dell’Adriatico, con moltissimi emigrati e oltre 3.000 morti durante i bombardamenti”, e con ciò rileva l’annichilimento del sogno di tornarvi come emigrato e trovare le cose d’un tempo. La Dalmazia comunque ospita regolarmente ogni estate Ottavio e Rosita Missoni, a bordo della loro barca, su e giù tra spiagge e scogli.

LA SUA VISIONE DELLA MODA L’evento, che gode dell’alto patronato del presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, presenta “Tai” articolandosi nelle tre parti che riguardano rispettivamente lo sportivo, l’artista e lo stilista. Tra arte e moda dunque, un tandem che si traduce nell’ironica dichiarazione del Maestro “La Rosita fa la moda, io faccio maglie”, ovvero in una visione non troppo seria della moda: “Per vestire con cattivo gusto non è necessario seguire la moda, però aiuta” (come ha spiegato, trasformazione di una citazione di Bernard Shaw, “Per giocare a golf non è necessario essere stupidi, però aiuta molto”).

La rassegna – che si snoda attraverso oggetti, fotografie, documenti e filmati – è a cura dell’Unione , rappresentata ieri a Capodistria dal presidente della Giunta Esecutiva, Maurizio Tremul, in collaborazione con le Gallerie Costiere di Pirano (con il prezioso supporto del direttore Toni Biloslav), l’Università Popolare di Trieste, la Fondazione Ottavio e Rosita Missoni, il Centro Italiano “Carlo Combi” e la C.I. “Santorio Santorio” di Capodistria, il cui presidente Mario Steffè ne cura l’allestimento.

LE ALTRE TAPPE DELL’ESPOSIZIONE Inoltre, proseguendo nello spirito iniziato ad aprile a Maribor, era presente pure l’ambasciatrice d’Italia a Lubiana, Rossella Franchini Scherifis, nonché molti altri esponenti, tra cui il reggente del Consolato Generale d’Italia a Capodistria, Salvatore Losi, il vicesindaco del Comune di Capodistria Alberto Scheriani e il presidente della CAN di Capodistria, Fulvio Richter.
Da Capodistria la mostra itinerante proseguirà alla volta di Pola a luglio, poi in agosto nella sua città natale, Ragusa, in ottobre a Rovigno, quindi a Zagabria e per finire a Zara.

Jana Belcijan

Ottavio Missoni: lo stilista, lo sportivo, l'artista
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