BuiePiranesi pigliatutto, o quasi, al Concorso letterario della terza edizione del Festival dell’Istroveneto. Resi noti  i nomi dei vincitori della gara di scrittura e dei lavori video che accompagnano la manifestazione che si svolge dal 4 al 7 giugno, promossa dall’Unione Italiana, in collaborazione, con il sostegno e con il patrocinio della Città di Buie, dell’Assessorato alla Cultura della Regione Istriana, dell’Università Popolare di Trieste e della Regione Veneto. Lo scopo dell’iniziativa, che ha come scenario la “Vedetta dell’Istria”, è quello di tutelare e promuovere il dialetto istroveneto che, nonostante sia una “lingua viva” in quanto attivamente parlata, subisce in seguito ai naturali mutamenti socio-economici, un lento ma inesorabile impovetrimento lessicale, in particolar modo nella sfera legata degli antichi mestieri e della vita agreste. Al Concorso letterario legato al Festival sono pervenuti 84 lavori, valutati da una giuria formata da Tiziana Dabović, Ester Barlessi e Ondina Lusa.

I «pici»

Per la categoria piccoli (dai 6 ai10 anni) il primo premio è andato a Lana Maria Bernetič, della Scuola elementare “Vincenzo e Diego De Castro” di Pirano – Sezione periferica di Sicciole, per il lavoro “Le feste xe cambiade”, un’analisi ben presentata e articolata delle antiche usanze messe a confronto con lo stile di vita moderno. Al secondo posto Leonardo Pozzeco, della SEI “Galileo Galilei” di Umago, per l’opera “Mi e mio nono Adriano”, con la seguente motivazione: “Per la descrizione sincera e reale degli affetti famigliari anche quando il modo di comunicare, per divario generazionale, è conflittuale. Terza la prima classe della SE “Giuseppina Martinuzzi”, di Pola – Sezione periferica di Gallesano per il componimento “Lettera a una fatina”, frutto della sbrigliata immaginazione di una bambina che vorrebbe vivere in un mondo di fiaba creato con la fantasia a suo piacere. Menzione onorevole a Ema Krajcer, della SEI “Galileo Galilei“ di Umago, per “Mandola”, un bellissimo Haoiku che in soli tre versi è riuscito a esprimere la freschezza e lo sbocciare della primavera; menzione a Moira Đurđević, pure lei dell’elementare umaghese, che in “El sorzo mimo”, ha narrato le vicende “di due piccoli animaletti che si soccorrono e si aiutano a vicenda finendo anche col divertirsi”.

I «medi»

Nella categoria medi (11-14 anni), al primo posto sempre una piranese, Anna Rosso (SE “Vincenzo e Diego de Castro”), con “A ogni usel el so nido xe bel” (“L’amore per la terra natia espresso tramite il mirabile paragone dell’Istria a forma di cuore, che ci portiamo, per l’appunto, nel cuore”, recita la motivazione), seguita da due compagne, Laura Babnik (in “Ricordi de nono” ha fornito una descrizione ironica, tratta dalle parole del nonno, della staffetta di Tito, che ha rappresentato un pezzo della nostra storia) e Sara Romanello (in “Nono Rudi pescador” ha costruito con precisione e spirito una simpatica scenetta in cui i protagonisti sono i pescatori di una volta). Menzione onorevole a Jan Markežič, della SE “Vincenzo e Diego de Castro” – Sezione di Sicciole, per “Cossa me conta i mii noni”, in cui con grande sensibilità ha messo a confronto il difficile modo di vivere di un tempo con quello attuale fatto di comodità ma anche di poco rispetto per la natura.

I «grandi» e i video

Nella categoria grandi (15-18 anni) è stata assegnata una menzione onorevole all’unico elaborato pervenuto, quello di Carla Šuran, della Scuola media superiore italiana “Dante Alighieri” di Pola, autrice di “Incòntro con la vìda”, versi che accompagnano concetti profondi in grado di suggerire in chi legge il disagio vissuto da un giovane.

Non molto affollato il concorso video – al quale sono arrivati complessivamente 5 lavori –; nella categoria under 18 la giuria composta da Matija Debeljuh, Mario Simonovich e Mario Steffè ha deciso di assegnare un secondo premio a Valentina Bernè di Valle per “Una fameia vale∫a 50 ani fa” – interpretazione del tema tradizionale con l’uso umoristico della parlata in una narrazione video non lineare, ma genuino nella sua grezza vena naïve – e il terzo permio all’ottava classe della “Bernardo Benussi” di Rovigno per il video “L’anel de Rebecca (II parte)” – è stata apprezzata l’idea della mini fiction e l’interpretazione di un tema recente che commenta la tv di oggi, nonché la simpatica bravura degli interpreti –; menzione onorevole alla SEI “Galileo Galilei” di Bassania, per “Xioghi e xiogatoli de una volta”, un’iniziativa corale da cui è emerso un parziale, ma comunque articolato squarcio del patrimonio di lingua istroveneta. Tra gli over 18, secondo premio a Marko Voštan di Pola, per il video “Me dizeva mia nona…”, in cui ha espresso con immediatezza e partecipazione lo stretto rapporto che un’adolescente ha riallacciato con la nonna, ormai non più fra i vivi. La giuria ha sottolinearìto in particolare l’intensa espressività della protagonista, che emerge anche in assenza di parole. Sul terzo podio Tiziano Šuran di Rovigno per il lavoro “Istria, dall’altra parte del mondo”, per “l’idea di un documentario, nell’intervista che si propone, dando cosi valore alla propria cultura e alla lingua”.

Il programma

Da rilevare che, a completare la gara, c’è il concorso canoro “Dimela cantando”, con brani che verranno eseguiti sabato 7 giugno sul palco buiese allestito in piazza Tito (o, in caso di pioggia, al Teatro cittadino, inizio alle ore 21), dopo la cermonia di premiazione dei vincitori nel campo letterario e video (ore 16, Comunità degli Italiani).
A introdurre il Festival dell’Istroveneto, mercoledì 4 giugno (ore 20.30, piazza San Servolo), sarà lo spettacolo “I botoni de la montura”, di Lino Carpinteri & Mariano Faraguna, diretto e curato da Giorgio Amodeo per conto del Dramma Italiano di Fiume (allestimento in collaborazione con il Gruppo Teatrale per il dialetto – Trieste); giovedì in piazza Tito alle 18 si terrà la cerimonia ufficiale di apertura della kermesse, che partirà con la rassegna teatrale “Su e ∫o pel palco” e un recital. Per quanto riguarda gli altri contenuti, sabato mattina (ore 10) si terrà la tavola rotonda “Sto parlar che dura” (piazza Libertà). (ir)

Letteratura e tradizione piranesi in testa
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