Dall’informale allo spazialismo, dal neo-dadaismo all’arte concettuale, cinetica, programmata, povera, sino al minimalismo e alle espressioni artistiche più recenti, in un viaggio simbolico nella storia dell’arte contemporanea italiana dagli anni Cinquanta ad oggi. Un percorso raccolto nell’esposizione dei “Capolavori dalla Collezione Farnesina”, che si inaugura oggi al Museo d’arte contemporanea di Zagabria (apertura fino al 13 novembre), organizzata dall’Ambasciata d’Italia in Croazia insieme al Ministero degli Esteri e della cooperazione italiano, al Ministero della Cultura croato, alla Città di Zagabria, e con il supporto dell’Università Popolare di Trieste e dell’Unione Italiana.

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Promossa nell’ambito dell’accordo bilaterale in materia di cooperazione culturale e istituzionale – anticipa l’Ambasciatore d’Italia in Croazia Adriano Chiodi Cianfarani – questa esposizione, nel proporre al pubblico croato uno sguardo sull’arte italiana dagli anni Cinquanta ad oggi, vuole essere uno strumento della politica di promozione culturale del Ministero degli Esteri. Un progetto ad ampio raggio nel quale si inserisce perfettamente l’Università Popolare di Trieste – sottolinea il Presidente dell’Ente Fabrizio Somma – che per sua natura riveste un ruolo fondamentale, insieme all’Unione Italiana, per la conservazione e la tutela della nostra identità nei Paesi della ex Jugoslavia.
Curata da Martina Corgnati e Giovanni Iovane, la mostra propone oltre 70 opere – tra pittura, scultura, fotografia, installazione, video ed anche oggettistica e ready made – con una visione stimolante del periodo grazie all’integrazione della collezione della Farnesina con prestiti specifici, provenienti da raccolte pubbliche e private e dallo stesso Museo di Arte contemporanea di Zagabria, che dispone di un interessante nucleo di opere di artisti italiani del Novecento, fra i quali Gianni Colombo, Getullio Alviani, Ugo La Pietra, Fabio Mauri, Polo Scheggi e Luigi Ontani.

Vedova Pistoletto

Il percorso espositivo inizia con la sezione “Gesti, segni, immagini“, con le opere di Alberto Burri, Emilio Vedova, Afro Basaldella, Giuseppe Capogrossi, Carla Accardi e Piero Dorazio, Giulio Turcato, Enrico Baj. Lucio Fontana e Piero Manzoni aprono la sezione “Spazio, corpo, pensiero”, che prosegue con l’esposizione delle opere di Enrico Castellani, Agostino Bonalumi, Ugo La Pietra, Vettor Pisani. A “Movimento e geometrie” sono dedicate le opere di Alberto Biasi, Gianni Colombo, Getulio Alviani e Grazia Varisco. Mentre a rappresentare “Arte povere e dintorni” le opere di Jannis Kounellis, Michelangelo Pistoletto, Giulio Paolini. La mostra si sviluppa poi nei temi “Astrarre, sottrarre” con gli artisti Ettore Spalletti, Maurizio Mochetti, Remo Salvadori, Giorgio Griffa, Agostino Ferrari, Paolo Cotani, Eliseo Mattiacci, Bruna Esposito, Marco Gastini. “La via italiana alla fotografia” è rappresentata dagli scatti di Gabriele Basilico e Mario Cresci, mentre le “Tendenze e figure del panorama attuale” presentano, fra gli altri i lavori di Mimmo Paladin, Alberto Garutti, Felice Levini, Nunzio Di Stefano, Luca Trevisani, Paolo Parisi.
L’estensione artistica nei video è anticipata nella proiezione sulla facciata del museo di un lavoro del duo Mesbedo, ed è completata dall’opera di Elena Bellantoni.

L’Alto Patronato della Presidente della Repubblica di Croazia e del Presidente della Repubblica Italiana testimonia la rilevanza di questa iniziativa nel quadro dei rapporti tra i due Paesi. Un evento culturale di altissimo livello e pieno di significati valoriali – afferma il Presidente dell’Unione Italiana Furio Radin – soprattutto per la Croazia, Paese con cui l’Italia condivide storia e civiltà, perché apre un dibattito sulle correnti artistiche italiane e sull’influenza che hanno avuto sull’arte croata.

Nel periodo delle cosiddette Nuove Tendenze (1961-1973), quando Zagabria diventa un epicentro artistico importante a livello internazionale – spiega Snejezana Pintaric, Direttore del Museo d’Arte Contemporanea – i legami con la scena artistica italiana non solo erano istituzionalizzati, ma anche segnati da rapporti di amicizia tra artisti croati e italiani, i cui contatti professionali accendevano l’atmosfera creativa. Riguardo quel periodo, Getullio Aviani scrisse che “Zagabria, città allora non facile da né da raggiungere né da lasciare per chi lì viveva, ma con idee alle quali le nostre erano assai vicine, per un insieme di fattori concomitanti divenne il centro mondiale di questo movimento”.

La Collezione Farnesina è una raccolta di opere d’arte italiana del XX secolo che, nata nel 2000 con lo scopo di arricchire gli spazi del Palazzo della Farnesina a Roma, sede del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, viene concepita come importante strumento della politica di promozione. Dopo il primo nucleo di opere d’arte contemporanea, che furono acquisite negli anni Sessanta la Collezione viene arricchita continuamente grazie ad un connubio speciale instaurato tra il Ministero e gli artisti, i loro eredi, le istituzioni d’arte, le gallerie e le fondazioni che, nel prestare le opere in comodato gratuito, contribuiscono a valorizzare molte delle tendenze di maggior rilievo dell’arte contemporanea italiana.

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da Il Piccolo, edizione 6 ottobre 2015

da Il Piccolo, edizione 6 ottobre 2015

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Capolavori dalla Collezione Farnesina
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