CRASSIZA Si è tenuta lo scorso fine settimana la sedicesima edizione di Oleum Olivarum, la rassegna che fa incontrare in una due giorni produttori d’olio d’oliva da ogni angolo della Croazia e del litorale sloveno. “È una festa, un momento conviviale, affinché voi tutti vi sentiate a casa nell’incontrarvi, scambiarvi opinioni, bere un buon bicchiere di vino, con un occhio al senso generale della manifestazione; puntare sul mantenimento di una tradizione secolare legata alla produzione dell’olio d’oliva”. Queste le parole nel discorso di apertura di Mate Mekiš, presidente della Comuntà degli Italiani di Crassizza. Presente, tra gli altri, anche Milan Antolović, assessore regionale all’Agricoltura, che ha sottolineato come in Istria una volta ci fossero solo tre oleifici, uno a Verteneglio, uno a Torre e uno a Dignano, mentre adesso sul territorio regionale ne operano ben 28. “Al momento della fondazione della Regione Istriana siamo partiti con l’avere 350mila alberi registrati. Nel 1994 siamo partiti con un progetto di piantagione di nuovi ulivi, 1 milione e 200mila fino ad oggi. In totale, attualmente abbiamo 1 milione e 600mila alberi di ulivo”. Poi l’annuncio: “Il cluster di olivicoltori che abbiamo creato ha dato il suo primo frutto, ed è un documento che prevede la tutela dell’olio d’oliva istriano con tanto di marchio di riconoscimento. L’elaborato – ha anticipato Antolović – verrà consegnato al ministero dell’Agricoltura il mese prossimo”.
Per il sindaco di Buie Edi Andreašić “l’olivicoltura è una delle cose che contribuisce da tempo a togliere i confini mentali; quelli fisici verranno tolti il 1.mo luglio prossimo”. Il rito di apertura ufficiale della manifestazione è stato affidato al presidente dell’Assemblea della Regione Istriana, Dino Kozlevac.
Appena fuori la sala della CI, lo spazio espositivo visitabile con una quarantina di produttori dall’Istria e dalla Dalmazia, con prodotti di ogni genere, dall’olio al vino, passando per il formaggio, i tartufi, fino ad arrivare al miele e alle marmellate, tutto assaggiabile e acquistabile.
Sabato è stata pure l’occasione per premiare i lavori pervenuti all’undicesimo Concorso internazionale di pittura, annesso alla manifestazione, che prevede il trasporto dell’ulivo, della sua lavorazione e dei suoi derivati, su tela. Quest’anno hanno partecipato 77 artisti provenienti da Croazia, Slovenia e Italia e hanno portato complessivamente 120 opere.
La giuria, con la sua presidente, Fulvia Žudič di Pirano, era composta dal prof. Roberto Ambrosi dell’Università Popolare di Trieste e da Marino Baldini, storico dell’arte di Visinada. Questo il loro responso: il primo premio è andato a Elvis Berton di Cattuni di Terviso, il secondo a Milan Marin di Umago e il terzo a Elsa D’Elise di Trieste.
Sono stati assegnati due premi speciali a due opere che non rientravano nella categoria della pittura. Goran Skorup di Costerna è stato premiato per la sua fotografia, mentre Refik Saliji Fiko di Parenzo per la scultura. Quest’ultimo ha dipinto una zappa in stile Luis Vuitton, rappresentando la nobiltà del lavoro nei campi anche in assenza di sfarzi lussuosi.
I numerosi sponsor hanno voluto omaggiare il quadro che più gli piaceva. La Città di Grisignana ha premiato Adriana Šuran di Parenzo, l’azienda vinicola “Kozlović” ha scelto Saša Dejanović di Buie, l’oleificio “Benvegnù” ha optato per Duilio Trošt di Rovigno. Alina Ivančić, invece, è stata la prediletta per la Città di Cittanova e Roni Jušić di Baredine di sotto, vicino a Crassizza, lo è stato per l’Ente turistico cittanovese. Infine la Galleria Milotić di Pola ha premiato Libero Kokotović, della città dell’arena.
Il divertimento è proseguito anche in serata, con il concerto di Tomislav Bralić e della sua klapa Intrade, al cui termine il gruppo “Noćni skok” ha suonato fino alle tre del mattino.

Daniele Kovačić

Olio d’oliva istriano, pronto il marchio
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