FIUME – “Siamo ancora dei ricercatori. Cerchiamo di usare materiali, colori e tessiture in modi diversi. La maggior parte del lavoro sui tessuti viene fatta quando abbiamo il materiale tra le nostre mani. Ci piace toccarlo, sentirlo. Abbiamo ancora un punto debole, se possiamo definirlo così, ossia creiamo, disegnamo e produciamo i tessuti per noi stessi. È il nostro modo di divertirci. Siamo degli artigiani. Vogliamo essere sempre innamorati del nostro lavoro e ci piace svolgerlo con il cuore e con passione”.

Sono queste le parole usate da Ottavio Missoni per descrivere il suo lavoro, la mission di un prestigioso marchio del Made in Italy conosciuto e riconosciuto in tutto il mondo. Parole che si addicono perfettamente anche all’allestimento della mostra “Ottavio Missoni. Il Genio del Colore”, che s’inaugura questa sera alle ore 18.30 presso la Galleria “Kortil” a Fiume.

Lo sportivo, l’artigiano, l’artista

Una mostra che “apre” le Giornate della Cultura e della Lingua italiana a Fiume, presentando al pubblico una storia di successo che si sviluppa attraverso tre aree tematiche: la carriera dello sportivo, l’attività del creativo e la gioiosa avventura dell’artista. Per curarne l’allestimento sono arrivati domenica a Fiume Luca Missoni e Mario Steffè. E, come si diceva, cuore e passione hanno fatto sì che, a poco a poco, pannelli colorati, bambole flessibili, video, arazzi e disegni componessero un racconto.
Lo stesso già proposto a Maribor, Capodistria, Pola e Dubrovnik (Ragusa), ma forse anche no. Perché la passione non è mai uguale a sé stessa, ogni volta trova una nuova espressione. E di espressioni per raccontare il mondo del Genio del Colore in una mostra itinerante ce ne sono infinite. Lo conferma Luca Missoni.

”È interessante immaginare come queste mostre possano svilupparsi e generare tra loro delle altre mostre – dice –. Queste tre foto (le immagini di Ottavio Missoni che corre disposte in sequenza, nda), che sono tre vecchie foto di mio papà pubblicate sulla ‘Gazzetta’, in originale sono piccole e le abbiamo sempre usate così. Poi mi sono chiesto ‘Ma non sarebbe possibile usarle in sequenza, magari se c’è una colonna da ricoprire…’. Ecco, è nato così questo pannello circolare che invita quasi a girarci attorno”.

Tanti contenuti

Mostre che si costruiscono da sé rimanendo sempre fedeli alla calligrafia del protagonista per svelare al pubblico pagine sconosciute di un mondo a colori. “Questa non era una mostra per avere dei vestiti o dei costumi da vedere che raccontasse il lavoro che si e’ fatto magari nella moda su un certo tipo di materiale portato poi su delle forme in certi momenti o in certi anni. È più la storia di un percorso di vita e artistico relativo a mio papà”, afferma Luca Missoni, che ammette: “Fare le mostre itineranti, con spazi sempre diversi è molto difficile perche’ alle volte gli spazi si scombinano. Quando, invece, tutte le parti della mostra sono riunite in uno spazio come questo è sicuramente più particolare, perché anche quelle più ‘statiche’ si collegano a una cosa ‘pirotecnica’. Di contenuti ce ne sono tanti…”.
La mostra è organizzata da Unione Italiana in collaborazione con il Consolato Generale d’Italia a Fiume e la Città di Fiume, nonché con le Gallerie costiere di Pirano, l’Università Popolare di Trieste, la Fondazione Ottavio e Rosita Missoni, il Consiglio nazionale per le minoranze della Repubblica di Croazia, l’Istituto Italiano di Cultura, il Centro italiano “Carlo Combi”’, la Comunità degli Italiani di Capodistria e la Galleria “Kortil”. L’esposizione si svolge con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Zagabria e della Regione Istriana.

Christiana Babić

Luca Missoni racconta l'esposizione itinerante dedicata al percorso artistico e di vita del padre
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