Era stata progettata nel segno di un “open day” bis, di quelli, almeno sulla carta, sempre importante nei contenuti ma più contenuto nelle adesioni. All’Università di Trieste sono approdati ieri invece oltre un migliaio di studenti appartenenti all’ultimo anno degli istituti superiori, impegnati in una sorta di gita didattica per valutare i possibili futuri ruoli da matricola.
Concepita prevalentemente per l’utenza delle scuole italiane della Slovenia e dell’Istria, la tappa all’ateneo ha letteralmente aperto le porte per un giorno non solo a studenti provenienti dal resto della regione ma anche dal Veneto, Marche, Lazio, Lombardia, Puglia e persino dalla Sardegna. Con blocchi di intere classi, piccoli gruppi o scortati dalle famiglie.
Lo sbarco dei “curiosi” in cerca di informazioni si è strutturato in tal modo, formato in numeri da poco meno di 200 maturandi dalle sedi di Pola, Fiume e Rovigno e da oltre 800 dal resto d’Italia. Hanno visitato gli uffici, ascoltato qualche professore, seguito i tutor, rovistato tra i programmi delle facoltà e conosciuto le strutture dei campus, ma non solo; dovendo respirare anche alcune dimensioni collaterali del macrocosmo universitario, gli studenti in avanscoperta hanno anche pranzato alla mensa universitaria e preso atto delle possibili agevolazioni fiscali.
Giornata intensa quindi, distribuita dalle 10 alle 13 e quindi dalle 14.30 circa sino alle 17, iniziata in aula magna con gli interventi di rito da parte del rettore Francesco Peroni e dei rappresentanti della Università Popolare e della giunta esecutiva dell’Unione Italiana – Silvio Delbello, Maurizio Tremul e Alessandro Rossit -, gli artefici dello scambio in chiave accademica tra il capoluogo e le realtà scolastiche di lingua italiana nei territori sloveni e croati.
“Non è stata la giornata classica, diciamo istituzionale dell’open day della nostra università, quella la celebriamo come sempre in autunno – ha specificato Monica Ghirardi, referente del settore Ripartimento e orientamento dell’ateneo triestino – si è trattato di un momento straordinario che dalla utenza originaria specifica di oltre confine si è poi estesa altrove, sviluppando numeri importanti”.
“Utile dunque per tutti per conoscere da vicino le caratteristiche e gli indirizzi delle nostre sedi – ha ribadito la funzionaria – attraverso un quadro che ha attraversato vari aspetti fondamentali”.
Sono attualmente tre le aree didattiche che sembrano catalizzare il maggior interesse da parte degli studenti della regione e dal resto della penisola. Un trittico che racchiude Scienze diplomatiche internazionali, Medicina e chirurgia e soprattutto la Scuola superiore di lingue moderne per interpreti e traduttori, ritenuta la “gemma” del ventaglio di proposte.
A proposito. Proprio alla sede in via Filzi 14, il cartellone di ieri ha dedicato una visita, anche essa speciale, quasi una specie di antipasto di quanto avverrà in maggio, con la puntata ufficiale di “Porte aperte” dedicata ai temi, i percorsi e le possibilità che la scuola di lingue continua ad offrire.
Dopo il tuffo di ieri tra programmi e strutture, le informazioni alla stregua delle possibili matricole permangono le due sedi canoniche istituzionali: l’ufficio Urp di via della Procureria 2/a (9 – 12.30, il lunedì e il mercoledì anche dalle 14.30 alle 17, telefono 040-3473787, e-mail urp@units.it) e la sede centrale dell’ateneo.

Francesco Cardella

Mille studenti a scoprire l'ateneo triestino
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