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VALLE | Il tradizionale incontro di fine anno a Castel Bembo tra l’Unione Italiana e la Regione istriana è stato incentrato sul mezzo secolo di collaborazione tra l’UI e l’Università popolare di Trieste, definita essenziale per il mantenimento dell’identità, della cultura e della lingua italiana sul territorio istro quarnerino. Il presidente dell’UpT Fabrizio Somma ha ripercorso i momenti storici salienti che portarono alla firma della collaborazione, parlando di «lungimiranza dei protagonisti tra cui gli scomparsi Antonio Borme e Luciano Rossit». Somma ha ricordato che l’Upt era nata il 27 dicembre del 1899 per tutelare l’italianità in una città che all’epoca era sotto il regime austriaco: «Poi nel 1964 il nostro ente è stato chiamato a fare altrettanto per gli italiani oltre il confine orientale dell’Italia». «Da quegli anni pesanti – ha concluso – siamo arrivati al nuovo contesto europeo nel quale l’UI e l’UpT devono tutelare il loro ruolo e dignità per continuare anche in futuro a mantenere viva l’identità e la cultura italiana su queste terre».

Il presidente dell’UI Furio Radin ha voluto sfogliare l’album dei ricordi, citando i tempi in cui si andava a Trieste per fruire delle prime borse libro e di studio e definendo poi l’UpT l’amico più grande degli italiani rimasti. «Un’amicizia nata tra bambini – ha spiegato – rimane per sempre». Radin ha anche ricordato che quella a Valle è la seconda tappa della celebrazione. La prima risale all’ottobre scorso a Trieste in occasione della Bancarella.

E ci sarà anche un terza tappa, ha aggiunto Radin, quando l’UpT festeggerà il 115esimo anniversario della sua fondazione: il 15 gennaio alle 11.30 ci sarà una riunione del Consiglio comunale alla presenza del sottosegretario agli Affari Esteri Benedetto Della Vedova. E ha quindi regalato all’UpT una targa celebrativa proprio per dare risalto alla collaborazione stessa. Cambiando discorso Radin ha quindi richiamato l’attenzione su un nuovo focolaio di nazionalismo che si sta attivando in Croazia. Dopo quelli di matrice rossa e nera ha detto, nasce il nazionalismo verde riferendosi al partito Orah (Sviluppo sostenibile) che si definisce ambientalista, di cui è leader Mirela Holy ex socialdemocratica. «Tale schieramento – ha spiegato Radin – vorrebbe dimezzare i deputati delle minoranze, in nome di quella che esso chiama integrazione e che in realtà è la maschera dell’assimilazione». All’incontro ha parlato anche il presidente della Giunta esecutiva dell’UI Maurizio Tremul che ha fatto il bilancio del mandato 2010-2014 definito un quadriennio di successi sotto tutti gli aspetti. (p.r.)

da “Il Piccolo” di Trieste

Nozze d’oro UI – UPT
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